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Migranti e Ue: a che punto siamo

Mentre a Bruxelles si discute sul da farsi e l’Italia chiede aiuto agli altri paesi europei, ogni giorno molte persone (non sono solo numeri ma persone non dimentichiamolo) continuano ad arrivare, stremate e disperate sulle nostre coste.

Migranti che aspettano di scendere dalla barca- Crotone, Italia, 21giugno, 2017. REUTERS/Stefano Rellandini
Migranti che aspettano di scendere dalla barca- Crotone, Italia, 21giugno, 2017. REUTERS/Stefano Rellandini

Secondo il Viminale nei primi sei mesi dell’anno sono sbarcati nel nostro paese più di 83 mila migranti, con un aumento del 18,7%.

Una situazione insostenibile, che dopo la richiesta d'aiuto di Paolo Gentiloni ai principali leader dell'Ue ha portato anche la scorsa settimana il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker a definire gli sforzi di Italia e Grecia “eroici” e a sostenere che questi due paesi “non possono essere lasciati soli in questa crisi dei rifugiati”.

In vista del Consiglio di Affari generali, che vedrà riuniti a Tallinn, in Estonia, i ministri degli Interni dei Paesi dell’Unione, tra giovedì e venerdì prossimi, ieri a Parigi sul tema migranti si sono riuniti il ministro dell'Interno Marco Minniti, i colleghi tedesco e francese Thomas de Maziére e Gerard Colomb. Alla riunione era presente anche Dimitri Avramopoulos, Commissario europeo per le migrazioni, gli affari interni e la cittadinanza. 

Non fanno ben sperare le parole che arrivano dall’Estonia. Il ministro dell'interno estone Andres Anvelt, che guiderà i lavori dei colleghi Ue, ha detto: "non daremo alcuna risposta, ma ascolteremo l'Italia" per vedere "come affrontare la questione della protezione delle frontiere, dei porti e le relazioni con la Libia".

Il ministro dell'Interno Marco Minniti ha per questo voluto organizzare l’incontro di ieri sera per confrontarsi con Parigi e Berlino e redigere un documento con più punti che sarà presentato giovedì dall’Italia.

In questo prevertice l’Italia incassa la "piena intesa" di Francia e Germania. Indubbiamente ridurre gli sbarchi è uno degli obiettivi principali a cui si lavora.

Occhi puntati sulle Ong e negare l'approdo nei nostri porti alle navi cariche di migranti che non battano bandiera italiana. Ma anche fondi per consentire alla Libia il controllo delle coste. Si sente la necessità inoltre di dare un ruolo più forte di coordinamento alla Guardia costiera. Altro tema centrale è quello relativo alla ricollocazione dei migranti. Attualmente accedono alla relocation solo i richiedenti asilo di nazionalità con un tasso medio di riconoscimento pari o superiore al 75%. Una soglia troppo alta, che si chiede di rivedere.

Molte le critiche da parte dell’Asgi (Associazione per gli Studi Giuridici sull'Immigrazione) che sostiene che “l’Italia obbedisce a Germania e Francia: promettono aiuto, ma poi spingono a violare le norme".

@LaviniaPelosi

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