Voto storico in Irlanda legalizza le nozze gay

L’Irlanda sarà il primo paese a legalizzare i matrimoni fra persone dello stesso sesso tramite referendum nazionale. Con un’affluenza alle urne del 60% e con 62% dei voti a favore, contro 38% dei voti contro, la votazione tenutasi lo scorso venerdì marca un cambiamento storico in un paese a lungo profondamente influenzato dalla chiesa cattolica. Il risultato della votazione permette alle coppie omossessuali di ricevere le stesse forme di protezione delle coppie eterosessuali. Nei prossimi mesi verrà introdotto un emendamento costituzionale e le prime nozze gay si potranno celebrare dall’inizio dell’autunno.

Dublin, Ireland Men walk past a Yes vote campaign graffiti in central Dublin as Ireland holds a referendum on gay marriage, May 22, 2015. REUTERS/Darren Staples

Le unioni civili sono riconosciute legalmente in Irlanda dal 2010 ma il percorso per il riconoscimento dei diritti civili degli omosessuali non è stato privo di ostacoli. Infatti, solo fino a 22 anni fa l’omosessualità era un crimine. La chiesa cattolica ha in genere influenzato i dibattiti riguardanti moralità e società in Irlanda. Non è quindi sorprendente che il sostegno alla campagna contro la legalizzazione delle nozze gay sia alto nelle zone rurali, dove la partecipazione in chiesa tende ad essere più alta. Non è nemmeno sorprendente che siano i giovani a essere tendenzialmente più a favore delle nozze gay rispetto alle generazioni più vecchie.

Il cattolicesimo occupa ancora un posto importante nell’identità nazionale irlandese. La maggioranza del paese dice di credere in Dio e nei valori cattolici, ma negli ultimi decenni l’influenza della chiesa ha subito un calo, mentre l’idea di un’Irlanda liberale ha guadagnato maggiore popolarità. In seguito all’annuncio del risultato della votazione l’arcivescovo di Dublino Diarmuid Martin ha commentato che la chiesa cattolica ha bisogno di fare i conti con la realtà, specialmente per quanto riguarda i rapporti con i giovani. L’arcivescovo ha fatto notare la maggior parte dei giovani che hanno votato sì nel referendum ha frequentato scuole cattoliche e che la chiesa deve riconsiderare il modo in cui sta cercando di diffondere il proprio messaggio.

Questa vittoria a favore del rispetto dell’uguaglianza dei diritti e la disponibilità della chiesa ad aprirsi al dialogo potrebbero spianare la strada ad altri dibattiti riguardanti questioni difficili, come ad esempio il riconoscimento del diritto all’aborto. L’aborto è ancora illegale in Irlanda, nonostante i sondaggi d’opinione mostrino che sempre più irlandesi vorrebbero che fosse accessibile in Irlanda.

L’Irlanda si unisce al club degli altri 19 paesi nel mondo dove il matrimonio fra persone dello stesso sesso è legale. Un altro effetto di questa vittoria potrebbe essere una maggiore pressione sull’Irlanda del Nord, l’unica parte del Regno Unito a non aver passato la legge a favore del riconoscimento delle nozze gay. Episodi di omofobia nell’Irlanda del Nord appaiono spesso nei giornali. Solo meno di una settimana fa un tribunale ha messo fine a quella che è diventata famosa come la questione della “Gay Cake”. Il caso ha avuto inizio nel 2014, quando una pasticceria di Belfast gestita da un gruppo cattolico si è rifiutata di accettare l’ordine di un cliente omosessuale per una torta con uno slogan a favore delle nozze gay. Lo scorso 19 maggio un giudice ha dichiarato la pasticceria colpevole di un atto di discriminazione e le ha imposto di pagare un risarcimento alla parte lesa.

Fuori dal Regno Unito i riflettori si spostano ora sugli unici due paesi europei che non garantiscono alcuna forma di riconoscimento alle unioni omosessuali: la Grecia e l’Italia.

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