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Merkel duetta con Schultz e punta alla meglio gioventù tedesca

Doveva essere un duello TV, ma lo sfidante ha fatto poco o nulla per contrastare la Kanzlerin. La rimonta per la SPD così diventa sempre più difficile.  E i democristiani  con una mostra interattiva a Berlino provano a conquistare anche gli elettori più giovani.

Giornalisti mentre guardano un dibattito televisivo tra il cancelliere tedesco Angela Merkel e il suo sfidante Martin Schulz a Berlino, Germania, il 3 settembre 2017. REUTERS/Fabrizio Bensch
Giornalisti mentre guardano un dibattito televisivo tra il cancelliere tedesco Angela Merkel e il suo sfidante Martin Schulz a Berlino, Germania, il 3 settembre 2017. REUTERS/Fabrizio Bensch

Il duello televisivo tra Angela Merkel e il suo sfidante, il socialdemocratico Martin Schulz, andato in onda ieri sera, l’ha vinto chiaramente lei. Così perlomeno si sono espressi i mille telespettatori interpellati subito dopo dal canale pubblico ARD. Già, ma si è trattato di un duello? Si chiedeva il popolo della rete e anche gli ospiti di un talk show andato in onda subito dopo. Più che di un duello si dovrebbe parlare di duetto. Chi si attendeva un vero “corpo a corpo” verbale è stato deluso. A voler far il conto della serva giusto due i momenti di novità. Il primo è stato quando la Kanzlerin ha escluso categoricamente, contraddicendo dunque anche speculazioni del suo ministro delle Finanze Wolfgang Schäuble, che con lei vi possa essere il prolungamento fino a 70 anni dell’età lavorativa, e quando Schulz ha detto che, sotto un governo guidato da lui chiederebbe l’immediata interruzione delle trattative per l’ingresso della Turchia nell’Ue e il taglio dei 4,5 miliardi di euro di contributi di sostegno previsti in questa fase.

I commenti soprattutto dei giovani sono stati più che eloquenti: “L’unica cosa che ho capito è che nulla cambierà” scrive uno; un’altra user commenta: “Dobbiamo investire più nell’istruzione, corretto! In quella dei giornalisti!”. E’ vero che il format era stato voluto da Merkel, ciò nonostante si poteva lavorare forse meglio sulle domande nel tentativo di stanare i concorrenti.

Del dibattito post duello a Merkel poco importa. Lei quest’anno ha deciso di concentrarsi sull’elettorato più giovane, che normalmente è il più indeciso se votare e chi.

Delle interviste di quattro giovani blogger su Youtube con la Kanzlerin, eastwest ha già raccontato. Ma non è stata l’unica trovata. Nuova è stata anche l’idea del programma elettorale in versione “presa diretta”. I cristianodemocratici hanno affittato uno stabile a Berlino Mitte (un tempo nella Berlino est). Si tratta dell’ex grande magazzino Jandorf, un edificio Jugendstil dei primi del Novecento, esattamente di fronte al “St. Oberholz”, il locale della cosiddetta “bohéme digitale”, sul Rosenthalerplatz. Ubicazione strategica dunque.

Lo sanno bene anche i politici della CDU che il 24 settembre andranno a votare anche i ragazzi che, da quando avevano poco più dell’età della ragione, non hanno conosciuto altro capo del governo, se non la Kanzlerin Angela Merkel. E allora ci voleva un’idea, e l’idea si è palesata: trasformare un programma elettorale in una sorta di “percorso” di intrattenimento.

Merkel all’inaugurazione, subito dopo ferragosto, ha spiegato: ”Sappiamo che molti non hanno voglia di leggersi tutto un programma elettorale, e allora abbiamo pensato a una nuova forma di comunicazione”. Stanze tematiche che parlano di famiglia, cybersecurity, YourEurope, con tanto di robot che prendono nota dei desiderata del pubblico.

Sulla facciata dell’edificio grandi api simboleggiano l’operosità dei politici, mentre nel cortile interno c’è, ad accogliere il visitatore, un enorme cuore che pende dalla cupola di vetro che lo copre. Questo cuore sta per l’economia, anche se nei media molti l’hanno paragonato a un polpo con lunghi e tentacoli. Tutt’attorno schermi luminosi che raccontano i successi di 12 anni di governo a guida Merkel.

L’ammiccamento ai giovani è evidente sin dal nome che si è voluto dare all’edificio, #fedidwgugl-Haus. Già, ma che diavolo vuol dire fedidwgugl si sono chiesti tutti, quando a fine giugno la CDU aveva lanciato questo hashtag? Si era pensato a un refuso e in rete fioccarono i commenti sarcastici, anche perché poco prima, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, preso di nuovo dalla mania di twittare, aveva scritto “Despite the constant negative press covfefe” al posto di “coverage”, per dire che “nonostante il persistere di una copertura mediatica negativa”. Ma nel caso del’hashtag lanciato dalla CDU si era trattato più semplicemente dell’acronimo della frase “Fürein Deutschland in demwirgut und gerneleben”, cioè, per una Germania nella quale viviamo bene e volentieri.

L’intento dell’agenzia incaricata a realizzare questa installazione era quello di trovare un altro modo di trasmettere valori e promesse della CDU al popolo degli elettori. Ci si ricorderà del gigantesco manifesto che aveva dominato la campagna elettorale precedente: le mani di Merkel chiuse nella ormai per lei tipica forma del rombo, l’unica “azione elettorale” rimasta in mente alle gente. Con questa mostra si spera di lanciare idee durature, se così sarà è però ancora tutto da dimostrare.

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