Macron va in India con un bastimento carico d'armi

La Francia vuole diventare il primo partner europeo dell’India. A trainare i rapporti è il settore della difesa. Per vendere di più al primo importatore mondiale Parigi punta su delocalizzazioni e concessione di basi navali. E prepara il contratto del secolo per l’artiglieria

 Modi parla con Macron nel giardino dell'Eliseo durante la sua visita a Parigi, in Francia, il 3 giugno 2017. REUTERS / Jacques Demarthon / Pool
Modi parla con Macron nel giardino dell'Eliseo durante la sua visita a Parigi, in Francia, il 3 giugno 2017. REUTERS / Jacques Demarthon / Pool

Parigi - Nella visita diplomatica di quattro giorni che inizia oggi in India, il presidente francese Emmanuel Macron farà di tutto per evitare di ripetere le stesse gaffe compiute dal premier canadese Justin Trudeau appena tre settimane fa, quando con la sua famiglia si è fatto immortalare con i tipici abiti locali in situazioni che ricordavano più una vacanza che una missione di Stato. Sul piano delle relazioni internazionali, Macron ha ormai dimostrato di saper imporre il suo passo, abituando i media a uno stile sobrio e misurato.

Dopo essere stato in Cina il mese scorso, il presidente francese continua i suoi spostamenti diplomatici in Asia. Anche questa volta, l’obiettivo principale è quello di rafforzare i rapporti bilaterali con un Paese strategico, che con i suoi 1,25 miliardi di abitanti può rivelarsi fondamentale per la Francia nello sviluppo di diversi settori, come quello energetico, commerciale e, soprattutto, della difesa.

Per il momento le relazioni tra Parigi e Nuova Delhi restano deboli ma equilibrate. Sul piano commerciale l’India figura come diciottesimo cliente e ventesimo fornitore della Francia. La tendenza, però, sembra essere in aumento visto che nel 2017 le esportazioni francesi sono salite del 30%. Secondo i dati forniti dal Ministero dell’economia francese, l’Esagono risulta essere il primo investitore europeo sul territorio indiano per numero di filiali, il secondo per posti di lavoro e il terzo per cifra d’affari.

A trainare i rapporti tra i due Paesi ci pensa l’industria della difesa. L’accordo firmato nel 2016 tra Nuova Delhi e il costruttore Dassault per l’acquisto di 36 aerei da caccia Rafale per 8 miliardi di euro è stata l‘ultima tappa di una lunga relazione commerciale iniziata più di mezzo secolo fa, quando nel 1953 fu ratificato il primo contratto per 71 caccia Ouragan. L’India ha continuato negli anni a rifornire la sua flotta aeronautica con mezzi transalpini, rivelandosi uno dei miglior clienti di Parigi nell’industria della difesa. Nel periodo tra il 2012 e il 2016 Nuova Delhi ha superato l’Arabia saudita, diventando così il primo acquirente dell’industria della difesa francese con ordini per più di 10 miliardi di euro.

Questi scambi, però, sembrano aver subito una momentanea battuta d’arresto. Durante la sua visita Macron sperava di finalizzare una serie di nuovi accordi di vendita ma ieri il quotidiano economico La Tribune ha rivelato che non ci dovrebbe essere nessuna intesa nel campo della difesa. “Ci saranno degli annunci” ha fatto sapere l’Eliseo, specificando che riguarderanno altri settori. Il gruppo Dassault ha intavolato da mesi un dialogo con Nuova Delhi per la vendita di altri 36 Rafale, da costruire parzialmente in India. A questo si aggiungono poi Airbus, intenzionata a piazzare 111 elicotteri Panther, e Naval Group, che vorrebbe vendere tre sottomarini Scorpène, aggiungendoli ai sei già concordati nel 2005.

A nulla sembra essere servito il viaggio effettuato lo scorso ottobre dal ministro della Difesa, Florence Parly, che si è recata a Nuova Delhi per preparare il terreno alla visita del suo presidente.

Per cercare di convincere gli interlocutori asiatici, Dassault e Airbus si sono detti disponibili nel delocalizzare una parte della produzione in India stringendo partenariati con aziende locali. Un’offerta allettante per il Paese, che vedrebbe così un aumento dei posti di lavoro seguito da un importante trasferimento di tecnologia.
 
Nel campo degli armamenti la Francia punta su Nexter, che concorre a due gare di appalto lanciate dal governo indiano. Il gruppo d’oltralpe potrebbe riuscire a strappare quello che è stato definito dalla stampa francese come il “contratto del secolo”, che prevede un ordine da 1400 cannoni da 155 millimetri. La somma stimata per l’accordo è di un miliardo di euro, la cifra più alta mai raggiunta nel settore dell’artiglieria.

L’India, primo importatore mondiale di armi, è impegnata in una massiccia operazione di rinnovamento mezzi dell'esercito, diventato ormai obsoleto e incapace di far fronte alle nuove sfide geopolitiche nell’Asia contemporanea. Tra queste, c’è l’influenza sempre maggiore che la Cina sta acquistando nella zona indo-pacifica. Tra i vari contratti che dovrebbero essere ratificati nelle prossime ore, ce n’è anche uno che permetterebbe alle navi della marina indiana di utilizzare le basi francesi sull’oceano indiano per operazioni logistiche.
 
Nel corso del suo soggiorno, Macron parlerà di questi dossier al premier indiano, Narendra Modi, con il quale c’è già stato un incontro all’Eliseo lo scorso giugno. I due leader hanno mostrato una forte sintonia, soprattutto nei temi riguardanti la transizione energetica e lo sviluppo di nuove energie. A tal proposito, domenica il presidente Macron presiederà insieme a Modi il primo summit dell’Alleanza solare internazionale (Asi), un’iniziativa franco-indiana creata nel 2015 a margine della Cop21 volta a promuovere lo sviluppo dell’energia solare nei paesi in via di sviluppo. Sempre nel settore energetico, è atteso un annuncio in merito al protocollo firmato nel 2016 tra il gruppo francese Edf e Nuclear Power Corp of India per la realizzazione di sei reattori nucleari Epr a Jaitapur, nella regione ovest del Paese.

Il presidente francese vuole posizionare la Francia come primo partner europeo dell’India, approfittando dell’uscita del Regno Unito dall’Unione europea. «Il vostro partner storico in Europa era il Regno Unito» ha affermato Macron in un’intervista diffusa alla vigilia della sua partenza da India Today TV, sottolineando l’obiettivo di rendere Parigi «l’interlocutore di riferimento del XXImo secolo». 

Per riuscire a mantenere il suo ruolo nel settore della difesa, la Francia è in concorrenza con Israele, la Russia e, più recentemente, gli Stati Uniti. Una competizione che Parigi potrebbe riuscire ad aggiudicarsi grazie alla mediazione del suo presidente, che mira ad assumere un ruolo di primo piano anche nello scacchiere asiatico.

@DaniloCeccarell

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