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Unione Europea: obbligo di registro per le lobby?

Riunioni, caffè e incontri tra i corridoi dei grandi palazzi di Bruxelles tra lobbisti e rappresentanti Ue per influenzare la legislazione europea . Ma chi sono e cosa rappresentano i rappresentanti di interessi che incontrano funzionari Ue e eurodeputati? Non tutte le lobby sono registrate all’interno del registro per la trasparenza e quindi non sempre è facile dare risposta a questa domanda.

REUTERS/Brian Lawless/pool

Pertanto la Commissione Ue ha lanciato una consultazione pubblica per costituire un registro per la trasparenza per tutti i rappresentanti di interessi che cercano di influenzare il lavoro delle istituzioni. La palla va ora ai cittadini e alle organizzazioni. La Commissione Ue ricorda di aver fatto alcuni passi avanti nel cammino verso la trasparenza: i commissari, con la Commissione a guida Juncker, non possono più riunirsi con organizzazioni che non siano iscritte nel registro per la trasparenza. L’obiettivo ora è andare verso un registro obbligatorio per la Commissione Ue ma anche per il Consiglio dell’Unione Europea e il Parlamento  Ue. Alla data del primo marzo nel registro per la trasparenza figurano 9.286 iscritti contro i 7.020 del 2014.

Registro Ue per la trasparenza delle lobby

La consultazione pubblica durerà dodici settimane fino al 24 maggio, il quesito principale : è opportuno rendere obbligatorio per tutte le istituzioni Ue il registro per la trasparenza?

A questa e ad altre domande della consultazione su internet risponderanno semplici cittadini e soggetti interessati e sarà suddivisa in due parti a seconda dei destinatari: ci saranno domande generali sui principi e sull’ambito di applicazione del registro per i cittadini e la società civile, senza che vi sia necessità di conoscere l’attuale registro per la trasparenza, a cui risponderanno cittadini e NGO; mentre le domande sul funzionamento pratico del sistema attuale saranno destinate a coloro che lo utilizzano. La Commissione Ue vuole così cercare di rendere più trasparenti i propri rapporti . «L'attuale Commissione sta modificando il nostro modo di lavorare, che evolve verso un maggior coinvolgimento dei soggetti interessati e una maggiore trasparenza a proposito di chi incontriamo e perché. Dobbiamo andare ancora oltre e stabilire un registro obbligatorio, valido per tutte e tre le istituzioni, che garantisca la piena trasparenza sui lobbisti che cercano di influenzare l'elaborazione delle politiche dell'UE. - afferma il vicepresidente della Commissione Ue Frans Timmermans - Per riuscire a mettere in pratica correttamente questa proposta ci auguriamo di ricevere il maggior numero di contributi possibile da cittadini e soggetti interessati di tutta Europa sul funzionamento dell'attuale sistema e sulla sua evoluzione. Un'Unione europea più trasparente e responsabile è un'Unione in grado di fornire risultati migliori ai cittadini». La consultazione pubblica servirà come base per la proposta che la Commissione presenterà nei prossimi mesi.

Le Lobby e le Istituzioni Ue

Una media di cinquanta organizzazioni a settimana si iscrive al registro della trasparenza. La metà delle lobby registrate appartiene alla categoria di lobbisti interni , associazioni professionali, di affari e di commercio. Un quinto dei registranti ha un ufficio a Bruxelles, secondo i dati Ue. Si tratta per la quasi totalità (92%) di organizzazioni europee, tutti i paesi europei sono rappresentati, più di 6.100 persone hanno un badge per aver accesso agli edifici del Parlamento Europeo. Sono le industrie che influenzano maggiormente le decisioni delle istituzioni europee: tra dicembre 2014 e giugno 2015 hanno ottenuto 4.318 incontri con rappresentanti della Commissione Ue, il 75% degli incontri. Mentre il 18% degli incontri è avvenuto con i lobbisti delle Ong, il 4% con i think tank, solo il 2% con le autorità locali.  BusinessEurope , secondo i dati di luglio 2015, è in testa alla classifica per gli incontri , ben 44, con un budget per l’attività lobbistica di 4 milioni e al momento conta ventinove lobbisti, 23 dei quali accreditati al Parlamento dai dati di Transparency International, riportati recentemente anche da Eastonline.

Durante la presentazione di questa iniziativa, la Commissione Europea ricorda che seguendo le linee guida dell’iniziativa per la trasparenza, introdotta nel novembre 2014, devono esser pubblicate, entro due settimane dal loro svolgimento, tutte le riunioni tra rappresentanti  di interessi e commissari, membri di gabinetto e direttori generali. Su questo punto, però, c’è qualche polemica il mediatore Ue, Emily O’Reilly ha recentemente rimproverato all’esecutivo europeo di aver lasciato nell’ombra gli incontri con le lobby del tabacco. Nei mesi passati dopo l’indagine di una Ong Corporate Europe Observatory, secondo la quale non ci sarebbe traccia di verbali pubblici spontaneamente pubblicati a seguito di diversi incontri tra funzionari Ue e le lobby del tabacco. Unica eccezione: la DG Salute. A ciò hanno fatto seguito le raccomandazioni del mediatore europeo, che sono rimaste inascoltate e a cui la Commissione Ue ha risposto di aver rispettato tutti gli obblighi di trasparenza .

@IreneGiuntella

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