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Rifugiati scienziati cercasi

"Rifugiati con background scientifico cercasi in Europa". Non è una novità che l’Ue sia alla ricerca di profili scientifici  e che spesso li trovi proprio grazie ai flussi migratori tra i paesi. Così nasce anche “Science4Refugees” una nuova iniziativa della Commissione Ue per facilitare l’incontro tra aziende, università, istituti di ricerca e richiedenti asilo con competenze scientifiche. Dall’inizio del 2015 fino ad oggi sono arrivati in Europa oltre 500mila rifugiati, si deve iniziare a pensare anche ad occupazioni di lungo termine.

REUTERS/Christophe Ena/Pool

Offerte di lavoro, stage, tirocini formativi saranno pubblicati sul sito di Euraxess, portale che già mette in relazione le posizioni vacanti delle istituzioni di ricerca e i ricercatori, in una sezione dedicata alle aziende che si dichiarino favorevoli ad accogliere i rifugiati.

Già 40 applications, tra istituzioni e rifugiati, sono state realizzate dalla data di presentazione dell’iniziativa da parte del Commissario per la Ricerca Carlos Moedas, il 5 ottobre scorso fino ad oggi, spiega un funzionario europeo ad East.

Come funziona Science for Refugees

Nel postare un’offerta di lavoro su Euraxess l’istituzione o azienda potrà scegliere se aprire l’opportunità anche a rifugiati scienziati semplicemente cliccando sull’opzione “Science4Refugees” così da rendere più semplice per i richiedenti asilo, notare le posizioni disponibili e provare a candidarsi. Allo stesso tempo anche i rifugiati possono pubblicare i propri cv sul sito e mostrare interesse per una posizione vacante.

La registrazione al servizio è su base volontaria e gratuita e in più gli interessati possono trovare anche una serie di informazioni utili sulle condizioni di lavoro in Europa per rifugiati e richiedenti asilo. Con il tempo, racconta un funzionario Ue, l’iniziativa potrebbe anche aiutare a ragionare sul numero di ricercatori presenti tra i rifugiati che arrivano in Europa, per ora non ci sono ancora dati  o sono scarsi in questo senso.

Il prossimo passo sarà realizzare anche una app  di Science4Refugees per il telefonino che permetterà di prendere visione più facilmente delle offerte di lavoro. Più visibilità si darà col tempo anche ad altre opportunità legate al mondo della ricerca, programmi per tirocini formativi, corsi di lingua per facilitare l’integrazione dei rifugiati nei paesi ospitanti.

La League of European Reasearch Universities (LERU) ha già espresso il suo impegno a prendere parte all’iniziativa. Non ci sarà alcun filtro alla pubblicazione di domande e offerte di lavoro di rifugiati e datori di lavoro, che invece dovranno direttamente chiedere le relative referenze, background , competenze ecc.

«Abbinando i rifugiati con background scientifici con le istituzioni di ricerca l’Europa guadagnerà una grande varietà di nuove visioni per la nostra ricerca, scienza e innovazione, e avanzando con passi concreti nell’offerta di opportunità significative per una comunità di talento ma decisamente poco privilegiata. –afferma il Commissario Moedas - Questo è solo un esempio della solidarietà reale che possiamo dimostrare nell’Unione Europea verso i rifugiati e i richiedenti asilo» .

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