Quando occupazione e qualifiche non si incontrano

Colmare i gap di competenze in Europa? Servono occupazioni più qualificate. Molte delle qualifiche che l’Europa cerca, non sono apprese durante un ciclo scolastico, ma attraverso esperienze concrete informali.  Dall’analisi di un sondaggio dell’European Centre for the Development of Vocational Training “European skills and jobs” si evince che le competenze necessarie per il recupero economico sostenibile dell’Europa si potrebbero acquisire direttamente sul posto di lavoro.

REUTERS/Stephane Mahe

Disoccupazione e lavori poco qualificati

Uno dei problemi dovuti alla crisi è anche la sovra qualificazione di alcuni lavoratori rispetto alle mansioni che svolgono: circa il 25% degli adulti impiegati.  Durante la propria carriera il 47% degli europei ha visto l’evolversi delle tecnologie che utilizza quotidianamente fin da quando ha iniziato a lavorare ed il 21% considera che molte delle proprie competenze diverranno molto probabilmente datate nei prossimi cinque anni rispetto alle nuove tecnologie.

Senza pensare che il 26% dei lavoratori impiegati ha deficit considerevoli e per loro sarebbe necessario prevedere tempi per l’aggiornamento. E’ un fenomeno presente soprattutto nei settori che evolvono velocemente, ma allo stesso tempo anche coloro che occupano posizioni lavorative meno qualificate hanno potuto constatare una sempre maggiore varietà di compiti da quando hanno intrapreso il lavoro.

Occupazioni di qualità che offrono opportunità di apprendimento rappresentano un segnale di salute per il mercato del lavoro Ue, ma non sono ancora abbastanza. "Il gap di competenze ha due lati: da una parte le persone devono possedere le giuste qualifiche per il lavoro, dall’altra occupazioni qualificate possono facilitare carriere a lungo termine" ha commentato il direttore di Cedefop James Calleja.

Dalla recessione del 2008 si registra un dato allarmante: non solo sono diminuiti i posti di lavoro ma anche il numero di impieghi qualificati. Per far fronte a questo panorama di forte disoccupazione nel nostro continente, molti hanno dovuto accettare lavori meno qualificati o di livello inferiore rispetto alle proprie competenze.

Cedefop nel suo sondaggio ha verificato che un quarto dei laureati nel settore terziario sono sovra qualificati rispetto alle proprie occupazioni lavorative attuali.

Il fatto poi che molte nuove occupazioni siano temporanee, pur rappresentando un’idea di lavoro più flessibile rispetto al passato, non favorisce lo sviluppo di nuove competenze. Una persona disoccupata, secondo il sondaggio, tende a riaffacciarsi al mercato del lavoro per ruoli temporanei che richiedono meno qualifiche e offrono poche opportunità di apprendimento.

Dunque Cedefop sostiene che accettare un impiego di cattiva qualità può compromettere lo sviluppo di nuove competenze e lasciare il segno rispetto ad una futura opportunità.

Tra i lavoratori più adulti uno su cinque non è riuscito ad acquisire nuove competenze e in gran parte occupa ruoli senza sbocchi. In generale circa il 41% dei lavori in UE, necessita di nozioni base per i compiti da svolgere, il 58% solo nozioni matematiche basilari, infine al 33% dei lavoratori servono competenze basilari ITC o meno  per svolgere i propri incarichi.

@IreneGiuntella

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