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Lontano dagli occhi. I porti chiusi della Ue

“Lontano dagli occhi , lontano dal cuore” tuona nell’aula del Parlamento Ue come un macigno. Tenere lontani i flussi di migranti sembra la preoccupazione Ue. Lì nella casa dei valori democratici, dei diritti umani e dei principi fondamentali l’amara considerazione di Marco Bertotto di Medici Senza Frontiere non può che rimanere impressa e innegabile.

Migranti in fila al porto di Augusta. REUTERS/Antonio Parrinello
Migranti in fila al porto di Augusta. REUTERS/Antonio Parrinello

L’Ue sembrerebbe pensare troppo, accusa il rappresentante della Ong , a come contenere i flussi migratori attraverso il piano di esternalizzazione delle responsabilità alla Libia per bloccare le partenze e gli sbarchi e facilitare i rimpatri nei centri libici dove però non mancano testimonianze di brutalità commesse contro i migranti , piuttosto che concentrarsi su come salvare vite in mare.

Nei primi sei mesi del 2017 sono arrivate in Italia 85mila persone e nel tentativo di raggiungere le coste europee ne sono morte 2.253, la maggior parte di esse 2171 è deceduta durante il viaggio verso l’Italia, secondo i dati di UNHCR. Stando alle due decisioni sui ricollocamenti del 2015, i 34.953 richiedenti asilo avrebbero dovuto essere trasferiti dall’Italia verso altri Paesi Ue ma finora sono solo 7.615 i ricollocati.

"Ieri c'è stato un incontro a Varsavia per vedere come il piano operativo può essere potenziato, per vedere come possa essere migliorata la solidarietà per sostenere l'Italia, perché possa affrontare questa straordinaria pressione" ha affermato Fabrice Leggeri direttore di Frontex , l’agenzia europea della guardia costiera e di frontiera. Al vertice di Varsavia l’Italia ha avanzato la proposta di aprire altri porti alle navi delle operazioni di Triton che abbiano a bordo migranti salvati nel Mediterraneo Centrale "Non si sono però dimostrati disponibili altri stati Ue" ha dichiarato il direttore di Frontex.  Secondo Leggeri la richiesta di un codice di condotta per le Ong impegnate nelle operazioni di ricerca e salvataggio in mare è pertinente , ma non spetta a Frontex stabilirlo seppure sia a disposizione per consigli. Per settembre Frontex promette un piano per modificare Triton, riconoscendo la straordinaria pressione a cui è sottoposta l’Italia.  "La collaborazione da parte degli altri paesi si basa sul primo soccorso ma non  si occupa della seconda fase di sbarco" così commenta Sandro Gallinelli Capitano della Guardia Costiera "il maggior numero di sbarchi proviene dalla Libia, da trafficanti e milizie che ne giovano. Molti migranti sarebbero rimasti in Libia ma sono stati costretti a partire spinti anche dalle condizioni di stento della Libia e molti sono stati ridotti in schiavitù in territorio libico. Non esiste reale alternativa al soccorso in mare nell’immediato ma ci vuole più collaborazione e accoglienza condivisa. Lavorare per la stabilizzazione della Libia, creare vie legali per i migranti, ricorrere ai rimpatri per chi non ha diritto di rimanere. Il vero problema per l’Europa tutta non è oggi, ma sarà domani".  Secondo i dati forniti dalla Guardia Costiera il traffico di migranti nel 2015 ha generato un business che si aggirava tra i 4 e i 5 miliardi di euro almeno e nel 2017 sarebbe calato intorno ai 2 miliardi di euro, che però rimane comunque una cifra considerevole.

Secondo Frontex i trafficanti libici trainano spesso imbarcazioni senza cibo e strutture adeguate fino ai confini libici per poi rimuovere il motore e lasciare i migranti in balia della fortuna. Al momento su ogni gommone si contano circa 170 migranti, secondo i dati dell’Agenzia Ue, mentre un anno fa erano una novantina.

"Negli ultimi mesi siamo stati accusati di complicità con i trafficanti, di aver causato più morti, nel settembre 2014 Leggeri si era scagliato contro l’operazione italian Mare Nostrum che poi fu abolita e si verificarono da lì a poco diversi drammi , lo stesso Juncker ammise l’errore di aver posto fine a Mare Nostrum. Ora si accusano le Ong, eppure una sola nave di Medici Senza Frontiere è più efficace di tutto il sistema di Frontex e salva più vite. Prevale tra i paesi una visione cinica: ridurre le partenze, piuttosto che salvare vite in mare. Noi resisteremo alle pressioni" ha affermato il rappresentante di Medici Senza Frontiere che difende le Ong dalle accuse e “ricostruzioni strumentali”, che avrebbero orientato il dibattito pubblico, sul come arginare le Ong  allontanandolo da altri temi come la chiusura delle frontiere, i soccorsi in mare e soprattutto la priorità di salvare vite umane  "Le conseguenze della esternalizzazione delle responsabilità alla Libia come il contenimento dei flussi e i rimpatri nei centri libici si potrebbe riassumere così lontano dagli occhi, lontano dal cuore" ha concluso Bertotto di MSF.

In un comunicato congiunto Amnesty International e Human Rights Watch contestano la bozza del codice di condotta redatto in una bozza durante un incontro informale del Consiglio sulla Giustizia Ue e gli Affari interni dello scorso sei luglio che vieterebbe l’ingresso delle Ong nelle acque libiche per prestare soccorsi, fare segnali di luce per segnalare la propria posizione alle navi che rischiano di affondare, obbligherebbe a far tornare le imbarcazioni con rifugiati e  migranti a far ritorno al porto di partenza senza poter invece trasferire le persone salvate su altre navi se necessario. Tutto ciò secondo le Ong costringerebbe le organizzazioni ad abbandonare l’area per un lungo periodo seppure il loro supporto risulti necessario e condannando così ancora più migranti ad affogare in mare durante le traversate della speranza.

Intanto i Socialisti e Democratici al Parlamento Ue  tramite una lettera del capogruppo Gianni Pittella chiedono un summit straordinario Ue sulla questione migrazione al presidente Donald Tusk "Socialisti e democratici la invitano a convocare un vertice straordinario prima della pausa estiva per dare un'immediata e concreta risposta alla crisi migratoria, che colpisce drammaticamente non solo l'Italia ma l'intera stabilità sociale e politica dell'Europa. Sarebbe un errore oltraggioso e un messaggio terribile ai cittadini europei aspettare al prossimo 18 ottobre".

@IreneGiuntella 

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