eastwest challenge banner leaderboard

Il lavoro divide i partiti europei

Le politiche sul lavoro dividono i paesi Ue e spaccano trasversalmente i partiti. La Brexit avrà un impatto anche sulle legislazioni del lavoro, il governo inglese infatti si è sempre opposto a qualsiasi passo in avanti in tema di protezione dei lavoratori Ue in altri paesi.

Il Parlamento europeo riunito a Strasburgo. REUTERS/Vincent Kessler
Il Parlamento europeo riunito a Strasburgo. REUTERS/Vincent Kessler

Mentre ora ci si interroga sui diritti dei cittadini Ue che risiedono in Inghilterra o degli inglesi che viceversa si sono trasferiti in altri paesi europei. Sempre numerosi, all’ordine del giorno delle istituzioni Ue, i dibattiti sulla flessibilità il che dimostra forti tentennamenti sulle posizioni da prendere nel tentativo di compiacere i paesi che hanno visioni eterogenee sul tema. È quanto emerge da un’analisi di VoteWatch Europe. Al centro del dibattito europeo negli ultimi tempi è stato anche il caso dei lavoratori distaccati all’interno dell’Ue: la legislazione corrente infatti offrirebbe incentivi alle aziende dell’Europa Occidentale per assumere lavoratori del Centro o Est Europa a discapito dei lavoratori locali. I cittadini del Centro-Est Europa possono accettare dei salari ridotti perché il costo della vita nei paesi di origine è inferiore a quello di paesi invece come la Germania o la Francia, con grande frustrazione per i cittadini locali che invece non riescono a mantenersi con lo stesso livello di standard salariale.

Le divisioni all’interno delle famiglie politiche europee

I rappresentanti degli stati dell’Europa Centrale tendono a premere a favore di una liberalizzazione del mercato del lavoro, mentre gli eurodeputati del Sud Europa chiedono invece un mercato del lavoro con un livello più elevato di regolamentazione delle attività economiche. Mentre i partiti della Sinistra europea si dimostrano più coesi sul tema del lavoro, divisioni sono evidenti all’interno del Partito dei Popolari Europei (PPE) e dei Liberali e Democratici (ALDE) soprattutto sui lavoratori distaccati e il contratto a zero ore (dove il datore di lavoro non è obbligato a stabilire un orario lavorativo e una retribuzione minima). Questi gruppi appaiono comunque i più favorevoli a un mercato del lavoro flessibile, ma gli eurodeputati che ne fanno parte si dividono a seconda dell’interesse nazionale prevalente riguardo ai lavoratori distaccati.

Ci si divide soprattutto, secondo l’analisi, sulla direttiva del 1996: se da una parte crescono le lamentele sulle conseguenze degli incentivi ad assumere lavoratori di altri paesi con retribuzioni e protezioni sociali inferiori eliminando qualsiasi competizione con i lavoratori locali, dall’altra questo ha permesso la crescita di occupazione nei paesi del Centro-Est Ue e ha migliorato l’efficienza dei paesi più occidentali. Negli ultimi anni però con l’acuirsi della crisi economica e l’aumento della disoccupazione in paesi dell’Europa Occidentale, soprattutto in Francia, il dibattito sul tema si è inasprito e ha spinto i paesi più colpiti a far pressione sulla Commissione Europea per rivedere la legislazione. In risposta la Commissione Ue ha lanciato il principio dell’equa retribuzione per un lavoro equo, che scoraggia i datori di lavoro francesi ad assumere impiegati distaccati dall’Est Europa. Durante le elezioni politiche francesi la frustrazione dei lavoratori francesi sembrava essere terreno fertile per Le Pen e per Melanchon che speravano di far leva proprio su questo e perciò Macron ha poi intensificato il dibattito a livello europeo.

Il Parlamento Ue appoggia il principio dell’equo compenso per un lavoro equo e la riforma delle normative vigenti, ma lo stesso non può dirsi del Consiglio  dove le differenze e gli interessi dei paesi Ue si fanno più forti. All’interno della famiglia politica dei Popolari Ue le delegazioni nazionali hanno votato divise , ad opporsi sono stati in gran parte i paesi dell’Est Ue che sarebbero i più colpiti dalla revisione della legislazione sui lavoratori distaccati. Tra i partiti più oppositori : L’Unione dei Cristiani e Democratici della Repubblica Ceca, il Fidesz ungherese, il polacco Diritto e Giustizia, il partito ceco Ano 2011 che fa parte dei Liberali e Democratici.  A votare però contro regole più ferree sul lavoro sono stati anche membri del Partito Popolare austriaco e dell’Unione dei Cristiani e Democratici della Germania come anche il partito olandese VVD di Rutte che ha appena vinto le elezioni in Olanda e il Movimento Riformista a cui appartiene il Primo Ministro Belga Charles Michel.

Mentre supporto maggiore è stato dato da una coalizione di forze politiche più a sinistra come i Socialisti e Democratici, la Sinistra Ue e i Verdi, e circa il 90% dei deputati francesi, italiani, spagnoli e greci.  Sostegno alla riforma della legislazione sui lavoratori distaccati nel mercato interno anche da parte degli eurodeputati irlandesi, ciprioti e portoghesi al completo.

A dividere i Popolari e i Democratici e Liberali è anche il tema del contratto a zero ore, che certamente rappresenta un’agevolazione per i datori di lavoro ma porta con sè però come conseguenza l’insicurezza dello status lavorativo dell’impiegato senza menzione nel contratto di una retribuzione e di un orario lavorativo minimi. A opporsi fortemente all’uso di questi contratti sono in generale i partiti della sinistra, mentre i Conservatori (ECR) sono a favore.  

I Liberali Belgi sono fortemente oppositori di questi contratti atipici, mentre gli olandesi si dimostrano più favorevoli. Gli eurodeputati francesi a gande maggioranza (97%) hanno appoggiato fortemente la posizione critica espressa dal Parlamento Europeo , mentre tra i tedeschi del partito di Angela Merkel, si osservano maggiori divisioni e il Partito Democratico Libero è a sostegno dell’utilizzo di questo strumento. Martin Schulz ha invece sostenuto il divieto di utilizzo dei contratti a zero ore come è stato proposto.

@IreneGiuntella

Scrivi il tuo commento
@

Oppure usa i tuo profili social per commentare

GRAZIE

La voce
dei Lettori

eastwest risponderà ogni settimana ai commenti sui social e alle domande inviate dai lettori. Potete far pervenire la vostra domanda usando il tasto qui sotto. Per essere pubblicati, i contributi devono essere firmati con nome, cognome e città Invia la tua domanda ad eastwest

GUALA