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TTIP a piccoli passi

TTIP ci risiamo. Questa volta il Parlamento dovrebbe riuscire a pronunciarsi sul negoziato. Dopo diversi tira e molla e una sessione plenaria a giugno in cui l’accordo sembrava lontano e dopo un lungo dibattito a Strasburgo, si dovrebbe in queste calde ore,  non solo dal punto di vista climatico, ma anche in generale per il futuro dell’eurozona, arrivare ad un parere dell’Eurocamera  sui negoziati del Trattato  Transatlantico sul Commercio e gli Investimenti tra Ue ed Usa (TTIP).

REUTERS/Vincent Kessler

“E’ morto l’ISDS”, ossia il sistema di risoluzione delle controversie tra Stato e Investitore, aveva proclamato con soddisfazione il presidente del Gruppo dei Socialisti e Democratici Gianni Pittella pochi giorni fa. Sarebbe questo infatti da considerare un passo in avanti nelle trattative che hanno spinto ad un possibile accordo. Il Parlamento chiedeva alla Commissione Ue di abbandonare questo meccanismo e di proporre un sistema permanente per la risoluzione delle controversie tra Stato e Investitore. Una soluzione che dovrebbe garantire la trasparenza dei casi discussi, audizioni pubbliche e giudici indipendenti nominati pubblicamente. Tra le richieste anche un meccanismo d’appello dove si garantisca la coerenza delle decisioni giudiziarie e si rispetti la giurisdizione dei tribunali Ue e degli stati membri e la proposta dell’istituzione di una Corte Internazionale per gli Investimenti . Il testo della relazione Lange sulle raccomandazioni degli europarlamentari per le negoziazioni del TTIP è frutto del lavoro di quattordici commissioni parlamentari insieme.

TTIP a piccoli passi

In aprile si è svolto il nono round di negoziati sul TTIP tra USA ed UE a New York. Tra i principali temi trattati i capitoli sui consumatori e le facilitazioni per il commercio, sulle piccole e medie imprese, sulla cooperazione per la regolamentazione del settore specifico e delle tariffe . Diverse materie rimangono controverse da entrambi le parti : le indicazioni geografiche, l’ISDS (il Parlamento Ue lo sta abbandonando), il capitolo separato sull’energia e il meccanismo di cooperazione regolamentare orizzontale. Prossima tappa di incontro di negoziazione sarà proprio in questo mese a Bruxelles. Nello scorso anno il supporto all’accordo commerciale tra Europa e USA è molto variato. Soprattutto in Germania e in Austria sono cresciuti i movimenti anti TTIP che in particolare contestano l’ISDS, gli accordi sulla protezione dati e la regolamentazione per quanto riguarda le norme di sicurezza alimentare.

Gli USA principali partner commerciali UE

Al momento però sono proprio gli Stati Uniti i maggiori partner del commercio UE : condividono il 15.2% del commercio totale UE. Nel 2014 gli USA sono stati al top del mercato di esportazioni europee del valore di 310 766 milioni di euro e si sono piazzati al secondo posto anche nel mercato di importazioni europee per un valore di 204 802 milioni di euro. I vantaggi per entrambi i continenti non sarebbero pochi, seppure molte preoccupazioni sorgano sulle regole di sicurezza alimentare, più rigide le nostre e molto meno le loro, tra carni clonate e agli ormoni o polli lavati nella varechina. È però interessante un dato che emerge nel rapporto del Parlamento Europeo: l’88% delle imprese che esportano verso gli USA è rappresentato proprio dalle piccole e medie imprese e 10 milioni di posti di lavoro in Europa dipendono da queste esportazioni. Per gli USA il TTIP rappresenterebbe il più grande mercato di investimenti e servizi. Buone notizie arriverebbero dalla conclusione di un accordo onnicomprensivo, secondo uno studio del Centro di Ricerca di Economia Politica (CEPR) del 2013, ci sarebbero per il PIL Ue: una crescita tra i 60 e i 120 miliardi. Mentre per gli americani il Pil avrebbe un aumento tra i 49.5 miliardi e i 94.9 miliardi di euro. Si registrerebbe un aumento anche delle esportazioni Ue di circa il 28% che equivarrebbe ad altri 187 miliardi. In generale si può dire, secondo i dati, che le esportazioni crescerebbero del 6% per l’Europa e l’8% per gli USA.

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