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Paesi Ue, diritti a perdere

La crisi economica e le misure di austerità non hanno risparmiato alcun aspetto della vita quotidiana dei cittadini in diversi paesi. Colpiti in particolare il lavoro, le pensioni, la salute e l’istruzione. Ma anche l’accesso alla giustizia e la libertà di espressione. Un rapporto del Parlamento Europeo  pone sotto la lente gli effetti delle politiche e della crisi di questi ultimi anni in Grecia, Italia, Spagna, Portogallo, Irlanda, Belgio e Cipro .  Il tutto mentre Tsipras  mette sotto gli occhi  di tutti la crisi umanitaria  conseguita alla austerità in Grecia.

REUTERS

Difficile è la situazione per i sette stati membri esaminati. Sotto attacco sono anche i diritti alla casa in Belgio, Cipro, Irlanda e Spagna. Il diritto alla proprietà in Italia, Cipro e Grecia, il diritto al lavoro in Portogallo, Cipro e Grecia.

La libertà di informazione in Grecia è particolarmente compromessa dopo la chiusura dell’emittente pubblica televisiva, la Rai greca.

Il diritto alla sicurezza sociale in Irlanda e Portogallo, e persino il diritto all’acqua in Irlanda è a rischio.

Sotto osservazione sono anche i limiti posti ai diritti degli stranieri in Belgio e la diffusione  dei crimini e l’ odio razziale in Grecia. Un panorama allarmante che, secondo lo studio,  mette in pericolo  il principio di eguaglianza. Amara è la considerazione degli autori: “l’impatto sui diritti umani di questi ultimi anni sarà valutabile completamente solo nei prossimi decenni”.


Il diritto all’istruzione perde di qualità
Solo il Belgio sembra non aver ridotto i servizi legati all’istruzione obbligatoria. Nel resto di Europa invece si registra un quadro allarmante per quanto riguarda i tagli ai servizi, in particolare al personale, ai salari degli insegnanti. Il numero delle ore lavorative per insegnanti è aumentato in Italia, in Portogallo e in Spagna. Ma anche il numero degli alunni per classe è aumentato e a farne le spese sono i bambini in situazioni più vulnerabili. Meno assistenza per bambini con disabilità, bambini rom, figli di migranti. In Grecia, Irlanda e Cipro il numero dei corsi di lingua per i bambini immigrati è stato drasticamente ridotto. Triste è il dato che registra la Grecia: attualmente 180mila studenti con disabilità sono esclusi da qualsiasi tipo di istruzione per mancanza di fondi finanziari e per scuole speciali, corsi e assistenza. In Italia il numero del personale ausiliario e tecnico è stato ridotto del 17%.

Una valutazione completa in questo settore non è ancora possibile ma i tagli hanno conseguenze sulla qualità del successo dei bambini a scuola, l’aumento di lavoratori disoccupati, mancanza di mezzi di trasporto per i minori a scuola. A farne le spese sono anche le condizioni delle aule scolastiche, sempre più deteriorate, senza riscaldamento o poco pulite. In Italia a subire dei tagli sono state in particolare le scuole delle isole come Sardegna e Sicilia. Mentre in Grecia prima della crisi le scuole primarie contavano 6 .431 e sono scese a 4. 731 in questi anni, si conta ne saranno chiuse altre 200 entro la fine del 2015.

Tra il 2009 e il 2013 in Grecia i giovani che non studiano e non fanno formazione professionale sono passati dal 19,9% al 33,7 % superando di 13 punti la media dei paesi Ue e di 2,7% l’Italia, come riporta un dossier della Caritas. Mentre in Spagna si registra un dato negativo riguardo i sussidi per i pasti dei bambini provenienti da famiglie povere, diminuiti del 30-50% in alcune zone e anche nelle borse di studio per l’acquisto dei libri di testo ridotte del 45 % .

Salute
In una classifica negativa al primo posto vi è sicuramente la Grecia numerosi i disoccupati e i lavoratori autonomi non coperti dall’assicurazione sanitaria pubblica. L’Obbligo di prescrizione di soli farmaci generici è stato stabilito in Grecia e Portogallo.
Inoltre in Grecia, Italia, Portogallo e Cipro è stato introdotto un sistema di partecipazione nei pagamenti dei servizi di assistenza sanitaria primaria, visite specialistiche negli ambulatori e trasporti sanitari non di emergenza, esami di laboratorio. A Cipro l’attesa media per un appuntamento in un ospedale pubblico è di sette mesi.

Lavoro
Il lavoro come ormai tristemente  noto, è uno dei settori colpito di più in questi anni. In particolare si registrano restrizioni nell’impiego pubblico  in Grecia, Italia, Portogallo, Spagna, Irlanda e Cipro. In Grecia è stata imposta la conversione dei contratti a tempo pieno in contratti a tempo parziale e l’abolizione di contratti di lavoro  con durata indefinita. In Spagna e in Portogallo si sono resi più facili i licenziamenti collettivi. Tagli a tutti gli stipendi del settore pubblico sono stati fatti in Grecia, Spagna (del 5%) e Portogallo. In Italia e in Portogallo le riduzioni sono state limitate ai redditi alti. Tagliate anche le tredicesime in Spagna, Grecia, Irlanda e Portogallo e ridotti i salari minimi in Grecia.

@IreneGiuntella 

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