La rincorsa dell'Ue per la trasparenza

Lotta contro il riciclaggio di denaro, il finanziamento del terrorismo e l’elusione fiscale. Sono le priorità dell’Ue nel piano per rafforzare la trasparenza, spinta anche dallo scandalo dei panama papers. Ogni anno sfuggono al fisco  670 miliardi di euro, secondo i dati di Europol del 2013 . Nelle ultime ore la Commissione Ue ha adottato nuove norme più stringenti. 

REUTERS/Tobias Schwar

“Le proposte odierne aiuteranno le autorità nazionali ad individuare coloro che nascondono la propria situazione finanziaria al fine di commettere reati quali quelli legati al terrorismo. Gli Stati membri saranno in grado di ottenere e condividere informazioni essenziali sui veri titolari di imprese e trust, su chi negozia valute virtuali e chi utilizza carte prepagate. Rendere pubbliche le informazioni su chi sta dietro a società e trust dovrebbe inoltre costituire un forte deterrente per i potenziali evasori fiscali”  ha dichiarato il primo Vicepresidente  della Commissione Ue Frans Timmermans.

Già nel maggio 2015 è stato adottato il quarto pacchetto antiriciclaggio che prevede l’obbligo per gli stati membri di istituire i registri nazionali dei titolari effettivi delle società e di alcuni trust. I paesi europei si sono impegnati ad attuare il pacchetto entro la fine del 2016,  cercando di anticipare i tempi previsti inizialmente. Negli ultimi tempi appare sempre più urgente colpire il finanziamento ai terroristi, spesso coperto dall’anonimato di alcuni flussi finanziari.

Lotta al finanziamento del terrorismo è priorità

Tra le priorità della Commissione Ue vi è sicuramente, in questo periodo storico di forti tensioni internazionali, il contrasto del finanziamento al terrorismo. Gli strumenti principali a disposizione  dell’unità di informazione finanziaria europea, che prevede il testo adottato,  dovranno essere l’accesso ai registri centralizzati dei conti bancari e dei conti di pagamento e ai sistemi centrali di reperimento dei dati che gli stati Ue avranno l’obbligo di istituire per identificare i titolari di questi conti. Le norme si concentrano anche sulla necessità di colpire i rischi di finanziamenti  al terrorismo attraverso valute virtuali: per porre fine all’anonimato tra scambi di denaro virtuale e reale, secondo la Commissione dovrebbero essere incluse nella direttiva antiriciclaggio piattaforme  di scambio di valute virtuali e prestatori di servizi di portafoglio digitale, assicurando però obblighi di verifica della clientela al cambio di valute virtuali in valute reali.

Anche le carte prepagate rappresentano rischi per nascondere l’anonimato di transazioni finanziarie, l’esecutivo Ue ha difatti proposto di ridurre le soglie per l’identificazione dei clienti da 250 euro a 150 euro e di inserire obblighi di verifica sugli stessi, tenendo comunque conto del grande utilizzo di questi mezzi anche da cittadini spesso vulnerabili finanziariamente.

Per quanto riguarda i flussi finanziari provenienti da paesi terzi ritenuti a rischio, si propongono controlli supplementari e più stringenti, a tale proposito si attende l’adozione dell’elenco dei paesi sottoposti a questi ulteriori limiti il prossimo 14 luglio. Obiettivo della Commissione Europea è di armonizzare il sistema di controlli applicabile ai paesi terzi , alcuni spesso ambigui sui rapporti finanziari con il terrorismo e carenti di legislazioni nazionali adeguate contro il riciclaggio di denaro.

Registri centrali per impedire l’elusione fiscale e il riciclaggio di denaro

Nella sua proposta la Commissione Ue chiede di rendere pubbliche almeno alcune informazioni contenute nei registri titolari effettivi di società e trust collegati a imprese. Le informazioni su tutti gli altri trust saranno invece contenute in registri nazionali messi però a disposizione per la consultazione da parte di coloro che possano dimostrare di avere un interesse legittimo.

Nei registri dovrebbero figurare i beneficiari effettivi in possesso del 10% della proprietà di  alcune società ritenute a rischio di essere utilizzate per attività di riciclaggio di denaro e l’evasione fiscale. Per le atre società rimane invece la soglia del 25% di proprietà. Per una migliore cooperazione tra paesi Ue in materia di antiriciclaggio la Commissione Europea auspica una interconnessione dei registri. Conti esistenti e nuovi, società e trust passivi non dovranno sfuggire agli obblighi di verifiche adeguate e a maggiori controlli attraverso norme più severe.

@IreneGiuntella

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