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Grecia, i rifugiati l'altro volto della crisi

Mentre in queste ore la Grecia tenta di rimanere nella zona euro affrontando le durissime condizioni imposte c’è difatti anche un dramma parallelo in corso, quello dei migranti che arrivano sulle sponde greche. Tra il primo gennaio 2015 e il 22 giugno 2015 sono 61.474 i rifugiati arrivati nelle isole egee greche, secondo dati recenti di Amnesty International.

Patras, Greece - 26-year-old Azam from South Sudan stands on rail tracks after failing to flee to Italy in the western Greek town of Patras April 28, 2015. REUTERS/Yannis Behrakis

Il numero di arrivi sembra esser cresciuto con una media di oltre 5mila a settimana nelle prime tre settimane di giugno. Una Grecia tra povertà interna, disoccupazione giovanile e pensionati disperati, dove un piano miope e un utilizzo non efficiente dei fondi Ue ha lasciato le autorità incapaci di gestire le necessità e garantire la protezione dei migranti.

Amnesty International : testimonianze di violenti respingimenti

“La maggior parte dei nuovi arrivati ha un limitato accesso, o nessuno in alcuni casi, alle cure mediche o umanitarie sono forzati a restare in condizioni squallide in centri di detenzione stracolmi o campi all’aperto” ha affermato John Dalhuisen, direttore di Amnesty International per l’Europa e il Centro Asia. Inoltre, secondo  quanto riporta la Ong, dato l’aumento della sicurezza sulla frontiera con la Turchia e i respingimenti via terra, in particolare illegali espulsioni collettive attraverso il confine turco, molti provano quindi la traversata via mare. Nonostante la condanna del Governo e un’ apparente diminuzione  dei respingimenti via mare, Amnesty International ha raccolto diverse testimonianze su le espulsioni violente che continuano sul confine greco-turco via terra. I centri di prima accoglienza che servono sia per le prime cure mediche e assistenza umanitaria che per l’identificazione della nazionalità del migrante sono presenti solo nell’isola di Samos e Lesvos, spesso sono  gestite da uno staff sottodimensionato o del tutto assenti in alcuni luoghi di grandi arrivi come Kos e Chios.  Questa mancanza di operazioni basilari all’arrivo dei rifugiati, non permette nemmeno di individuare minori non accompagnati o persone che abbiano urgenti necessità di cure mediche. Secondo dati ufficiali nel 2014 i minori non accompagnati sarebbero stati 1097 nelle isole e ad Evros, mentre tra gennaio e giugno 2015 se ne contano 216, ma ora si pensa che le cifre siano molto più alte. I minori rimangono nei centri di detenzione per una media di 37 giorni, non essendoci altri luoghi a disposizione. I migranti lamentano maltrattamenti da parte della polizia, la mancanza di acqua calda per lavarsi e spesso persino di coperte. Carenza di igiene, toilettes che straripano, materassi sporchi, mancanza di letti e vestiti. In molti casi non ricevono nemmeno un cambio all’arrivo e sono costretti a dormire con i vestiti bagnati che indossano, visto il sovraffollamento dei centri, molti migranti hanno dovuto dormire in luoghi aperti come i porti. Le condizioni non sono migliori a Lesvos . I migranti sono costretti a dormire nei campi o nei parcheggi. Mentre a Samos il centro di detenzione che ha una capacità di 280 persone ne accoglie attualmente circa 600. Costretti a passare mesi in questi centri in condizioni disumane i migranti che decidono di chiedere il riconoscimento dello status di rifugiato incontrano non pochi impedimenti anche a causa della mancanza di staff predisposto e i pochi uffici regionali per l’asilo.

@IreneGiuntella

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