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L'Europa prova a cambiare rotta

Doveva essere l’ultima la tragedia del 3 ottobre 2013 a Lampedusa con 366 morti. Così non è stato i mesi passano, e l’Europa continua a contare morti. Oltre mille in soli due giorni. L’Europa riconosce i limiti dei suoi strumenti, il fallimento della missione Triton eppure rimane rassegnata, la colpa ricade sugli stati membri. Si rincorrono messaggi di cordoglio, lacrime e proteste. I risultati di Triton sono sotto gli occhi di tutti, parlano di un fallimento che non riguarda solo questi ultimi giorni.

Augusta, Italy Migrants arrive at the Sicilian harbor of Augusta April 22, 2015. REUTERS/Alessandro Bianchi

Amnesty International, è ora di azioni concrete

"Ci vuole un’azione almeno come quella di Mare Nostrum a livello europeo- commenta ad East Iverna Mcgowan direttrice dell’ufficio Ue di Amnesty International - la priorità assoluta deve essere il soccorso umanitario in mare".

Nei primi tre mesi e mezzo del 2015 sono arrivati oltre 21mila migranti in Italia, il 42% in più rispetto al 2014. Le cifre drammatiche dimostrano che prendendo in esame lo stesso periodo del 2014, il numero delle vittime è aumentato di circa 53 volte rispetto a un anno fa. "Giovedì ci sarà un summit europeo di emergenza che sarà come una prova del nove dell’impegno dell’Europa. –afferma Mcgowan- Ora le parole devono tradursi in un’azione concreta e in maniera specifica in un sistema robusto di ricerca e salvataggio Ue multinazionale". Anche un sistema di accompagnamento aereo, quando necessario, nelle operazioni di soccorso potrebbe essere fondamentale. Secondo Amnesty International fino a quando i governi non offriranno dei canali adeguati e sicuri, un luogo di accesso alla protezione internazionale o delle alternative vere, i migranti continueranno a scegliere questi viaggi pericolosi. Con la chiusura dell’operazione Mare Nostrum la risposta europea è sembrata limitarsi a pattugliare i confini più che a salvare vite umane.

 

Dieci punti per dare risposte

Rafforzare Triton e catturare e distruggere le imbarcazioni utilizzate dagli scafisti. Questi tra i temi principali dei 10 punti in cui si articola la risposta di emergenza Ue presentata dal Commissario per l’Immigrazione Avramopoulos. In particolare si prevede un aumento delle risorse economiche e dei mezzi di Triton e Poseidon ma anche l’estensione dell’area di azione e il permesso di intervenire ulteriormente con il mandato di Frontex. Sarà messa in campo un’operazione sistematica contro gli scafisti nel Mediterraneo. Inoltre si è deciso l’invio di funzionari dell’EASO, in Grecia e in Italia, per i procedimenti di richiesta d’asilo. Gli stati membri avranno l’obbligo di prendere le impronte digitali di tutti i migranti. Tra le proposte in esame anche un meccanismo di ricollocamento d’emergenza per gli immigrati arrivati in Europa, un programma di rimpatrio rapido di migranti irregolari coordinato da Frontex, un progetto pilota di ricollocamento dei migranti a cui gli stati membri parteciperanno su base volontaria. Europol, Frontex Easo e Eurojust inoltre si incontreranno regolarmente per coordinare le inadgini contro gli scafisti.

Al vertice europeo questo giovedì si dovrà dare una prima risposta, mentre l’agenda europea sull’immigrazione verrà presentata anticipatamente intorno ai primi di maggio "L'obiettivo del vertice - ha dichiarato il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk- è discutere cosa gli Stati membri e le istituzioni europee possono e devono fare per alleviare la situazione in questo momento. Non mi aspetto alcuna soluzione rapida delle cause alla radice del problema delle migrazioni, perché non ce ne sono, ma mi aspetto che la Commissione europea e il servizio di azione esterna presentino opzioni per un'azione immediata e che gli Stati contribuiscano immediatamente".

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