Irlanda del Nord: il racconto di una ex volontaria dell'IRA (Prima parte)

BELFAST - «Mi sono arruolata nell'IRA a 13 anni. A 17 sono stata arrestata mentre trasportavo una bomba nella mia borsa». A parlare ad East, nel sobborgo repubblicano di St James a Belfast, è Breige Brownlee, 55 anni, una ex volontaria della Provisional Irish Republican Army (PIRA) – l'ala nazionalista dell'IRA - durante gli anni duri del conflitto nordirlandese. «In quel periodo la situazione per noi repubblicani era terribile. I soldati pattugliavano le strade e quando tornavamo da scuola ci perquisivano anche gli zaini. Non avevamo un futuro».

Breige Brownlee - Photo credits Fabio Polese

Perchè ha deciso di entrare nell'IRA?

Per noi repubblicani era l'unica cosa da fare. Bisognava opporsi a chi occupava la nostra terra. Così, insieme ad altri amici, abbiamo deciso di arruolarci. Avevo 13 anni. A pensarci ora mi sembra impossibile. Ho una figlia di quell'età. Ma prima era la normalità, anche i miei genitori erano dell'IRA.

Che ruolo avevano le donne all'interno dell'IRA?

All'inizio, nei primi anni sessanta, le donne avevano un gruppo a parte. Si chiamava «Cumann na mBan» (Gruppo delle donne) e si occupavano prevalentemente di supporto e non di azioni dirette.

E poi?

Poi la situazione è cambiata. Quando è stata istituita l'IRA Provisional le donne hanno iniziato ad arruolarsi come gli uomini. Non c'era più differenza tra uomini e donne e in prima linea, anche se continuavamo ad essere la minoranza, c'eravamo anche noi. Le donne principalmente si occupavano di colpire obiettivi economici e gli uomini, invece, svolgevano più attività militari. Questo semplicemente perchè per le donne era più facile riuscire a piazzare un ordigno senza essere notate.

Lei che ruolo aveva nell'organizzazione?

Io facevo parte del 2° Battaglione del Belfast Brigade e sono stata coinvolta in diverse attività.

Ci può raccontare qualche azione a cui ha partecipato?

No, non posso raccontarle nulla. Sono stata imprigionata solo per alcune azioni che ho fatto e non per tutte. Molto probabilmente, se raccontassi tutto, sarei ancora in carcere.

Per cosa è stata arrestata?

Sono stata arrestata nel 1977 perchè stavo trasportando un ordigno. Poi sono stata trasferita nel carcere di Armagh, dove sono stata otto anni.

Come è stata la sua esperienza carceraria?

La vita in carcere era terribile, ma c'era un grande spirito di cameratismo che ci aiutava a superare le difficilissime condizioni di vita. Durante la mia prigionia ho capito veramente cosa significasse la solidarietà. Ci aiutavamo veramente molto tra di noi e continuavamo a combattere per il popolo repubblicano.

Dunque la sua lotta è continuata anche all'interno della prigione?

Certo, in carcere la mia lotta continuava. Abbiamo organizzato diverse proteste per ottenere il riconoscimento dello status di prigioniere politiche. Bisognava, anche se imprigionate, essere riconosciute come donne repubblicane e non come detenute comuni. Protestavamo anche contro le perquisizioni che ci facevano all'interno del carcere. Erano terribili e violente. E poi chiedevamo il rimpatrio dei detenuti politici repubblicani dalla Gran Bretagna. Era una battaglia che mi stava molto a cuore. Anche il mio ragazzo del tempo era stato incarcerato e trasferito nel Regno Unito. C'è rimasto per 22 anni.

Lei ha partecipato allo sciopero della fame?

No. Al primo hunger strike, quello del 1980, parteciparono solo tre donne: Marian Doyle, Mairead Nugent e Mairead Farrell.  Poi, quando Bobby Sands e gli altri repubblicani iniziarono il secondo sciopero della fame nel 1981, molte donne avrebbero voluto aderire, ma non avevamo il numero sufficiente e così abbiamo preso a malincuore la decisione di non partecipare.

Quando è uscita dal carcere?

Sono uscita dal carcere nel 1985 e fuori non era cambiato praticamente nulla. Ho continuato la mia battaglia a sostegno dei prigionieri politici irlandesi, portando il nostro grido di libertà in diversi Paesi. Sono stata anche in Italia nei primi anni novanta. E successivamente ho aderito allo Sinn Fèin, dove sono tutt'ora.

Molti ex detenuti repubblicani hanno aderito allo Sinn Fèin dopo il carcere...

Si. Anche perchè oggi come oggi la lotta armata non è più praticabile. Sono cambiati i tempi e, anche se l'Irlanda è ancora divisa, bisogna proseguire il nostro obiettivo attraverso un processo di pace e metodi elettorali. E' chiaro che a noi non piace sedere nel parlamento dell'Irlanda del Nord. Vorremmo comunque un unico parlamento ed un'Irlanda unita.

Ma alcuni gruppi armati esistono ancora. Cosa pensa della «New IRA»?

Esistono ma non hanno nessun supporto da parte della popolazione. La ragione per cui la vecchia IRA ha continuato ed ha resistito per tanto tempo, è perchè aveva il supporto di tutto il popolo irlandese. Erano tempi differenti, all'epoca la gente non aveva lavoro, non aveva casa, non aveva prospettive. Oggi la vita è diversa. Personalmente, al contrario di molti, non penso che siano tutti dei criminali. Penso che anche al loro interno ci sia qualche sincero repubblicano che vuole l'indipendenza dell'Irlanda. Ma si dovrebbero rendere conto dei reali cambiamenti della società.

Leggi anche la seconda parte dell'intervista.anche la seconda parte dell'intervista.

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