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Lobby a Bruxelles sotto la lente di ingrandimento

Non tutte le lobby a Bruxelles seguono le regole Ue per la trasparenza. L’organizzazione anticorruzione Transparency International ha constatato che diverse organizzazioni iscritte al registro della Trasparenza Ue non sono in regola con i dati forniti online sul registro.  I dati riguardano le loro attività e  le risorse dedicate alle attività di lobby spesso  troppo poco trasparenti.

REUTERS/Maxim Shemetov

Lobby a Bruxelles con budget poco plausibili

Da gennaio 2015 la Ue ha introdotto nuove regole al Registro per la Trasparenza:  si tratta di indicare le principali  iniziative, politiche e  i dossiers legislativi seguiti dalle organizzazioni. Secondo quanto riporta Transparency International sarebbero 293  le organizzazioni che non hanno lasciato alcuna informazione in merito. Questo secondo l’ organizzazione anticorruzione potrebbe spiegarsi solo con due opzioni: o non svolgono alcuna attività e quindi non avrebbero nemmeno motivo di essere iscritte al registro, o non dichiarano le proprie attività in violazione al codice di condotta del registo.

Andando nei dettagli, 3844 lobby dichiarano di spendere nell’attività di lobby meno della media minima possibile e 171 di queste dichiarano persino di non aver alcun lobby budget. Cosa che appare però poco plausibile. Prendendo in considerazione i costi totali dichiarati per lobbista, ad esempio a tempo pieno, secondo quanto riporta l’organizzazione, è possibile dimostrare che molte  delle dichiarazioni rese non possono essere considerate veritiere. Non è pensabile che un gran numero di lobby assuma personale pagandolo al di sotto del minimo contrattuale previsto dalle regole, senza contare i costi degli uffici o altre spese. Ci sono poi organizzazioni,  ben 2698 secondo i dati raccolti dall’Ong, che dichiarano di spendere meno del salario minimo previsto per gli stagisti. In Belgio si tratterebbe di un contratto di impiego come tirocinante o inserimento al lavoro, pari a 12894,89 euro all’anno. Pur essendo verosimile che molte lobby lavorino con stagisti o volontari, è però discutibile che l’intera forza lavoro di ufficio di lobby poggi su basi volontarie. Questo è contestabile ad almeno 1.193 tra società di consulenza, imprese e associazioni industriali che figurano tra queste organizzazioni.  Sono 121  le organizzazioni  che dichiarano di dedicare all’attività di lobby meno di 10mila euro annui pur indicando una sede con ufficio a Bruxelles. Una tale somma non consentirebbe alle organizzazioni nemmeno di provvedere solo all’affitto di un piccolo locale nella capitale Ue, specialmente nei pressi delle istituzioni, dove in genere si concentrano le lobby. Non mancano poi casi opposti in cui le organizzazioni dichiarano nel registro di trasparenza Ue budget in eccesso addirittura di oltre un milione di euro per lobbista. Persino le lobby che hanno le migliori risorse a disposizione ed entrate credibili guadagnano meno della metà di tale somma, ribadisce Transparency International. È più probabile che queste organizzazioni, il 93% delle quali non ha nemmeno un ufficio a Bruxelles, abbia fornito informazioni erronee.

Transparency International ha inviato 4.253 reclami al segretariato del Registro di Trasparenza Ue, tra le organizzazioni coinvolte Yahoo, Boeing, Wal-mart, Rio Tinto, Thalys , Brussels Airlines e KBC Bank.

Quante sono le lobby a Bruxelles

Stando agli ultimi dati raccolti da Transparency International le lobby attualmente iscritte nei registri sarebbero 7.916 con 6.050 lobbisti accreditati al Parlamento Ue come si può monitorare sul portale interattivo integrity watch. Sono le industrie che influenzano maggiormente le decisioni delle istituzioni europee: tra dicembre 2014 e giugno 2015 hanno ottenuto 4.318 incontri con rappresentanti della Commissione Ue, il 75% degli incontri. Mentre il 18% degli incontri è avvenuto con i lobbisti delle Ong, il 4% con i think tank, solo il 2% con le autorità locali.  BusinessEurope , secondo i dati di luglio 2015, è in testa alla classifica per gli incontri , ben 44, con un budget per l’attività lobbistica di 4 milioni e al momento conta ventinove lobbisti, ventitrè dei quali accreditati al Parlamento. Seguita poi da Google, General Electric e Airbus che hanno dichiarato tra i venticinque e i ventinove incontri a testa, EuroCommerce con 26. Forte l’influenza anche dell’European Chemical Industry Council (Cefic) : 26 incontri, 45 lobbisti, 24 badge per l’Europarlamento e pare risorse per 10,100 milioni di euro.  Anche le Ong hanno delle lobby potenti: WWF e Greenpeace registrano numerosi incontri con le istituzioni Ue, rispettivamente 29 e 25 finora con un bilancio a disposizione di un milione di euro. Sempre Google e General Electric sono alcune delle lobby più dispendiose a bruxelles : hanno dichiarato un budget di circa 3.5milioni di euro dedicati all’attività di lobby all’anno. Spendono ancor di più Microsof, Exxon Mobil e Shell: tra i 4,5 e i 5 milioni all’anno. I principali incontri  avvengono con il Commissario per il clima e l’energia Canete e il Commissario per l’economia digitale Oettinger. Settori di interesse lobbistico sono anche i trasporti, i mercati finanziari, il lavoro e la crescita.

@IreneGiuntella

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