Fra meno di due settimane i cittadini anglosassoni voteranno per eleggere un nuovo governo. Insieme alla questione del nucleare, di cui si è parlato qui due settimane fa, ecco alcuni dei punti chiave discussi dai partiti.


La casa di proprietà
Una delle questioni decisive riguarda il fatto che sempre meno persone possono permettersi di acquistare una casa. Il numero di case di proprietà nel paese è diminuito sempre più, fino a raggiungere il livello più basso degli ultimi trent’anni. Le nuove generazioni sono quelle più colpite dalla crisi immobiliare, poiché spesso sono loro a non potersi permettere di pagare l’acconto necessario per l’acquisto.


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Sono proprio i voti di queste generazioni di affittuari che i partiti stanno cercando di conquistare tramite proposte di riforme finalizzate ad agevolare l’acquisto della prima casa. Lo sviluppo più recente su questo fronte è stata la promessa da parte del partito laburista di esonerare chi acquista la prima casa, qualora l’immobile costi meno di £300,000, dal costo del passaggio di proprietà. Il leader dei labouristi, Ed Miliband, ha dichiarato che in questo modo i nuovi acquirenti potranno risparmiare fino a £5,000. La riforma verrebbe finanziata tramite dei provvedimenti restrittivi nei confronti dei padroni di casa che evadono il fisco, una riduzione degli sgravi fiscali per quei proprietari che non provvedono alla manutenzione delle proprietà in affitto e, infine, tramite l’aumento delle imposte sugli immobili per i proprietari stranieri.
I conservatori hanno subito attaccato la proposta, dicendo che il costo della riforma sarebbe molto più alto di quello calcolato dai laburisti e che quindi la riforma non è realizzabile.

Invece, il partito di David Cameron promette di espandere il piano “right-to-buy” in modo da includere 1.3 milioni d’inglesi che vivono in alloggi di proprietà di cooperative edilizie. Il piano offre la possibilità di acquistare la propria casa a un prezzo ridotto agli inquilini delle case popolari. I liberali democratici progettano di costruire 300,000 alloggi l’anno, mentre lo Scottish National Party (SNP) vuole abolire la “bedroomtax”, l’imposta sulle stanze degli ospiti.

 

Servizio sanitario nazionale (NHS)
Il servizio sanitario nazionale sta attraversando una forte crisi finanziaria ed è una delle questioni più sentite dagli elettori.

Tutti i partiti principali hanno infatti incluso nei propri programmi l’aumento dei finanziamenti al servizio sanitario. In aggiunta, una delle proposte più interessanti è quella del partito laburista, il quale intende introdurre un tetto ai profitti massimi dei privati aventi contratti con l’NHS dal valore maggiore di £500,000 per la provvisione di servizi sanitari. Il tetto verrebbe fissato al 5% e i profitti eccedenti questa quota andrebbero all’NHS.

Molti nel Regno Unito ritengono che sia immorale avere un sistema sanitario che permette a delle compagnie provate di trarre grandi profitti dalle persone malate. La proposta dei laburisti potrebbe guadagnare il loro voto.

 

Coalizione labour-SNP
E’ improbabile che alcun partito sia in grado di vincere con una maggioranza assoluta. Vi sono state molte speculazioni circa le possibili coalizioni e, a parte quella fra conservatori e liberali democratici correntemente al governo, molta attenzione è stata prestata all’eventualità di un’alleanza fra laburisti e SNP. L’annuncio fatto da Ed Miliband lo scorso marzo escludente con decisione la possibilità di un’alleanza ufficiale fra i due partiti, ha quindi colto molti di sorpresa. L’annuncio era finalizzato a smentire le accuse, provenienti in gran parte dal partito conservatore, che minacciavano che un governo laburista avrebbe significato dare grande potere al partito nazionalista scozzese. Inoltre, i laburisti stanno cercando di convincere gli scozzesi che votare SNP invece di labour renderebbe possibile un altro governo conservatore. La prospettiva di una coalizione labour-SNP avrebbe minato questo proposito. Tuttavia, anche se dovesse vincere le elezioni, è molto probabile che il partito laburista avrebbe bisogno del sostegno dell’SNP per poter far passare le proprie riforme.

Nicola Sturgeon, leader dell’SNP, ha dichiarato che il partito è disposto a dare il proprio sostegno ai laburisti in modo da tenere i conservatori fuori dal governo, ma il sostegno andrebbe negoziato caso-per-caso. Nell’eventualità in cui né i laburisti né i conservatori avessero la maggioranza in parlamento riguardo una questione specifica, il partito di Ed Miliband dovrebbe essere disposto a fare dei compromessi per poter avere il sostegno dell’SNP.
Le campagne elettorali hanno anche raggiunto vertici esilaranti, ad esempio con il video del partito dei Verdi, nel quale la somiglianza delle politiche dei partiti principali (conservatori, laburisti e liberali democratici) viene paragonata all’armonia di una boyband e con il tentativo da parte dei conservatori di conquistare la diaspora indiana residente nel Regno Unito con una canzone in hindi. More to come.

@aplazzarin

 

 

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