Grecia, i giovani a rischio povertà già dal 2012

In queste ore la Grecia è protagonista della scena Ue, ma la crisi, i problemi, gli effetti delle misure di austerità sono iniziati qualche anno addietro, non è certo un problema di oggi. Già nel 2012 un giovane su due era disoccupato, il tasso di inattività dei ragazzi, ossia i NEET, che non studiano e non lavorano , è raddoppiato tra il 2007 e il 2013 arrivando a toccare oltre il 20% e raggiungendo così la percentuale più alta in Europa. Il doppio dell’obiettivo prefissato dall’Ue per il 2020: 10% di NEET.

In Grecia a rischio povertà un giovane su due già nel 2012

I numeri sulla disoccupazione giovanile in Grecia sono allarmanti , secondo i dati di uno studio del Parlamento Europeo che analizza la situazione giovanile prima delle ultime elezioni di gennaio 2015.  La percentuale di giovani occupati è diminuita tre volte tanto rispetto a quella degli adulti: dal 55.2 % al 18.5%. In particolare la Grecia ha raggiunto un livello di disoccupazione giovanile del 59.5% nel primo semestre del 2013. Grazie a una lieve ripresa del mercato del lavoro, la disoccupazione dei ragazzi è scesa poi di qualche punto, a gennaio 2015 si calcola circa il 50.1 % rispetto però al 2008, 21%, rimane comunque il doppio. Nel gennaio 2015 si registrano 1.2 milioni di disoccupati, in un paese di circa 11milioni di abitanti. I giovani greci e spagnoli risultano i più colpiti se si guarda ai livelli pre -crisi. Un giovane su due nel 2012 era già disoccupato e per uno su tre dei ragazzi inoccupati, si è trattato di un periodo di inattività durato oltre un anno.  Difficile e costoso diventa però riuscire a reintegrare nel mercato del lavoro chi è stato disoccupato per un lungo periodo .

Poveri non sono solo gli anziani o pensionati, con gli anni in Grecia  la povertà si è diffusa anche tra le giovani coppie con bambini e i giovani lavoratori. Nel 2012 il 45.5 % dei ragazzi era a rischio povertà contro una media Ue del 31.4 %. Anche se il livello di disoccupazione nel 2013 è andato diminuendo non si può dire con certezza che lo stesso stia avvenendo per quanto riguarda la povertà. Con le misure del programma di aggiustamento economico la Grecia nel 2012 aveva ridotto il salario minimo del 22%, da 751 euro a 586 euro, il reddito minimo per i ragazzi di età inferiore ai 25 anni è diminuito invece del 32%, arrivando a 511 euro. Per ora l’impatto potenziale delle riforme sui sussidi per la disoccupazione è stato inconsistente: i sussidi sono stati ridotti : da 454 euro a 360 euro mensili per tutte le età senza differenze. Ma anche la sottoccupazione sta crescendo: il numero dei lavoratori part time involontari si è duplicato dal 5 % all’11%.

Non è solo la crisi ad aver determinato questo drammatico panorama nella vita dei giovani greci.

Secondo l’analisi del Parlamento, già prima della recessione l’occupazione giovanile in Grecia mostrava numerosi punti di debolezza. La transizione dal mondo dell’istruzione al lavoro è lenta e inadeguata: i lavoratori spesso non riescono a raggiungere i requisiti richiesti, ma anche la qualità dei corsi di formazione è scadente e non c’è cooperazione tra le università e la formazione con le aziende e il mondo del lavoro.  Anche il servizio pubblico per l’impiego ha ottenuto modesti risultati. Tra il 2001 e il 2011 la Grecia ha avuto un picco di lavoratori sovra qualificati. Ma le Università greche hanno preparato gli studenti per un numero limitato di settori, principalmente per l’impiego pubblico e le libere professioni. Anche in Grecia esiste un gap di lavoratori nel settore ICT e nel commercio al dettaglio, anche se prima assumere era comunque meno complicato.

Rispetto alle differenze del livello di occupazione nelle diverse regioni, c’è da dire che nel 2012 tutte le regioni greche possedevano i requisiti necessari per ricevere i fondi per l’Iniziativa giovanile, destinati alle regioni con oltre il 25% di disoccupazione. In generale i giovani Neet hanno finora avuto opportunità solo in occupazioni occasionali o stagionali questo in un mercato del lavoro che prima delle ultime riforme era tra i più regolati e rigidi. Rispetto al resto di Europa le persone altamente qualificate e con un diploma di laurea in tasca erano dunque già ad alto rischio disoccupazione, povertà e avviate a diventare Neet, ma con la recessione la situazione si è aggravata. Le donne, come purtroppo troppo spesso avviene, pagano di più gli effetti della recessione e il loro livello di disoccupazione a lungo termine è il più alto in Europa, ma va detto che sono anche più mobili rispetto agli uomini. La stragrande maggioranza dei giovani,l’87 %, ritiene di essere marginalizzata nel proprio paese a causa della crisi. A fronte di questa situazione sconfortante più di uno su due dei ragazzi greci , il 51% rispetto al 26 % in Europa, sente di voler svolgere un periodo di formazione o di cercare lavoro all’estero.

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