L'epidemia degli oppioidi minaccia anche l'Europa

Non è ancora un’emergenza come negli Usa, ma in Europa le morti da oppioidi sintetici crescono. Oltre al fentanyl, inquieta il potente carfentanil. La crisi più grave è nel Regno Unito, ma il calo dell’offerta di eroina e della sua qualità può far decollare il mercato tedesco

REUTERS/Yannis Behrakis

Fentanyl è diventata quasi una parola familiare negli Stati Uniti. È quel farmaco analgesico a base di oppioidi, molto più forte della morfina, che ha provocato la morte per overdose di Prince, di Tom Petty e all’incirca di altri 29mila americani nello scorso anno. È una parola che anche noi italiani dovremmo imparare a conoscere bene. Pochi giorni fa è stato infatti reso pubblico il primo decesso causato dall’abuso di un particolare tipo di fentanyl in Italia: è un fatto importante, perché fino a quel momento le statistiche ufficiali non avevano riportato prove nemmeno della sola presenza di questa sostanza nel nostro Paese.

L’eroina e, soprattutto, gli oppioidi sintetici hanno creato delle emergenze sanitarie negli Stati Uniti e in Canada, oltre ad aver aggravato – ma per ragioni diverse dal consumo – la crisi della sicurezza in Messico. Nel vecchio continente al momento non si parla di un’epidemia degli oppioidi. Ma le morti causate dal fentanyl sono in crescita, anche se restano molto più basse di quelle in America.

La crisi britannica degli oppioidi

Il Paese europeo maggiormente preoccupante è il Regno Unito. Secondo l’Ufficio per le statistiche nazionali (Ons), nel 2017 in Inghilterra e Galles ci sono state 3756 morti per intossicazione da droghe, provocate principalmente dall’eroina e dagli oppioidi sintetici. Si tratta del numero più alto mai registrato, anche se complessivamente simile a quello dell’anno precedente. Spiccano però i casi di morte per overdose da fentanyl: dal 2016 al 2017 sono aumentati del 29%, passando da 58 a 75. I dati raccolti dall’Ons evidenziano anche 27 decessi per abuso di carfentanil: si tratta di un analogo del fentanyl ma molto più potente – il fentanyl è cento volte più forte della morfina, il carfentanil diecimila –, utilizzato esclusivamente in veterinaria come tranquillante per gli animali di grossa taglia (gli elefanti, ad esempio).

Negli Stati Uniti è diventato comune consumare eroina mischiata con il fentanyl o con il carfentanil: così facendo la sua potenza aumenta, ma al contempo anche la sua pericolosità. Le autorità britanniche temono appunto che il fenomeno possa espandersi anche nel Regno Unito.

Al momento la crisi inglese degli oppioidi si concentra principalmente a nord-est, nella regione dello Yorkshire e Humber.

In un reportage del febbraio scorso il New York Times ha cercato di raccontare la situazione a Hull, una cittadina portuale dello Yorkshire che fino agli anni Settanta poteva contare su una ricca industria della pesca. La crisi del settore ha comportato un aumento del tasso di disoccupazione che a sua volta ha favorito il consumo di eroina e, oggi, di fentanyl. Chris, un giovane senzatetto, ha raccontato al New York Times di aver iniziato con l’eroina dopo aver trascorso due anni senza un lavoro. Ha anche descritto la sua prima esperienza con il fentanyl, definendolo «forte come la dinamite». Luke, un altro ragazzo di Hull dipendente dagli oppioidi, ha invece detto alla BBC: «Su una scala da uno a dieci, l’eroina è un due e il fentanyl è un undici. È come passare da essere colpiti con un cuscino ad essere investiti da un treno».

Cosa dice l’Unione europea

Nella Relazione europea sulla droga 2018, stilata dall’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (Emcdda), di fentanyl si parla con una certa attenzione e preoccupazione. Lo studio specifica innanzitutto che in Europa il consumo di oppiacei in generale – soprattutto di eroina, il più diffuso – è «relativamente modesto». Tuttavia questo tipo di sostanze sono state rinvenute nell’84% dei casi di overdose mortali. I decessi correlati all’eroina sono in aumento, specie nel Regno Unito, dove gli oppiacei sono responsabili dell’87% delle morti per overdose. Dal 2012 al 2015 in Francia la percentuale di overdose letali causate dall’eroina è raddoppiata, attestandosi sul 30%.

Nella relazione dell’Emcdda si legge che «varie fonti suggeriscono un abuso crescente di oppiacei sintetici legali», tra i quali rientra anche il fentanyl: questo oppioide sembrerebbe essere molto popolare in Estonia, a giudicare dalle dichiarazioni dei pazienti che si sottopongono a trattamento.

L’Emcdda scrive che, anche se in Europa non esiste una crisi degli oppioidi paragonabile per portata a quella degli Stati Uniti, «i decessi e i casi di overdose non mortali associati al fentanyl e ai derivati del fentanyl non controllati evidenziano la necessità di una vigilanza continua». Anche perché, pur rappresentando una piccola parte del totale, i sequestri di fentanyl e di suoi derivati, di metadone e di tramadolo (altri oppioidi sintetici) sono in crescita. Così come sono in crescita le varietà di fentanyl: dal 2009 ne sono state individuate 38 di nuove in Europa, di cui 13 segnalate per la prima volta nel 2017.

«Pur rivestendo un ruolo minore nel mercato europeo della droga, i nuovi oppiacei [sintetici, ndr] comportano una seria minaccia per la salute pubblica e individuale»: gli autori del rapporto sostengono dunque l’importanza di garantire un maggiore accesso al naloxone – meglio noto con il nome commerciale Narcan –, un antagonista oppioide molto utile in caso di overdose e che può contribuire a ridurre la mortalità tra i consumatori di eroina, fentanyl e altre sostanze analoghe.

L’Estonia e la Germania

Il primo vero mercato europeo del fentanyl è stata l’Estonia. In un rapporto dell’anno scorso l’Emcdda ha scritto che la crisi delle overdose in Estonia ha raggiunto il suo apice nel 2012, con 170 morti provocate per la maggior parte da fentanyl e analoghi.

In Estonia il fentanyl è l’oppioide più comune per le strade, mentre l’eroina sembra quasi non esistere. Il perché di questa assenza non è chiaro. Uno studio del 2015 sulla diffusione dei fentanili in Europa, pubblicato sull’International Journal of Drug Policy, ipotizzava un qualche rallentamento della produzione di oppio in Afghanistan all’inizio degli anni Duemila, che avrebbe di conseguenza interrotto l’offerta di eroina sui mercati europei: al suo posto, in Finlandia si è iniziato a consumare più buprenorfina (un analgesico derivato dall’oppio), mentre in Estonia si è imposto il fentanyl.

Al di fuori dell’Estonia però, nel resto dei Paesi europei, il fentanyl non è una droga di prima scelta. Ma potrebbe diventarlo in un momento di calo dell’offerta di eroina o della sua qualità. Lo stesso studio del 2015 sostiene che nel vecchio continente si starebbero sviluppando le condizioni per una futura epidemia di fentanyl. Effettivamente in Europa si registra da diversi anni sia una diminuzione della disponibilità di eroina sia una riduzione della sua purezza. Una delle nazioni maggiormente esposte potrebbe essere allora la Germania.

Secondo l’Organo internazionale per il controllo degli stupefacenti delle Nazioni Unite, la Germania è il secondo maggiore consumatore di fentanyl al mondo dopo gli Stati Uniti, il terzo maggiore produttore dopo Stati Uniti e Belgio e il primo Paese importatore in assoluto nel 2016. Il già citato studio del 2015 riporta 160 casi di decessi provocati dal fentanyl in Germania dal 2007 al 2011.

I tedeschi consumano grandi quantità di fentanyl per scopi medici, soprattutto in forma di cerotti. L’esempio degli Stati Uniti sembrerebbe suggerire che una grande disponibilità di fentanyl nel mercato legale possa condurre ad una grande disponibilità anche in quello illegale.

Ma in questo caso il paragone con l’oltreoceano potrebbe non reggere. Il sistema sanitario americano è innanzitutto molto diverso da quelli europei, dove non esiste lo stesso problema di “leggerezza” nelle prescrizioni di farmaci oppioidi. Senza contare che in Estonia il fentanyl è estremamente diffuso anche se viene utilizzato davvero poco come analgesico.

Il fentanyl è diventato una sostanza relativamente semplice da ottenere anche senza ricorrere al furto dagli ospedali: i trafficanti possono sintetizzarla in piccoli laboratori clandestini, mentre i consumatori possono acquistarla onlin edirettamente dalla Cina e farsela recapitare a casa. Il cosiddetto dark web – la parte sommersa del web –, con i suoi cripto-mercati, è stato cruciale per la diffusionee il successo dei fentanili negli Stati Uniti. Il Paese europeo con il più alto numero di acquisti di fentanyl tramite darknet è oggi il Regno Unito.

@marcodellaguzzo

Quinta parte dell'inchiesta sull'epidemia degli oppioidi. Le altre puntate le potete leggere qui, nel dossier speciale di eastwest.eu

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