L'Unione Europea boccia l'Italia sull'accoglienza

Le condizioni disumane dei migranti in viaggio e al loro arrivo sono ormai sotto gli occhi di tutti. Proprio in queste ore è arrivata anche una sentenza della Corte Ue per i diritti umani che condanna l’Italia per le condizioni degradanti in cui ha trattenuto in un centro di detenzione a Lampedusa tre migranti tunisini per poi espellerli senza aver indagato sulle loro singole situazioni.

Augusta, Italy Migrants wait to disembark from an Italian navy vessel in the Sicilian harbour of Augusta, Italy, August 23, 2015. REUTERS/Antonio Parrinello

Immigrazione in Italia : detenzioni arbitrarie e permessi di soggiorno troppo cari

Il nostro paese deve ora risarcire 10 mila euro per danni morali a tre migranti tunisini Saber Ben Mohamed Ben Ali Khlaifia, Fakhreddine Ben Brahim Ben Mustapha Tabal e Mohamed Ben Habib Ben Jaber Sfar, detenuti nel centro di Lampedusa di Contrada Imbriacola nel 2011. Una detenzione che viene ritenuta dalla Corte di Strasburgo illegale : i migranti non sono stati informati delle ragioni riguardanti il loro trattenimento nel centro, per il quale non vi era alcuna motivazione reale e non hanno perciò potuto difendersi e presentare ricorso. La Corte ha constatato le condizioni di degrado in cui erano trattenuti a Lampedusa: i bagni e le docce non avevano porte che li separassero dalle altre camere, molti erano costretti a dormire per terra a causa del sovraffollamento, l’acqua era poca, non potevano avere alcun contatto con l’esterno. Nello stesso periodo si registravano 55.298 arrivi conseguenti alla Primavera Araba. In quei mesi numerosi tunisini sono stati espulsi collettivamente con procedure semplificate senza una precisa identificazione del singolo caso. Durante la loro permanenza scoppiò un incendio nel centro di detenzione e i migranti furono trasportati in un centro sportivo, dal quale i tre tunisini riuscirono ad evadere e ad unirsi ad una protesta di 1800 migranti a Lampedusa. In seguito sono stati arrestati e portati a Palermo dove sono rimasti per quattro giorni prima dell’espulsione avvenuta tra il 27 e il 29 settembre 2011. Oltre alle detenzioni arbitrarie l’Italia viene condannata dalla Corte di Giustizia Europea per la normativa sui permessi di soggiorno di lungo periodo : i costi della richiesta dell’atto, tra gli 80 e i 200 euro, sono troppo alti. Un costo che è ritenuto sproporzionato rispetto alle finalità della normativa europea e può creare ostacoli all’esercizio dei diritti: il contributo minimo imposto al cittadino di paesi terzi è di otto volte superiore rispetto a quanto richiesto ad un cittadino italiano per il rilascio della carta di identità (10 euro). Una sentenza che arriva in seguito al ricorso della CGIL e l’Inca che chiedevano l’annullamento del contributo. La Corte di Giustizia conclude che non ammette la normativa italiana che prevede un contributo sproporzionato e ribadisce che l’obiettivo della normativa Ue è l’integrazione. I cittadini stranieri si trovano a dover pagare di frequente tali somme per rinnovare il permesso di soggiorno, come evidenzia la Corte che sottolinea l’incidenza economica del contributo italiano.

Verso la riunione Ue del 14 settembre

Il 14 settembre ci sarà una riunione straordinaria del Consiglio Ue il cui tema principale sarà l’immigrazione, tra politiche di ritorno, traffico di migranti e cooperazione internazionale. Tra muri che crescono, scarica barile o anzi “scarica rifugiati” tra paesi , si è fatto sempre più urgente un vertice tra i ministri degli affari interni. Nei giorni scorsi Frans Timmermans, primo vicepresidente della Commissione Ue ha ribadito da Calais che l’Europa ce la può fare a gestire i flussi migratori che non riguardano solo l’Italia, la Grecia, Francia o Gran Bretagna, ma deve dimostrarsi unita e responsabile, mentre Angela Merkel invoca la solidarietà tra gli stati. Riunioni però si sono susseguite in questi mesi così come nuove tragedie, si spera che questa volta non sia un ennesimo buco nell’acqua di fronte a una grande tragedia umanitaria. Segni incoraggianti provengono da alcune iniziative dei cittadini Ue che con i fatti dimostrano accoglienza ai rifugiati, come l’offerta di ospitalità nelle proprie case  dagli islandesi all’AirBnB per rifugiati in Germania (http://www.refugees-welcome.net/) .

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