Mediatore UE: incontri segreti tra lobby del tabacco e Commissione

I rapporti tra Commissione Ue e le lobby del tabacco non brillano per trasparenza. Questo si sa almeno dall’era dello scandalo del Commissario maltese John Dalli, durante il mandato della Commissione Europea a guida Barroso, che fu costretto a dimettersi nel 2012. In questi giorni torna a parlarne il mediatore europeo Emily O’Reilly dopo un’indagine approfondita. Sotto accusa il mancato rispetto degli obblighi di trasparenza sui rapporti con i rappresentanti dell’industria del tabacco predisposti dall’Organizzazione mondiale per la sanità.

A woman holds her cigarette as she smokes in Trafalgar Square in central London October 15, 2014. REUTERS/Toby Melville

I rapporti tra le lobby del tabacco e la Commissione Ue

Poco si sa degli incontri tra le organizzazioni del tabacco e l’esecutivo europeo. Rapporti che a volte rimangono nell’oscurità dei corridoi delle istituzioni  Ue. Il mediatore europeo lamenta che la pubblicazione dei verbali delle riunioni avvenga solo su richiesta di singoli deputati o altri e altrimenti rimangano nascosti. Solo DG Salute della Commissione Ue rispetterebbe finora l’obbligo di trasparenza. Emily O’Reilly ha concluso che la Commissione ha un approccio rispetto agli obblighi “non credibile, non soddisfacente, e inadeguato” «La Commissione europea ha una specifica responsabilità, nel suo ruolo di promotore della legislazione Ue, di garantire che il processo decisionale in materia di sanità pubblica sia il più trasparente possibile. Ciò è tanto più vero quando si tratta di controllo del tabacco, rispetto al quale esiste un quadro normativo delle Nazioni Unite dedicato, che si applica a tutte le istituzioni dell'Ue. Istituzioni che dovrebbero attuare misure di salvaguardia contro l'eccessiva attività di lobby da parte dell'industria. E' l'opportunità per la Commissione Juncker - ha concluso il mediatore - di essere leader mondiale in questo settore della promozione della salute pubblica».

L’inchiesta è stata avviata dopo la segnalazione della organizzazione Corporate Europe Observatory (CEO) che stima vi siano stati tenuti nascosti almeno quattordici incontri tra alti funzionari della Commissione Europea e rappresentanti dell’industria del tabacco. Eppure l’esecutivo Ue tiene le registrazioni e i verbali di queste riunioni e avrebbe dovuto, secondo le regole, renderli pubblici. Dal dicembre 2014 i Commissari e i relativi funzionari più stretti, pubblicano online tutti gli incontri con le lobby, non si vede la difficoltà di dare notizia, allo stesso modo, anche di riunioni di basso profilo con le organizzazioni del tabacco. E’ quanto fa presente, oltre che al mediatore Ue, anche l’organizzazione anti corruzione Transparency International: si tratta di incontri con avvocati  e consulenti legali dell’industria del tabacco che non sarebbero stati considerati come attività di lobby.

La Commissione Ue non rispetta e non attua pienamente i principi di trasparenza predisposti nella guida sui rapporti con le lobby del tabacco dell’Organizzazione Mondiale  della Sanità (WHO).

Questa la conclusione della nota del mediatore europeo, che richiede alla Commissione Juncker di pubblicare tutti gli incontri con le lobby del tabacco e di accelerare la strada verso l’obbligatorietà del registro Ue per le lobby. O’Reilly ritiene poi che tutti i dipartimenti della Commissione Ue, debbano rispettare le regole sulla trasparenza dunque non solo come già avviene da parte della DG Sanco.

Transparency International : più trasparenza per monitorare l’influenza delle lobby

«Gli incontri con i lobbisti e anche i loro input scritti dovrebbero essere pubblicati così che il pubblico possa monitorare-i cittadini, i giornalisti o la società civile- la loro influenza, mettere in luce possibili conflitti di interesse o un’influenza inappropriata» ha commentato Daniel Freund di Transparency International EU, che attraverso la pagina Integrity Watch monitora i rapporti tra le lobby e le istituzioni Ue, come recentemente riportato da East.

Secondo l’organizzazione internazionale anti corruzione, dato che in Europa vi sono 700mila morti premature ogni anno collegate al fumo, si rendono sempre più indispensabili provvedimenti severi sulle misure per la trasparenza. Oltre al settore del tabacco, Transparency International ricorda vi sono altri settori dove l’ influenza delle lobby sulle istituzioni ha allo stesso modo un grande ,e drammatico, impatto sulla vita dei cittadini: 430mila persone muoiono prematuramente ogni anno a causa dell’inquinamento dell’aria . Solo in Inghilterra si contano 5.800 morti per le emissioni diesel delle automobili, come riportato recentemente dal The Guardian .L’esplodere del recente scandalo Volkswagen ha messo in luce, anche grazie a diversi rapporti, la forte influenza da parte delle lobby dell’industria automobilistica nell’ostacolare la realizzazione di standard Ue più severi sulle emissioni.

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