Francia: alle legislative anche un partito musulmano

In Francia c'è un partito musulmano alle legislative. L'UDMF (Unione dei Democratici Musulmani di Francia), partito d’ispirazione islamica fondato nel 2012 da Najib Azergui ha presentato infatti propri candidati indipendenti alle elezioni legislative cosi come aveva già in precedenza presentato un candidato alle presidenziali. Tra le proposte del partito, alcune come l’eliminazione del divieto del velo a scuola, il business halal e l’insegnamento dell’arabo nelle scuole, fanno molto discutere e inquietano la politica francese, soprattutto l’estrema destra, che accusa l’UDMF di “settarismo” e di tradire i valori, laici, della repubblica francese. Ma che cosa vuole in definitiva l’UDMF?

Union des Démocrates Musulmans Français (UDMF). Photo credits www.medias-presse.info
Union des Démocrates Musulmans Français (UDMF). Photo credits www.medias-presse.info

In realtà il partito fondato nel 2012 da Najib Azergui non vuole imporre la sharia in Francia né occuparne le università e i ministeri per farne lo strumento di un regime teocratico (come nel racconto delirante di Houellebecq). Più realisticamente, l’UDMF vuole intercettare quell’elettorato di confessione musulmana che non si sente rappresentato dal sistema politico francese e lo fa con argomenti propri a partiti moderati d'ispirazione religiosa: l'UDMF dice di ispirarsi all’Unione Cristiano-Democratica della Merkel ma sarebbe forse più consono equipararlo all'AKP di Erdogan o al Partito della Giustizia e dello Sviluppo Marocchino (PJD). Insomma un partito che accetta il principio del laicismo, della costituzione repubblicana, ma che non vuole cancellare la propria impronta religiosa. Ma un tale partito, in una Francia lacerata ed impaurita dagli attentati, che seguito puo' avere? In realtà buono anche perché la sua impostazione non è "conservatrice", volendo attrarre anche quelle seconde e terze generazioni di musulmani che non si sentono rappresentati dal sistema politico vigente. L’UDMF si scaglia contro l’austerità, vuole rilanciare la crescita giocandosi la carta “finanza islamica” (divieto di usura e di speculazione, condivisione dei profitti e delle perdite e così via), ha una netta predilezione per l’ambiente (promozione del “telelavoro”, per ridurre le emissioni di CO2) e vuole allargare il diritto di voto agli stranieri. Sembrerebbe insomma quasi un partito antagonista. Ma c'è un'altra chiave di lettura della sua discesa in campo, più strategica. Les banlieues.

I candidati infatti si sono presentati in regioni chiave, ovvero nelle Hauts-de-Seine, una circoscrizione che include anche banlieues difficili come Colombes, Gennevilliers et Villeneuve-la-Garenne. Qui, dove il tasso di disoccupazione è alto e dove è alta anche la popolazione di origine arabo-musulmana , l'UDMF puo' raccogliere molti più consensi di quanto si creda.  Tra i candidati poi ha creato un certo rumore Sandra Fourestié. Il suo infatti è un percorso particolare: candidata nell'Haut-de-Seine, convertita all'Islam (era cattolica), porta il velo (dorato) ed ha scatenato reazioni veementi sui social in Francia da quando ha ufficializzato la sua candidatura. Dal canto suo lei dice di voler lottare contro tutte le discriminazioni, la xenofobia e l'islamofobia. « Voglio che ci sia una mobilitazione - ha spiegato ai media - alla resistenza. In effetti oggi i discorsi "civilizzatori" vorrebbero persuadermi che nel mio proprio paese non c'è posto per persone come me, in ragione delle mie scelte personali". Si parla ovviamente del suo velo. Puo' un simbolo religioso infatti entrare nella politica francese? Se ottenesse i voti sufficienti sarebbe la prima volta in Francia. "Dietro la questione del velo - si è difesa da chi l'attaccava per la sua scelta religiosa in campo politico - c'è l'esclusione di determinati  individui rispetto alle proprie convinzioni. E' la morte del vivere insieme ed un'attitudine tutt'altro che repubblicana". Sandra Fourastié dunque promette battaglia affinché il velo non sia più bandito dai luoghi pubblici e dalle università e affinche l'arabo sia insegnato anche nelle scuole francesi. Di certo un momento storico difficile per portare avanti una battaglia simile anche perché la società francese, dopo i ripetuti attentati sul suo suolo, è sempre meno pronta a nuove aperture in tal senso.

Aggiornamento 12/06/2017. Nelle Haut-de-Seine Sandra Fourastié e Abdelmakid Abdella sono riusciti a far piazzare l'UDMF giusto dietro ai grandi partiti (La République En Marche, PCF, France Insoumise, PS, Les Républicains, il Front National e l’UDMF). In particolare à Gennevilliers l'UDMF ha raccolto il 2,74% dei voti e a Villeneuve-la-Garenne il 3,72% al primo turno delle elezioni legislative.

@marco_cesario

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