Ue, tra muri e condizioni disumane dei migranti in Grecia

Nuovi muri che tornano a dividere l’Europa in questi giorni. L’Ungheria costruisce un muro per non far arrivare i profughi, la Bulgaria invia blindati al confine con la Macedonia e gli altri paesi Ue costruiscono barriere di militari e polizia pronte a respingere. Si litiga sull’accoglienza che fa paura ai leader Ue e ai loro consensi.

LESBOS, GreeceA young Afghan migrant (R) supports an elderly Afghan woman as they walk by the sea, moments after arriving on a dinghy on the island of Lesbos, Greece August 22, 2015. Greece ferried hundreds of refugees to its mainland on Friday to relieve the pressure on outlying islands that have been overwhelmed by thousands of people arriving by boat to flee Syria's civil war. REUTERS/Alkis Konstantinidis
LESBOS, GreeceA young Afghan migrant (R) supports an elderly Afghan woman as they walk by the sea, moments after arriving on a dinghy on the island of Lesbos, Greece August 22, 2015. Greece ferried hundreds of refugees to its mainland on Friday to relieve the pressure on outlying islands that have been overwhelmed by thousands of people arriving by boat to flee Syria's civil war. REUTERS/Alkis Konstantinidis

La Grecia intanto già devastata dalla crisi economica e dalle incertezze politiche, nel solo mese di agosto ha raggiunto numeri record di arrivi. A Lesbo si registrano 33mila migranti da inizio mese fino ad oggi. Il 90% dei quali, secondo dati dell’ UNHCR , sono rifugiati che scappano dai conflitti in Siria, Afghanistan e Iraq. Amnesty International aveva espresso le proprie preoccupazioni sulla difficile situazione in Grecia già a fine giugno come riportava East.

Caos e condizioni disumane per i migranti in Grecia

In Grecia le autorità , a causa delle scarse risorse, non riescono a fronteggiare il drammatico aumento dei migranti in arrivo, e si affidano ai volontari, agli attivisti delle Ong e all’UNHCR.

"Questa non è solo una tragedia greca- afferma Gauri Van Gulik direttore per l’Europa e il Centro Asia ad Amnesty International- ma una crisi europea di ampia portata. Tutto ciò sta accadendo sotto gli occhi dei leader europei dalla vista corta che danno priorità alla sicurezza dei confini rispetto ad aiutare i sopravvissuti dalle guerre. Il mondo sta assistendo alla peggiore crisi dei rifugiati dai tempi della seconda guerra mondiale . Quello di cui l’Europa ha bisogno non sono muri ma punti d’ingresso sicuri per i rifugiati e servizi per accoglierli con dignità". Oltre centinaia di migranti arrivano ogni giorno nell’isola di Lesbo, solo nella notte tra il 10 e l’11 agosto se ne contano 1.450. Oltre 93mila sono i migranti che Lesbo ha accolto già solo nel 2015, sette volte in più rispetto agli arrivi di tutto il 2014 , che furono 12.187 in totale. In generale, 160mila migranti sono entrati in Grecia quest’anno, mentre nel 2014 se ne registravano 45.412.  A Lesbo , nel centro di detenzione per l’immigrazione Moria, le condizioni in cui si accolgono i migranti non sono proprio delle migliori : sovraffollamento, mancanza di lenzuola e coperte, bagni straripanti, materassi sudici e vecchi, oltre a letti rotti. Molte persone aspettano fuori nelle tende o sotto il sole a 35 gradi senza alcun riparo, che si liberino dei posti nel centro. Mentre i rifugiati siriani sono mandati al campo Kara Tepe , secondo quanto riporta Amnesty International, dove attendono per uno o due giorni i documenti che li autorizzano a proseguire verso Atene . Questo campo è lasciato senza organizzazione e si trova in un parcheggio che potrebbe ospitare al massimo 500 persone ma conta oltre le 1.500 presenze per volta. Questo fa si che non vi siano abbastanza bagni, docce e tende. Il cibo viene distribuito dalla polizia e dalle Ong attraverso una piccola coordinazione da parte delle autorità greche. Spetta poi alla Ong Medici Senza Frontiere pensare ai rifiuti e alla pulizia delle docce e dei bagni, si legge nel report di Amnesty. Oltre 70 km di cammino sono costretti a fare i migranti che sbarcano sulla riva nord dell’isola per arrivare al centro di registrazione di Mitilene. Sono solo quattro i bus per il trasporto dei migranti, non sono sufficienti per le centinaia di persone in arrivo ogni giorno. Sotto gli occhi di Amnesty International oltre cento rifugiati siriani e afgani, tra cui bambini e anziani, hanno camminato fino al collasso con temperature di 35 gradi e nella totale assenza dell’aiuto delle autorità greche: sono i turisti, i cittadini locali o gli attivisti a donare loro acqua e cibo. Una volta arrivati a Mitilene i rifugiati devono fare file di almeno 200 persone sotto il sole per essere registrati dalla guardia costiera, riporta Amnesty. Mancano gli interpreti e i medici volontari per le semplici visite di controllo.

 @IreneGiuntella

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