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Economia circolare primi passi verso rifiuti zero

Riutilizzare, riparare, restaurare e riciclare. È quel che si definisce economia circolare, non si tratta di moltiplicare all’infinito i beni di consumo ma al contrario di valorizzare al massimo i prodotti e i materiali dando loro una nuova vita. Muoversi verso questa direzione, ricorda un’analisi del Parlamento Europeo, sarebbe ragionevole sia per l’ambiente che per l’economia, si otterrebbero effetti positivi per gli ecosistemi, la biodiversità e la salute umana.  

Ma soprattutto l’effetto risparmio sarebbe decisivo nel settore delle materie prime. L’Europa, attualmente, importa in materie prime circa la metà delle risorse che consuma. Si calcola che il riutilizzo potrebbe produrre un risparmio di 600 miliardi di euro all’anno. Gli effetti benefici, poi, si stima che potrebbero arrivare a 1.8 trilioni di euro ed avere effetti multipli.

La strategia Ue per l’economia circolare

”Più attenzione sul momento del consumo del bene e sul ritorno alle materie prime per la seconda volta. L’economia circolare porterà benefici alla salute e all’ambiente" afferma il Commissario per l’Ambiente Vella presentando la strategia della Commissione Ue per l’economia circolare "Non credo ci saranno resistenze da parte degli stati membri perché questo piano porterà lavoro, crescita e investimenti e aiuterà a non perdere nemmeno i posti di lavoro esistenti messi a rischio con la crisi”.

Dimezzare lo spreco del cibo entro il 2030 è uno dei principali obiettivi del pacchetto Ue per l’economia circolare ma si pensa anche a uno strumento comune di monitoraggio  tra i paesi: in Europa  il 30% del cibo viene sprecato. In Usa si arriva al  40% . “Pensiamo che la data di scadenza sia quella indicata sulla confezione dove viene chiesto di “consumare preferibilmente prima”. Ma non  significa che sia scaduto quel giorno, noi così sprechiamo”. Ci si concentrerà anche sullo sviluppo degli standard di qualità delle materie di seconda mano per accrescere la fiducia da parte degli operatori nel mercato unico. Misure nel piano di Ecodesign 2015-2017 per promuovere la riparabilità, il riuso, il riciclo, la durata dei prodotti e l’efficienza energetica. Fertilizzanti organici e composti dai rifiuti saranno riconosciuti nel mercato e riviste le regole.

Tra i punti da mettere a segno si ricorda la riduzione della spazzatura e plastica presenti nel mare e le azioni di riuso dell’acqua sprecata attraverso una proposta legislativa che ne regoli gli standard minimi di riuso. In particolare si cercherà di raggiungere il tasso del riciclo del 65% dei rifiuti locali e del 75% dell’imballaggio entro il 2030.

La spazzatura da convogliare in discarica dovrà costituire al massimo il 10% di tutti i rifiuti.

“La transizione verso l’economia circolare significa rimodellare l’economia del mercato e migliorare la nostra competitività. – commenta il vicepresidente Katainen la presentazione della nuova strategia Ue - Se riusciamo a fare un uso più efficiente delle risorse  e a ridurre la nostra dipendenza dalle scarse materie prime, possiamo sviluppare un margine competitivo”.

Il nuovo pacchetto di misure Ue riceverà 650 milioni dal programma Horizon 2020 e 5.5 miliardi dai fondi strutturali.

Secondo la Commissione Europea questo cambiamento di rotta potrebbe dar vita a 540mila nuovi posti di lavoro ad esempio a livello locale nei settori del design, il riuso e le riparazioni. Nuove opportunità si presenterebbero anche per la crescita delle imprese con soluzioni economicamente vantaggiose ed innovative allo stesso tempo.

Ogni anno si perdono materiali che potrebbero essere valorizzati, come i cellulari o gli schermi piatti, perché è difficile trovare il modo di ripararli o riciclarli. La Commissione Ue si propone di stabilire nuove regole per rendere più facile lo smaltimento e il recupero dei prodotti elettronici. Anche un migliore design del prodotto può far risparmiare risorse preziose e un uso efficiente dell’energia porterebbe al risparmio di 465 euro all’anno per ogni famiglia. Si lavorerà anche su un processo industriale innovativo: i rifiuti di un’azienda potrebbero diventare risorse per un’altra impresa.

Ma in questo libro dei sogni sono però da considerare i costi di transizione, certamente elevati se si considera che si è ben lontani da un sistema di gestione dei rifiuti efficiente e coordinato tra i diversi Paesi e comunque prioritariamente  finalizzato al riuso  dei materiali.

@IreneGiuntella

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