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Vienna dice basta ai due passaporti. Berlino ci ripensa.

Alla luce della maggioranza dei turchi residenti in Austria e Germania che hanno votato a favore della riforma presidenziale, Vienna e Berlino si preparano a un drastico giro di vite sulla doppia cittadinanza

Una donna tiene in mano il suo telefono e il suo passaporto. Edimburgo, in Scozia, il 17 agosto 2016. REUTERS / Russell Cheyne
Una donna tiene in mano il suo telefono e il suo passaporto. Edimburgo, in Scozia, il 17 agosto 2016. REUTERS / Russell Cheyne

Karl Kraus sosteneva che Vienna fosse il banco di prova per la fine del mondo. Karl Kraus è entrato nella storia anche per il suo acume sferzante e per la sua lungimiranza (utile rileggere a tal proposito “Gli ultimi giorni dell’umanità”). E in effetti la politica di Vienna non è mai stata avara di sorprese e colpi di scena. Anche di questi tempi. L’ultimo riguarda la rincorsa ormai aperta di socialdemocratici (Spö) e popolari (Övp) del partito nazionalpopulista Fpö. Il quale, se inizialmente può aver osservato con un certo divertimento le sterzate verso le proprie posizioni da parte dei due (ex) partiti di massa, oggi capisce che la situazione si fa pericolosa.

Ecco alcuni esempi. Christian Kern, il capo dell’Spö, ha recentemente proposto restrizioni all’ingresso sul mercato di lavoro austriaco anche per cittadini dell’Ue, mentre il ministro della Difesa Hans-Peter Doskozil, anche lui socialdemocratico, voleva bloccare l’arrivo di profughi ricollocati secondo gli accordi presi a Bruxelles nel settembre del 2015. Motivo: l’Austria avrebbe già accolto più profughi arrivati illegalmente di quanto previsto dal piano di ricollocamento. Nel frattempo il governo austriaco è però tornato sui propri passi, accettando di rispettare l’accordo.

Ma anche i popolari cercano di distinguersi per rigore e severità e cavalcano ora la questione della doppia cittadinanza, non ammessa ufficialmente. Eppure, si dice che in particolare molti turchi ne siano illegalmente in possesso. Il fatto che dei 108.561 mila aventi diritto al voto in Turchia due terzi ( cioè il 73 per cento, a fronte di un 51,41 per cento in Turchia), si siano espressi a favore della riforma presidenziale voluta dal capo di Stato turco Recep Tayyip Erdogan, ha messo in allarme il governo di Vienna. E così il ministro dell’Interno, il popolare Wolfgang Sobotka, ha chiesto controlli ancora più stringente e misure ancora più severe per chi detiene due passaporti. Non solo, chi viene trovato in possesso degli stessi, verrà punito anche con una ammenda di 5 mila euro.

Come già scritto, la legge austriaca non prevede la doppia cittadinanza a meno che, come recita la legge: “Questa non sia nell’interesse della Repubblica austriaca; non venga motivata da ragioni private e familiare; o, in caso di minorenni, questa vada a favore dello stesso.

Il giro di vite chiesto da Sobotka è motivato anche dal fatto che, non ci sono, come ammettono le istituzioni, dati riguardo a quanti oggi hanno due passaporti. Soprattutto tra i turchi, visto che, spiega il quotidiano di Vienna Der Standard, le autorità turche, nonostante ripetute richieste inoltrate anche in passato, si rifiutano di collaborare.

Ma non è solo il rifiuto di Ankara a rendere poco effettiva questa legge. C’è anche una ambiguità di fondo da parte dello stato austriaco. A questo proposito sempre Der Standard elenca alcuni i casi illustri di doppie cittadinanze. Così la cantante lirica Anna Netrebko è cittadina russa e al tempo stesso cittadina austriaca: e così, alle Olimpiadi invernali di Sotchi si era esibita per il presidente russo Vladimir Putin. Anche l’ex culturista, attore e governatore della California, Arnold Schwarzenegger ha la doppia cittadinanza: oltre a quella del paese natale, quella americana. In occasione delle sue elezioni a governatore, Schwarzenegger pronunciò il giuramento di fedeltà all’America. Anche chi proviene da uno stato arabo o dall’Iran, non è tenuto a rinunciare al passaporto del paese d’origine, un’eccezione motiva dal fatto che questi stati non prevedono la privazione della cittadinanza. Infine ci sono anche i casi legali di doppia cittadinanza turco tedesca. Questi sono ammessi se il padre è austriaco (o ha ottenuto a suo tempo la cittadinanza austriaca) mentre la madre è cittadina turca. I bambini in quel caso sono automaticamente anche austriaci e non sono costretti a scegliere quale passaporto tenere al compimento della maggiore età.

Altra situazione quella in Germania, che a sua volta è tornata a discutere della doppia cittadinanza. Una questione, a dire il vero, che si pensava superata con la legge approvata dal Bundestag nel giugno del 2014. Allora i socialdemocratici erano riusciti a far passare uno dei punti che loro avevano voluto mettere nel programma della grande coalizione. Certo, avevano dovuto accettare un compromesso. Socialdemocratici e Verdi avrebbero infatti voluto l’introduzione senza vincoli della doppia cittadinanza. Alla fine, però, il ministro della Giustizia, il socialdemocratico Heiko Maas, aveva dovuto venire incontro al collega dell’Interno, il cristianodemocratico Thomas de Maizière. E così la legge ha semplicemente abolito l’obbligo da parte dei ragazzi nati da genitori stranieri in Germania di dover scegliere, a compimento del 23esimo anno, quale passaporto tenere. Un obbligo decaduto, a patto che la persona possa dimostrare di aver vissuto per almeno otto anni in Germania oppure di aver frequentato in Germania per almeno sei anni la scuola. Ma alla luce dell’esito del referendum turco tra gli 1,5 milioni di turchi residenti in Germania con diritto nella madre patria la questione è tornata in primo piano. Perché il 63 per cento di loro si è espressa a favore della riforma di Erdogan. Un risultato che ha indotto addirittura Cem Özdemir, uno dei due leader dei Verdi a condividere i dubbi del ministro dell’Interno e affermare che il doppio passaporto non va passato di padre in figlio all’infinito

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