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La strategia Ue contro il finanziamento dei terroristi

I terroristi hanno ingenti somme di denaro a disposizione e la Commissione Ue corre ai ripari con un piano strategico per contrastare i finanziamenti del terrorismo. Si finanziano anche attraverso il riciclo di denaro, attività lecite o illecite, finanziamenti indiretti e il commercio delle armi. Armi che sono prodotte da almeno venticinque paesi, dagli USA, dalla Russia , dalla Cina e da alcuni stati Ue, come afferma Amnesty International.

REUTERS/Khaled Abdullah

Così l’Ue contrasterà il finanziamento dei terroristi

Il piano Ue si concentrerà su due azioni principali: individuare i terroristi attraverso i loro movimenti finanziari e impedire loro di spostare fondi o altri beni; smantellare le fonti di entrata usate dalle organizzazioni terroristiche , in primo luogo colpendo le capacità di raccolta fondi.

«Dobbiamo tagliare le risorse che servono a questi gruppi per perpetrare i loro crimini brutali. Scoprendo e smantellando i canali di finanziamento dei terroristi possiamo ridurre le loro possibilità di viaggiare, di comprare armi ed esplosivi, di tramare attentati e di diffondere odio e paura online» ha affermato il vicepresidente della Commissione Frans Timmermans presentando la strategia Ue contro il finanziamento del terrorismo .

Tra le problematiche principali da affrontare nel piano, sicuramente le nuove modalità di pagamento che creano punti deboli rispetto alla necessità di seguire i flussi finanziari ed individuare le reti terroristiche. Una maggiore sicurezza e una lotta al terrorismo possono avere delle ripercussioni sulla vita dei cittadini, sulla protezione dei dati e sulle attività e libertà economiche, ma l’Ue si impegna a cercare un equilibrio che tenga sempre presenti i diritti fondamentali. 

Un cammino quello dell’Ue che nel maggio scorso ha portato all’adozione del quarto pacchetto antiriciclaggio che ha lo scopo di combattere il riciclaggio dei proventi delle attività criminali e lottare contro il finanziamento delle attività terroristiche. Si spera che gli stati applichino rapidamente sul piano nazionale queste misure, entro il 2016 come chiede la Commissione Ue. Mentre a dicembre la Commissione ha proposto una direttiva sulla lotta contro il terrorismo per rendere reato il finanziamento terrorismo e del reclutamento, dell’addestramento e dei viaggi a scopo terroristico.

Le nuove azioni Ue contro i finanziamenti terroristici

Entro il 2016 l’esecutivo Ue proporrà delle modifiche al quarto pacchetto riciclaggio. Tra le misure previste si cercherà di introdurre un elevato livello di garanzie per i flussi finanziari provenienti da paesi terzi ad alto rischio, con l’obbligo per gli istituti finanziari di seguire un elenco di controlli imprescindibili ai flussi provenienti da paesi dove ci sono evidenti carenze di lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento terroristico, regole che saranno applicate in tutti gli stati membri proprio per evitare che i terroristi possano trovare escamotage per i propri flussi finanziari.

Saranno poi rafforzati i poteri delle Unità di informazione finanziaria dell’Ue e la loro cooperazione, si predisporranno registri centralizzati nazionali dei conti bancari e dei conti di pagamento o sistemi centrali di reperimento dei dati in tutti gli stati membri. Dovranno rientrare nella direttiva antiriciclaggio, secondo la proposta della Commissione, anche tutte le piattaforme di scambio di valute virtuali, con l’obbligo di verifica sulla clientela negli scambi tra valute virtuali e valute reali, ponendo fine all’anonimato in tali scambi. Per quanto riguarda le carte prepagate, spesso anonime, si chiede di abbassare le soglie per l’identificazione e la verifica della clientela.

Anche per quanto riguarda il congelamento dei beni si cercherà di rendere più efficace l’applicazione delle misure previste dalle Nazioni Unite. Un punto è molto chiaro: qualificare come reato il riciclaggio di denaro. Sui pagamenti in contanti si amplierà il campo d’azione del regolamento esistente: le autorità potranno verificare e intervenire anche su importi minori di denaro liquido anche inviato per posta o  corriere. Si valutano anche misure per controllare i pagamenti intra-Ue che non rientrino già nel programma di controllo Ue-USA delle transazioni finanziarie dei terroristi (TFTP).

Cultura e specie animali illegali come fonti terroristiche

Dalle aree occupate dai terroristi proviene il commercio di beni culturali e specie animali e vegetali illegali che diventano fonti primarie di finanziamento al terrorismo. Una proposta legislativa della Commissione Ue sarà presentata nel 2017 per rafforzare i poteri delle autorità doganali sui proventi illeciti derivanti da false rappresentazioni del valore dei beni, fatture fittizie e dissimulazioni di operazioni commerciali.  Ci si concentrerà anche sul contrasto al commercio illecito dei beni culturali.

Misure importanti quelle proposte dall’esecutivo Ue contro il terrorismo, alle quali speriamo seguano presto delle azioni soprattutto da parte degli stati membri.

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