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Se i migranti sono abbandonati allo sfruttamento

Sfruttamento del lavoro, matrimoni prematuri delle bambine, autorità poco qualificate per l’accoglienza dei migranti. Questo accade quando i rifugiati sono esclusi dal riconoscimento dei diritti umani o dallo status di esseri umani. Un amaro rapporto della Caritas evidenzia le problematiche sul traffico di esseri umani in almeno dieci paesi dell’area euromediterranea.

REUTERS/Rodi Said

In Albania e in Libano le autorità competenti alla ricezione dei migranti non sono sufficientemente qualificate per un primo screening delle situazioni a rischio e nell’individuazione delle persone vulnerabili. È così che la Caritas ha organizzato corsi di formazione per i rappresentanti delle autorità e i funzionari di polizia che avessero a che fare con i migranti. In Turchia, anche se manca per ora un quadro della drammatica situazione attuale dei diritti umani, dal fallito golpe in poi, e delle purghe di Erdogan su cui l’Europa non può chiudere gli occhi, il report si focalizza sui matrimoni prematuri dei bambini e il lavoro minorile. In Armenia lo sfruttamento del lavoro. In generale la quasi impossibilità per i rifugiati di entrare nel mercato del lavoro porta ad uno sfruttamento economico sotto diverse forme, sessuale , traffico di droghe, manovalanza criminale ecc.

Lo sfruttamento dei Rifugiati, traffico di organi, matrimoni prematuri

Nel Libano del Nord, le famiglie di rifugiati spesso alloggiate in situazioni di fortuna sono costrette a mandare i propri figli a lavorare nei campi del proprietario terriero a cui devono pagare l’affitto dell’appezzamento di terra dove si sono accampati. I bambini sono esclusi dal sistema scolastico: nel 2014-2015 il ministro dell’Istruzione libanese affermava che le scuole potevano accogliere solo 75mila minori rifugiati, ma l’UNHCR stima almeno 425mila bambini in età scolastica presenti nel paese.

Nel report della Caritas si mette in luce anche come sia stretto il legame tra trafficante di migranti e trafficante di essere umani : chi non può pagare il trafficante per passare i confini tra paesi , per il viaggio e le vie di ingresso irregolare, rimane obbligato ad estinguere il proprio debito o vendendo le proprie figlie per matrimoni combinati o come accade nell’Europa occidentale si finisce forzati a commettere crimini per conto di terzi. Il fenomeno dei matrimoni prematuri di bambine e adolescenti rifugiate siriane è particolarmente presente in Libano e in Turchia in cambio di denaro e protezione per la famiglia. Si può trattare anche di matrimoni temporanei, persino della durata di 24 ore, trascorso il periodo il marito può ripudiare la moglie che a quel punto o viene riaccettata dalla famiglia o rifiutata perché ripudiata dal marito. In quest’ultimo caso alla ragazza abbandonata spesso in paesi stranieri, non rimane altro che prostituirsi per poter campare. Può accadere anche che uomini siriani inviino le proprie mogli in Libano con la promessa di una vita migliore e che una volta arrivate nel paese le donne siano invece costrette a lavorare nei bar o come prostitute sotto padroni siriani o libanesi. Ma anche il traffico di organi è una grande piaga : le donne rifugiate raccontano spesso che negli ospedali i migranti sono sottoposti ad operazioni nelle quali vengono asportati organi, spesso si tratta di un rene , senza che loro ne siano a conoscenza. Altri raccontano di essere stati costretti adonare i propri organi durante il cammino verso il Libano, un traffico che sembra preesistere al conflitto ma che con quest’ultimo si è intensificato. Il commercio di organi sta drammaticamente crescendo velocemente e nel rapporto dell’UNHCR del 2014 venivano già riportati diversi casi di vittime della tratta tra i rifugiati siriani in Libano.

Nelle morse dei gruppi terroristici

Sempre dalle informazioni raccolte in Libano tramite i racconti di donne rifugiate, i ragazzi figurano spesso rapiti e forzati a far parte delle milizie dei gruppi terroristici specialmente nei territori in Iraq, Siria e Libia, le ragazze vengono per lo più consegnate come spose ai combattenti. Nel 2015 le ragazze rappresentavano il 35% delle reclute dei combattenti provenienti dalla Francia, stima l’Intelligence francese e l’Internal Security Service .

Si stimano almeno 60mila adolescenti e giovani reclutati come combattenti in Iraq, Siria e Libia e di questi circa la metà di provenienza straniera. In Siria e in Iraq i combattenti stranieri provengono da 86 paesi diversi, per lo più dal Medio Oriente, il Maghreb e l’Europa Occidentale (in gran numero da Inghilterra, Francia, Belgio e Germania).

@IreneGiuntella

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