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UK: si vota per il nuovo leader dei laburisti, chi è il favorito?

Nel weekend sono iniziate le votazioni per il nuovo leader del partito laburista anglosassone. Secondo i sondaggi di opinione Jeremy Corbyn è in testa della corsa iniziata in seguito alla sconfitta clamorosa del partito nelle elezioni generali dello scorso maggio. Secondo le stime di YouGov Corbyn avrebbe il 57% dei voti.  

Edinburgh, United KingdomLabour Party leadership candidate Jeremy Corbyn speaks at a rally in the Edinburgh International Conference Centre in Edinburgh, Scotland, Britain August 14, 2015. Britain's opposition Labour Party on Friday began voting for a new leader in a contest that polls indicate will be won by Corbyn, a veteran fan of Karl Marx who has upstaged rivals by promising a shift back to the party's socialist roots. REUTERS/Russell Cheyne
Edinburgh, United KingdomLabour Party leadership candidate Jeremy Corbyn speaks at a rally in the Edinburgh International Conference Centre in Edinburgh, Scotland, Britain August 14, 2015. Britain's opposition Labour Party on Friday began voting for a new leader in a contest that polls indicate will be won by Corbyn, a veteran fan of Karl Marx who has upstaged rivals by promising a shift back to the party's socialist roots. REUTERS/Russell Cheyne

Il successo di questo politico, parlamentare rappresentante una circoscrizione del nord di Londra e fino ad ora mai visto nelle prime file del partito, ha dato speranza a molti, preoccupato alcuni e sorpreso quasi tutti. Corbyn fa parte della minoranza più di sinistra del partito e si rivolge ai giovani e a chi non ne può più dell’austerità e della politica piena di compromessi di Westminster.

Ai giovani Corbyn ha promesso di ripristinare gli assegni di sussistenza scolastica per gli studenti fra i sedici e i diciannove anni, di introdurre dei sussidi per gli alloggi per i giovani fino ai ventun anni, di ridurre le tasse universitarie, di reintrodurre le borse di studio per gli universitari, di istituire dei programmi di apprendistato remunerati appropriatamente e di abbassare l’età legale per il voto ai sedici anni.

Il suo programma include delle misure per sostenere le piccole imprese, gli imprenditori indipendenti e quelle aziende intenzionate a lavorare insieme per promuovere innovazione per il bene pubblico. Queste misure includono tagli alle imposte, l’introduzione di leggi sull’equo canone per rendere gli affitti accessibili per le piccole attività commerciali e l’aumento degli investimenti per l’addestramento professionale. Si tratta di un tentativo di offrire un’alternativa alle misure introdotte dai conservatori e che favoriscono le grandi multinazionali.

Per quanto riguarda la politica estera, Corbyn ha dichiarato di volere che il Regno Unito lasci la NATO, continui la conversazione sul suo posto all’interno dell’Unione Europea, intraprenda il processo di disarmo anche unilateralmente e resti fuori dalla Siria.

C’è chi all’interno del partito considera alcune delle proposte fatte da Corbyn, come quelle circa la ri-nazionalizzazione delle ferrovie e dei mercati energetici, impossibili da un punto di vista economico. Altri, ad esempio Alistai Campbell, temono che non sarà in grado di mantenere unità all’interno del partito e di riconquistare i voti persi. L’ex direttore delle comunicazioni e della strategia del governo di Tony Blair ha lanciato un appello al partito chiedendo di eleggere “chiunque tranne Corbyn”. Infatti, nonostante quello che dicano i sondaggi, Corbyn non ha il favore della maggioranza del partito perché è troppo poco moderato. Negli ultimi anni il partito laburista ha scelto un percorso sempre più moderato, con l’obiettivo di rubare voti all’opposizione. Tuttavia, chi teme l’”estremismo” di Corbyn rischia di cadere nella stessa trappola che ha alienato tanti elettori lo scorso maggio, quando, durante le elezioni, l’elettorato faticava a distinguere i tre candidati principali fra loro e molti hanno accusato il partito laburista d’aver perso la sua anima. Ora, molti nel partito hanno nominato Corbyn pur non condividendo le sue idee nella speranza che queste stimolassero il dibattito, pungolassero il partito e lo facessero uscire da questa fase di ristagno politico. A prescindere da chi sarà il nuovo leader dei laburisti, il partito ha l’opportunità di riacquistare credibilità e di tornare a essere il partito di opposizione ai conservatori che era. 

@aplazzarin

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