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Trapped in Greece, Amnesty International: cinquantamila migranti abbandonati

“Trapped in Greece”. Bloccati in Grecia. Titola così Amnesty International il suo amaro rapporto sui 50mila migranti bloccati in Grecia. Il paese che già soffre per una crisi economica devastante e per le misure di austerità si trova ad affrontare una delle più grandi sfide umanitarie degli ultimi tempi, tra gli egoismi di stati con un livello di benessere certamente maggiore. I piani Ue sull’immigrazione finora sono falliti.

A young girl climbs a tree in a migrant camp next to the Greek-Macedonian border fence near the Greek village of Idomenii March 1, 2016. REUTERS/Marko Djurica

É fallito il ricollocamento degli oltre 66mila richiedenti asilo dalla Grecia in altri paesi Ue: da settembre 2015 a metà aprile sono 616 i migranti che sono stati trasferiti .  Così come sta fallendo l’accordo Ue-Turchia e la chiusura della rotta balcanica che ha appunto avuto come effetto il blocco nella terra ellenica, nell’incertezza più totale e in condizioni di vita pessime. "La chiusura della rotta balcanica occidentale ha abbandonato oltre 46mila migranti in condizioni terribili e in uno stato di  costante paura  e incertezza" ha dichiarato John Dalhuisen direttore di Amnesty International per l’Europa e il Centro Asia.  La vergogna dell’umanità, dell’Europa divisa tra muri ed egoismi degli stati membri, un gioco al massacro sulla pelle dei più deboli. Si c’è da piangere, come dice Papa Francesco. Le parole più forti e persino più politiche arrivano proprio dal Papa e dalla sua visita a Lesbo.

Una divertente battuta gira su facebook: torna in tv “giochi senza frontiere”, partecipano solo Grecia e Italia.  È molto efficace e rende l’idea dell’Europa che stiamo vivendo oggi. Ma dobbiamo essere consapevoli che nessun muro riuscirà mai a fermare la “marcia della speranza”.

I muri d’Europa e la marcia della speranza che non si ferma

Da quando l’Ungheria ha iniziato a costruire la propria barriera contro i migranti, continuano ad aumentare i muri di giorno in giorno. Così come quello macedone al confine con la Grecia, un ostacolo che obbliga a intraprendere percorsi ancora più lunghi e costringendoli a stare in terre di nessuno al confine in condizioni di degrado estremo, al limite dell’umanità. La chiusura del confine greco macedone ha già causato delle vittime: i corpi di una donna incinta, la sorella e un uomo  provenienti dall’Afghanistan, sono stati ritrovati nel fiume dopo che avevano tentato di attraversare le fredde acque del Suva Reka, testimonia Amnesty International. Questo accadeva il 14 marzo, lo stesso giorno in cui circa duemila migranti hanno lasciato il campo di Idomeni senza più speranza per la riapertura del confine macedone e hanno camminato per sei kilometri in cerca di un buco nella barriera che permettesse di passare. Una “Marcia  della speranza”: In molti hanno attraversato quello stesso fiume, Suva Reka, affrontando le acque gelide e mettendo a rischio la propria vita con in braccio e sulle spalle bambini, hanno documentato diversi media, tutti in cerca si , di una piccola speranza.

Quel giorno, secondo le testimonianze di alcuni rifugiati raccolte da Medici Senza Frontiere, circa 1500 persone furono rispedite indietro, in Grecia. Molti sono stati riportati fino al confine caricati su camion militari e riportati in Grecia, altri arrivati durante la notte sono stati accompagnati e forzati a camminare indietro. Alcuni migranti hanno denunciato l’uso della violenza da parte della polizia macedone, che ha negato.  I migranti forzati a tornare raccontano di non aver avuto alcuna possibilità di poter richiedere il diritto d’asilo e le proprie storie e circostanze individuali non sono state prese in considerazione dalle autorità macedoni. Circa 600 migranti sono stati forzati a tornare con le proprie forze, anche se non in grado a riattraversare il fiume. Ogni paese ha la prerogativa, ricorda Amnesty International, di controllare i propri confini ,  ma è illegale secondo il diritto internazionale respingere e rifiutare richiedenti asilo senza aver dato la possibilità di presentare domanda.

Accoglienza ai limiti in Grecia

Secondo dati recenti, ci sarebbero oltre 46mila migranti bloccati sul territorio greco, ma i centri di accoglienza , trentuno quelli ufficiali, arriverebbero ad una capacità massima di 33.640 posti. I servizi di assistenza umanitaria di base sono insufficienti, riferisce Amnesty International, numerose Ong, cittadini ordinari e volontari cercano di riempire i gap nel supporto umanitario che è disperatamente necessario. Già nel dicembre 2014 l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) aveva definito le condizioni dei centri di accoglienza in Grecia insufficienti e assolutamente al di sotto degli standard Ue e della legge nazionale.  I centri di accoglienza organizzati dalla Grecia con consistente supporto Ue sono troppo affollati, senza alcuna privacy, senza riscaldamento e con servizi igienici insufficienti. 

@IreneGiuntella

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