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Elezioni in Gran Bretagna con il fiato sospeso

Il giorno delle elezioni inglesi si avvicina e anche l’Europa aspetta col fiato sospeso i risultati. A Bruxelles, la capitale Ue, in molti si  stanno organizzando per seguire in diretta la tornata elettorale tra dibattiti che seguiranno anche nei prossimi giorni, l’aria si fa tesa nell’attesa di un possibile referendum conseguente alle elezioni per l’uscita dall’Unione Europea entro il 2017.

London, United KingdomA man works on a television platform being erected on College Green outside the Houses of Parliament in London May 5, 2015. Britain will go to the polls in a national election on May 7. REUTERS/Peter Nicholls
London, United KingdomA man works on a television platform being erected on College Green outside the Houses of Parliament in London May 5, 2015. Britain will go to the polls in a national election on May 7. REUTERS/Peter Nicholls

Intanto però si calcola che il maggior danno economico di una Brexit possa ricadere sulle spalle dell’UK, con oltre 300 miliardi di perdite. Alla vigilia delle elezioni inglesi si nota una grande frammentazione politica specchio di divisioni interne al paese, così come appare nell’analisi del think tank tedesco Bertelsmann Stiftung, che sintetizza la situazione politica inglese  riprendendo una frase apparsa in un articolo dell’Economist di febbraio : il Partito Nazionale Scozzese vuole la Scozia fuori dall’Inghilterra, l’Ukip vuole l’Inghilterra fuori dall’Europa e i Verdi vogliono l’iper capitalismo fuori dall’Ue e dall’Inghilterra.

Il referendum su Brexit 

Un referendum per uscire o restare in Europa è quanto ha promesso  il conservatore premier inglese David Cameron in caso di sua rielezione: al momento il 60% dei cittadini inglesi, secondo stime del think tank Chatman House, sostiene l’idea di un referendum, mentre il 24% non sarebbe d’accordo. Sembrerebbe poi che con una maggioranza, seppur limitata al 40%, nell’ipotesi di referendum, voterebbe per rimanere in Europa contro un 39% a favore della Brexit. 

Il ruolo del partito nazionale scozzese

Secondo il think tank tedesco il Partito Nazionale Scozzese (SNP) sarebbe al momento influente in UK quanto il partito euroscettico di Nigel Farage, l’UKIP, alleato del Movimento Cinque Stelle al Parlamento Europeo. Il SNP ha negli anni guadagnato seguaci e può contare ora su circa 90mila supporters. Nelle elezioni nazionali sono destinati alla Scozia 59 seggi della Camera dei Comuni, 55 dei quali potrebbero essere vinti dal SNP proprio in queste elezioni. Inoltre differentemente dall’UKIP e i Verdi che si sono rifiutati di convergere in qualsiasi coalizione, il partito SNP che è pro-europeo, non ha menzionato nulla di tutto ciò.  In generale sembra maggiormente in accordo con i Laburisti sui temi sociali e quindi questo potrebbe tradursi in un potenziale partner di coalizione e una alternativa forte ai Liberali e Democratici.

Anche il sistema parlamentare cambierà dopo le elezioni del 7 maggio: il sistema parlamentare basato su due partiti sarà superato da un sistema frammentato in sette partiti che darà origine a differenti coalizioni e che rispecchierà la crescita di divisioni sociali e geografiche all’interno della Gran Bretagna. I partiti che risulteranno rappresentati dopo le elezioni saranno molto probabilmente i due più grandi partiti quali i Laburisti e i Conservatori seguiti poi dai Liberali e Democratici, l’UKIP, i Verdi, il Partito Nazionale Scozzese e il Plaid Cymru of Wales. 

Brexit , perdite economiche per l’UK

Da un recente studio del think tank Bertelsmann Stiftung, che è stato riportato anche da East, è emerso che se la Gran Bretagna lasciasse l’Europa registrerebbe un calo nel Pil tra lo 0.6 % e il 3% rispetto al rimanere nell’Ue.  Ciò si tradurrebbe anche in un calo nelle esportazioni e nell’aumento dei costi delle importazioni. Mentre se si contano poi gli effetti che dell’integrazione economica sugli investimenti e l’innovazione, una Brexit farebbe crescere le perdite nel Pil reale del 14%. Infine l’Inghilterra avrebbe dei veri magri guadagni nell’uscire dall’Unione Europea : risparmierebbe circa lo 0.5 % del Pil inglese.

Sicuramente l’UK ci rimetterebbe di più dalla sua scelta di uscire dall’Europa, in quanto secondo gli autori, gli effetti Brexit sull’Ue sarebbero sostenibili. In generale per tutti i paesi membri Ue in seguito alla diminuzione delle attività commerciali con la Gran Bretagna si verificherebbe una perdita nel Pil pro capite tra lo 0.1 % e un po’ meno del 4%.  L’Irlanda ne risulterebbe particolarmente colpita  con perdite nelle entrate reali tra lo 0.8% e quasi il 2.7%.  Seguita poi da paesi come il Lussemburgo, il Belgio, Svezia, Malta e Cipro. Mentre in Germania nel 2030 si conterebbero perdite nel Pil reale appena al disotto della media del resto degli stati membri, tra lo 0.1% e lo 0.3%. 
@IreneGiuntella

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