Piccardo (Ucoii): «Dura condanna degli attacchi». L’iter per la costruzione di tre moschee a Milano non si ferma

La comu­nità isla­mi­ca mila­nese, che con­ta 100 mila fedeli (420 mila in Lom­bar­dia), è alla vigilia di una data storica: il via della gara di appalto per la costruzione di tre moschee cittadine. Ai luo­ghi di culto infor­mali di Cascina Gobba e viale Jen­ner si aggiungeranno presto le moschee  del Pala­Sharp (ex palaz­zetto dello Sport del quar­tiere di Lam­pu­gnano), di Rogo­redo e via Padova. Eppure il grave attacco alla redazione del Charlie Hebdo potrebbe ostacolare non poco la strada dell’integrazione della folta comunità islamica locale.

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Piccardo: «Chi ha ucciso innocenti ha ucciso l’umanità»

Hamza Piccardo, leader storico dell’Ucoii (Unione delle comunità e organizzazioni islamiche in Italia), non ha usato mezzi termini per condannare gli attacchi alla redazione del Charlie Hebdo di Parigi. Anche il Coordinamento delle associazioni islamiche di Milano (Caim), vicino all’organizzazione internazionale dei Fratelli musulmani, ha subito condannato gli attentati e organizzato, poco dopo l’attacco, una veglia in solidarietà con le vittime alle porte del Consolato francese in via Moscova a Milano.

Come giudica il sanguinoso attacco alla redazione del giornale satirico francese?

È stata un’azione aberrante. Per l’Islam uccidere un innocente è come uccidere l’umanità così come salvare una persona è come salvare il mondo. Hanno ucciso degli innocenti. Di certo, secondo il nostro punto di vista, le vignette di Charlie Hebdo offendevano il profeta. Ma nella nostra pratica religiosa quotidiana a un’azione si risponde con un’azione simile, non si imbraccia il kalashnikov. Rispettiamo il principio di libertà di espressione. A una bestemmia si risponde con una denuncia per diffamazione o di incitamento all’odio religioso, non si va di certo a sparare.

Crede che si tratti di un attentato di matrice islamista radicale?

Il depistaggio in realtà in questi casi è facilissimo. Gli attentatori avrebbero detto prima di sparare di essere andati lì per vendicare il profeta. Hanno avuto una capacità militare da teste di cuoio: uno di loro ha sparato per strada camminando in fretta ed è tornato indietro per riprendere una scarpa. Ma poi hanno commesso degli errori sciocchi, come lasciare nella Citroën che guidavano una carta d’identità. Di sicuro i fuggitivi non si faranno prendere vivi. Eppure ripeto, in questi casi è molto semplice essere vittima di depistaggi e forse non sapremo mai la verità sulla responsabilità in questi attacchi.

Quale sarebbe lo scopo principale di questi attacchi?

Sono veramente convinto che il ministro della Giustizia francese, Robert Badinter, abbia ragione. Questi traditori degli ideali religiosi sperano che la collera e l’indignazione che causano fomenterà il rifiuto verso i musulmani. In altre parole vogliono allargare il fossato che separa i musulmani dagli altri cittadini. Di sicuro faremo qualsiasi cosa in nostro potere perché non ci riescano.

 

«L’attacco non fermerà la costruzione di tre nuove moschee a Milano»

Eppure la reazione dei partiti di destra in Italia, come la Lega Nord, è stata di chiedere lo stop al bando, approvato dalla giunta Pisapia a Milano, per la costruzione di tre nuove moschee. Perché?

Si tratta di puro sciacallaggio. È dimostrato da fonti di Intelligence che le moschee non hanno nulla a che fare con il terrorismo. Chiunque può entrare e piazzare microspie in una moschea. In altre parole, in nessuna moschea si organizzano azioni del genere. Chi organizza attentati come questi lo fa fuori dalle moschee. Questi partiti di destra giocano sull’isteria e la paura irrazionale. È anche vero che la giunta Pisapia ha approvato criteri restrittivi per il bando, per questo chiediamo modifiche che a questo punto sarà ancora più difficile ottenere.

Sembra poi che i responsabili siano dei jihadisti europei. L’Italia per il momento sembra alquanto estranea al fenomeno oppure si tratta di sottovalutazione?

Io sono al corrente di un solo caso di un italiano morto in Siria, Ibrahim Giuliano Del Nevo ma lui combatteva con la galassia jihadista anti-Asad di Jabhat al-Nusra ad Aleppo. L’ho incontrato un paio di volte e conosco la sua famiglia.

@stradedellest

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