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Torna la schiavitù? Italia al secondo posto in Europa

La schiavitù esiste ancora, in chiave moderna, nel mondo e anche in Europa . Nell’indifferenza generale, vittime di traffico umano, lavoro forzato, sfruttamento sessuale, sottomissione per debiti o matrimonio forzato, 45,8 milioni di schiavi nel mondo.  E l’Italia  è al secondo posto in Europa, dopo la Polonia,  per numero di nuovi schiavi: oltre 129mila, dieci volte la Francia.

Preoccupante è quanto riporta l’Indice Globale della Schiavitù pubblicato dalla Walk Free Foundation: nel 2016 le persone in condizioni di schiavitù sono aumentate del 28% rispetto all’ultimo rapporto, oltre 10 milioni di persone in più rispetto al 2014, questo anche per le metodologie di ricerca che hanno permesso indagini sul 44% all’incirca della popolazione globale. In tutti i paesi analizzati (167) sono presenti forme di schiavitù. I migranti sono ad alto rischio di sfruttamento.

I nuovi schiavi

Rimane l’India il paese con il maggior numero di schiavi (18,3 milioni), seguita dalla Cina  (3.39 milioni), Pakistan (2,13 milioni), Bangladesh (1,53 milioni) e Uzbekistan ( 1,23 milioni).  Ma anche in Europa il dato complessivo è alto: oltre 1.243.000 persone, è un continente che viene visto come destinazione per lo sfruttamento di uomini, donne e bambini per lavoro forzato o sfruttamento sessuale.  I cittadini Ue rappresentano gran parte delle vittime di traffico di esseri umani (65%) secondo gli ultimi dati di Eurostat in Europa, in particolare i cittadini provenienti dall’Europa dell’Est, quindi dalla Romania, Bulgaria, Lituania e Slovacchia.  In Ue i paesi con la più alta proporzione di nuovi schiavi rispetto al numero di abitanti sono la Polonia e la Bosnia-Erzegovina (entrambe allo 0,476%), poi la Romania, Grecia, Repubblica Ceca, Bulgaria e Serbia. Sono prevalentemente, tranne qualche eccezione, i paesi nordici ad avere i livelli inferiori di schiavitù:  Lussemburgo, Irlanda, Norvegia, Danimarca, Svizzera, Austria, Belgio, Spagna, Regno Unito, Francia e Germania (tutti sullo 0,018).

Nella classifica globale è invece la Corea del Nord ad avere la più alta incidenza di schiavitù moderna (4.37 % della popolazione) e la risposta del governo al fenomeno è la più debole. Seguono l’Uzbekistan  e la Cambogia. Nella classifica mondiale l’Italia è 44esima .

È  il governo dei Paesi Bassi a dare la risposta migliore al fenomeno della schiavitù moderna. Sono infatti l’Olanda e il Regno Unito gli unici ad avere un sistema del monitoraggio della schiavitù su scala nazionale che permette di avere una stima della popolazione residente che vive in queste condizioni.

Le forme di schiavitù moderna

Le cause di schiavitù in Europa sono soprattutto il lavoro forzato e lo sfruttamento sessuale per scopi commerciali. Mentre fuori dall’Ue, in Turchia c’è un alto tasso di matrimoni forzati.

I migranti sono ad alto rischio di sfruttamento, in arrivo in Europa e durante il viaggio ad esempio, come più volte documentato e come sostiene l’Organizzazione Mondiale per le Migrazioni. Il dato drammatico è rappresentato dai bambini migranti dispersi in Europa, circa 10mila, 5mila dei quali in Italia e mille in Svezia. Molti di questi minori di cui non si sa più nulla potrebbero essere vittime di schiavitù, traffico umano, abusi e sfruttamento di qualunque genere. Le bande criminali, sostiene Europol, mirano a sfruttare sessualmente, ridurre in schiavitù e costringere al lavoro forzato i minori nelle fabbriche e nell’agricoltura. "Noi chiediamo ai governi delle primi dieci economie del mondo di emanare leggi sull’esempio del Modern Slavery Act 2015 del Regno Unito, accompagnate dalle risorse finanziare e dalla capacità di esecuzione necessarie al fine di assicurare che tutte le attività economiche siano ritenute responsabili degli eventuali casi di moderna schiavitù individuati nelle proprie catene di fornitura. I leader delle maggiori economie del mondo devono coinvolgere il settore privato nella soluzione di questo problema, richiedendo una particolare attenzione sulla trasparenza della catena di fornitura" ha dichiarato Andrew Forrest, Presidente e Fondatore della Walk Free Foundation.

@IreneGiuntella

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