Ora la Polonia a Bruxelles rischia di perdere i diritti di voto

Non ci sono solo i rifugiati nello scontro tra Ue e Polonia, che rischia addirittura di perdere il diritto di voto dopo la scadenza dell’ultimatum per la riforma della Giustizia. Per evitare la sanzione Varsavia cerca l’appoggio dei paesi Visegrad.

Sostenitori del Presidente del Consiglio europeo Donald Tusk aspettano il suo arrivo a Varsavia. REUTERS/Kacper Pempel
Sostenitori del Presidente del Consiglio europeo Donald Tusk aspettano il suo arrivo a Varsavia. REUTERS/Kacper Pempel

Il tira e molla tra Ue e Polonia continua. Nelle ultime ore è arrivata la sentenza della Corte di Giustizia Europea che respinge il ricorso presentato dall’Ungheria e Slovacchia contro la decisione Ue di ripartizione dei migranti in quote divise tra tutti gli stati membri. Sentenza che colpisce anche la Polonia, leader del gruppo dei paesi Visegrad che avevano sostenuto il ricorso. La dichiarazione della Premier polacca non si è fatta attendere ribadendo fermamente che la decisione della Corte Ue sui ricollocamenti non cambia la posizione del governo polacco sulle politiche di immigrazione. Il clima tra la Polonia e l’Ue si fa sempre più teso, ad acuirlo sono anche le riforme giudiziarie del Paese che renderebbero le nomine dei giudici troppo dipendenti dalla politica, che potrebbe in sostanza anche decidere quando licenziare o mandare in pensione un magistrato.

La Commissione Europea aveva chiesto chiarimenti sullo stato di diritto che non sono arrivati e scaduto il termine del 26 agosto è scesa in campo minacciando la procedura dell’articolo 7 che prevede il riconoscimento di gravi violazioni da parte degli stati membri e la limitazione di diritti, tra cui quello di voto nelle decisioni Ue.

Ma è richiesta una votazione unanime ed è sufficiente anche un solo stato non concorde in Consiglio per non far avanzare la procedura che finora non è mai stata applicata: nel caso dell’Ungheria fu il partito dei Popolari Europei del Premier Orban a impedirlo. Secondo fonti diplomatiche questa volta l’Ungheria potrebbe allearsi con la Polonia e votare contro la procedura, ma non è scontato. Durante l’elezione del Presidente del Consiglio Europeo, il governo polacco aveva avanzato una diversa candidatura e l’Ungheria ha votato invece insieme agli altri paesi per il rinnovo di Tusk. Qualora non si riuscisse a portare avanti la procedura, la Commissione Ue agirebbe con un pacchetto di infrazioni nei confronti del paese. Per la Polonia si aprono tempi bui in ogni caso, i danni sarebbero ingenti, andrebbero a colpire interessi, relazioni e accordi in gioco. Per l’economia del Paese non sarebbe da prendere alla leggera soprattutto per gli interessi nelle relazioni con la Russia, il settore dell’agricoltura e dell'energia. Già si intravedono i primi segnali che i rapporti con la Polonia all'interno dell'Ue si stanno deteriorando. In questa direzione l'iniziativa di Macron che ha visitato nei mesi scorsi i diversi paesi dell’Est, tranne la Polonia, per cercare un’intesa finalizzata a modificare la direttiva sui lavoratori distaccati. Finora è possibile, secondo tale direttiva, l’utilizzo di lavoratori di paesi provenienti dall’Est in aziende alle stesse condizioni del paese di origine e quindi con retribuzioni inferiori. Macron ha criticato un sistema che di fatto crea dumping sociale. In cambio dell' intesa con i paesi dell’Est sui lavoratori distaccati Macron avrebbe promesso minori pressioni sui ricollocamenti dei migranti e rifugiati. Con lui si sarebbero schierati anche l’Austria e la Germania che hanno tra i più elevati numeri di lavoratori distaccati.

Per quanto riguarda le riforme sotto osservazione da parte dell’Ue c’è da dire che in realtà nel sistema giudiziario diviso tra magistratura inquirente e quella giudicante, l’inquirente era già sotto controllo politico, mentre ora si discute dei magistrati giudicanti. A gran sorpresa su tre leggi due sono state bocciate dal Presidente della Repubblica polacca Andrzej Duda seppure sia membro dello stesso partito del Premier Beata Szydlo (Diritto e Giustizia) e finora abbia firmato qualsiasi proposta del Governo. Ora il Governo ha annunciato che se ne riparlerà in autunno e a questo punto è importante anche capire se tornerà armonia tra il Presidente della Repubblica Polacca e il Governo o se invece si osteggeranno. Il Governo in ogni caso gode di una maggioranza in grado di far passare tutto ciò che intende realizzare. Per accrescere consenso interno il Governo tenta di far crescere un sentimento anti tedesco tra la popolazione anche attraverso le rivendicazioni dei risarcimenti bellici nei confronti della Germania.

Nel frattempo la Polonia tenta di aggregare in alleanze minori come l’Intermarium paesi che si affacciano sul Mar Baltico, il Mar Nero e Adriatico che comprende paesi baltici e centro-est Ue come la Romania, Bulgaria, Ucraina, Croazia.

Ma anche questo blocco probabilmente è destinato a non funzionare perché gli interessi dei paesi sono troppo divergenti e certo non può rappresentare un’alleanza alternativa all’Ue. Guardando alla situazione politica del Paese, nell’autunno del 2019 si potrebbe andare a elezioni in Polonia, il Governo attuale comunque vuole proseguire e i sondaggi gli danno un appoggio che va dal 33% al 40% .

@IreneGiuntella

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