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Il mediatore Ue boccia la Commissione sulle lobby del tabacco

Passano i mesi e la poca trasparenza nei rapporti tra l’Ue e le lobby del tabacco continua. È quanto sostiene il mediatore europeo, Emily O’Reilly  che rimprovera la Commissione Europea di non aver voluto seguire la via della trasparenza sugli incontri con i rappresentanti del settore del tabacco e soprattutto le raccomandazioni  già presentate ad ottobre scorso dopo un’indagine di una Ong sul tema.

Secondo il mediatore Ue l’esecutivo europeo continuerebbe a non rispettare gli obblighi di trasparenza predisposti dall’Organizzazione mondiale per la sanità.

Il background: rapporti tra Ue e lobby del tabacco

Nei mesi passati il mediatore europeo lamentava incontri tra le lobby del tabacco e i rappresentanti Ue che rimanevano in qualche modo nell’ombra. Non appariva infatti alcuna pubblicazione spontanea di queste riunioni, i verbali sono resi noti solo dopo formale richiesta da parte dei deputati. L’unica a rispettare l’obbligo di trasparenza sembrava alcuni mesi fa essere la DG Salute della Commissione Ue, e per il momento non ci sono stati progressi da parte di altreDG.

L’inchiesta , a cui hanno fatto seguito le raccomandazioni del mediatore Ue, è stata condotta dall’Ong Corporate Europe Observatory (CEO) che ha concluso che almeno quattordici incontri tra la Commissione Ue e i rappresentanti dell’industria del tabacco siano stati tenuti nascosti.

Nella nota di ottobre, Emily O’Reilly concludeva che la Commissione Ue non rispettava le linee guida  sui rapporti con le lobby del tabacco sulla trasparenza predisposte dall’Organizzazione mondiale per la sanità. Il mediatore chiedeva alla Commissione Juncker di pubblicare tutti gli incontri con le lobby del tabacco e di accelerare il cammino verso l’obbligatorietà del registro Ue per le lobby. Si sottolineava, inoltre, la necessità che tutti i dipartimenti della Commissione Ue rispettino le regole della trasparenza, seguendo l’esempio della DG Salute.

La risposta della Commissione e il rammarico del mediatore Ue

La Commissione non ci sta e non cede alle raccomandazioni del mediatore Ue, esprimendo il proprio disaccordo. Nella nota di risposta sostiene di aver rispettato tutti gli obblighi e le linee guida di trasparenza dettate dall’Organizzazione mondiale per la salute sugli incontri con le lobby del tabacco. Il mediatore Ue  a questo punto si rammarica e rimprovera l’Ue "per non aver scelto di rendere più trasparenti i rapporti con l’industria del tabacco come previsto dalle direttive delle Nazioni Unite".

Secondo il mediatore Ue, questa reazione da parte dell’esecutivo potrebbe esser prova della pressione che l’industria del tabacco fa su diversi settori della Commissione Ue. Nella sua risposta la Commissione dice di rispettare gli obblighi , eppure ricorda nel suo comunicato il mediatore Ue, la Convenzione prevede il rispetto delle linee guida dell’Oms da parte di tutti  i settori dell’amministrazione e quindi di tutti i dipartimenti della Commissione Ue e non solo della DG Salute. Il mediatore esprime apprezzamento per il lavoro della Commissione Juncker per migliorare la trasparenza delle lobby e le intenzioni di compiere dei passi avanti in questa direzione “Tuttavia questa è un'occasione mancata da parte dell'Esecutivo di mostrare una leadership globale nel settore chiave delle lobby del tabacco. La Commissione Prodi  assunse un ruolo guida nello sviluppo di questa importante Convenzione”  ricorda O’Reilly.

Una volta ottenuto il feedback da parte della Ong denunciante, il mediatore Ue redigerà la sua analisi sul caso.

“Non basta adottare una visione restrittiva di ciò che è previsto dalla FCTC o “giustificare la mancanza di proattività sulla base del fatto che sono stati soddisfatti i requisiti legali minimi. La sanità pubblica richiede gli standard più elevati”. In tale contesto, conclude O'Reilly, “mantenere lo status quo significa in effetti che i futuri incontri dei funzionari della Commissione con i lobbisti del tabacco potranno creare diffidenza. Sembra, dunque, che la sofisticatezza degli sforzi nelle attività di lobby a livello mondiale di Big Tobacco continui ad essere sottovalutata”.

@IreneGiuntella

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