Immigrazione: Where is the Humanity?

“We are not animals” “We are human beings” . I cartelli a Ventimiglia. È  ciò che ci devono ricordare e devono ricordare ai governi Ue. O ancora “Where is humanity ?” . Tutto ciò mentre dopo nottate sugli scogli in attesa di passare la frontiera con la Francia, i migranti vengono sgombrati. In generale vorrebbero raggiungere le loro famiglie , alcuni sperano in condizioni e tempi burocratici migliori per il riconoscimento d’asilo come avviene in alcuni paesi nordici. In Italia no, non vogliono restare.

Saint Ludovic, France - A group of migrants protect themselves from the weather with emergency blankets as they huddle on the seawall at the Saint Ludovic border crossing on the Mediterranean Sea between Vintimille, Italy and Menton, France, June 14, 2015. Some 200 migrants, principally from Eritrea and Sudan, who attempted to cross the border on Saturday from Italy and were blocked by Italian police and French gendarmes. REUTERS/Jean-Pierre Amet

Il report di Amnesty International, le responsabilità dei leader mondiali

Nel 2013 sono stati oltre cinquanta i milioni di persone costrette a lasciare le proprie case nel mondo.  Si legge nel rapporto di Amnesty International “The global refugees crisis: a conspiracy neglect“ redatto in vista della giornata mondiale del rifugiato. Più della metà della popolazione siriana è dislocata, oltre 4 milioni di donne uomini e bambini sono emigrati verso altri paesi, in particolare quelli confinanti. In Libano una persona su cinque è siriana. Le autorità libanesi hanno preso pertanto misure restrittive: l’accoglienza è vincolata a norme sempre più restrittive. Secondo il rapporto solo il 23% della richiesta umanitaria  delle Nazioni Unite per i rifugiati siriani è stata finora finanziata. Gli appelli UN alla comunità internazionale per ricollocare i rifugiati siriani sono finora in gran parte falliti. “Stiamo assistendo alla peggiore crisi di rifugiati del nostro tempo, con milioni di donne, uomini e bambini che lottano per la sopravvivenza, coinvolti in guerre brutali , vittime della rete di trafficanti e governi che perseguono interessi politici egoistici invece di mostrare compassione umana” ha affermato il segretario generale di Amnesty International Salil Shetty. Nel 2014 e nei primi mesi del 2015 i siriani rappresentano il maggior numero di persone registrate che hanno provato ad attraversare il mare e a cercare di arrivare nel sud Europa.

Mentre in Africa la situazione non è certo delle migliori: nell’Africa Sub Sahariana sono stimati circa 3 milioni di rifugiati. Nel 2013 meno di 15mila persone provenienti dall’Africa sono state ricollocate. Nel 2013 si stima che 550mila persone abbiano acquisito il titolo di rifugiati in Sud Sudan e che per la maggior parte si trovino in Etiopia, Sudan, Kenya e Uganda. Inoltre molti rifugiati e migranti hanno subito discriminazioni e abusi nei paesi ospitanti.

Saint Ludovic, Italy - A group of migrants react as they are evacuated by Italian police from the Saint Ludovic border crossing on the Mediterranean Sea between Vintimille, Italy and Menton, France, June 16, 2015. On Saturday,some 200 migrants, principally from Eritrea and Sudan, attempted to cross the border from Italy and were blocked by Italian police and French gendarmes. REUTERS/Eric Gaillard Saint Ludovic, Italy - A group of migrants react as they are evacuated by Italian police from the Saint Ludovic border crossing on the Mediterranean Sea between Vintimille, Italy and Menton, France, June 16, 2015. On Saturday,some 200 migrants, principally from Eritrea and Sudan, attempted to cross the border from Italy and were blocked by Italian police and French gendarmes. REUTERS/Eric Gaillard

Nel 2014 le persone che hanno perso la vita tentando di attraversare il Mediterraneo sono state 3500.

Mentre nell’aprile 2015 sono state più di mille le persone decedute nell’arco di soli dieci giorni. Fino al 31 maggio si calcola siano annegate 1865 persone provenienti dal Nord Africa, mentre nello stesso periodo nel 2014 erano 425.  Tutto ciò ha conciso con la decisione dell’Italia e dell’Ue di porre fine al piano di sicurezza e salvataggio Mare Nostrum, a cui è susseguito Triton con un’area di azione e una flotta molto più limitate. Alla fine di aprile, dopo le recenti tragedie, i leader europei hanno finalmente deciso di aumentare le risorse e il campo di azione di Triton.

Ripartizioni rifugiati tra stati Ue

Nel Consiglio di Affari Interni di ieri secondo quanto riportato dal Ministro Angelino Alfano si sarebbero compiuti passi avanti verso aperture per il ricollocamento di rifugiati e le quote vincolanti,  ed anche sul superamento di Dublino, che però spetterà ai leader dei 28 decidere durante il Consiglio Ue del 25 e 26 giugno. Mentre il Ministro dell’Interno della presidenza lettone Rihards Kozlovskis ha evidenziato che “Oggi si è arrivati a una comune comprensione tra le delegazioni che dobbiamo dare supporto ai paesi che si trovano in prima linea nella più grande pressione migratoria. Ma allo stesso tempo deve esser riconosciuto che esistono diverse visioni sulle proposte della Commissione  riguardo al collocamento dei rifugiati”. 

@IreneGiuntella

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