La governatrice di Tokyo Koike tra le 100 persone più influenti del Time

Pioniera. Così la rivista Time definisce la governatrice di Tokyo Yuriko Koike, entrata, dopo neanche un anno al vertice amministrativo della capitale giapponese, nella lista delle cento personalità più influenti del mondo.

«La prima volta che ho incontrato Yuriko Koike lo scorso febbraio — scrive la sindaca di Parigi Anne Hidalgo nella sua «raccomandazione» per la lista delle 100 persone più influenti al mondo di Time di quest’anno— sono rimasta immediatamente colpita dal modo in cui la sua visione fosse incentrata sul futuro. Ha un’ambizione per la sua città e un’acuta consapevolezza delle sfide che la attendono: dal cambiamento climatico all’economia digitale, al rendere la città più sostenibile e inclusiva».

Una città aperta e sociale, che tuteli i diritti delle fasce più deboli della popolazione, come donne, anziani e bambini. Una città sicura e a prova di catastrofe naturale. Una città internazionale, pronta ad accogliere milioni di visitatori e turisti da qui al 2020, quando si terranno le prossime Olimpiadi estive. Su questi punti, oltre che sulla riduzione degli sprechi, aveva puntato Koike in campagna elettorale a luglio dello scorso anno, attirando l’attenzione dei media giapponesi e il favore di quasi tre milioni di tokyoiti. La sua popolarità ha avuto un impatto sull’affluenza alle urne, aumentata del 14 per cento rispetto alle ultime elezioni governatoriali del 2014, sfiorando la quota del 60 per cento.

La visione politica di Koike — «I tokyoiti prima», slogan con una certa risonanza con l’«America First» di Trump — ha avuto grande esito, tanto che la «sindaca» è riuscita a riunire intorno a sé centinaia di giovani aspiranti politici — 4mila persone si sono iscritti alla sua scuola politica, aperta a fine ottobre dell’anno scorso — e già si parla di lei come futura prima ministra del paese arcipelago.

A farne una candidata perfetta è il suo pragmatismo affiancato al suo conservatorismo. Pur avendo stravolto il panorama politico della capitale giapponese, Koike è da sempre nelle fila dei conservatori che oggi fanno riferimento al partito liberaldemocratico: il suo esordio politico fu proprio con l’ex premier Koizumi come ministro dell’Ambiente e fu responsabile della Difesa nel primo mandato dell’attuale premier Abe nel 2006. «Riformare costantemente per preservare» è il suo motto, come ha confessato recentemente al Financial Times. Nella lista del Time, Koike è tra personaggi del calibro del presidente cinese Xi Jinping, di quello americano Donald Trump, di Kim Jong Un, della ginnasta Simone Biles, della prima ministra inglese Theresa May e dell’ad di Amazon Jeff Bezos.

Amministrare una città di oltre 13 milioni di abitanti non è però un compito semplice. La sua azione politica si è concentrata finora sulla riduzione dei costi della macchina amministrativa, dell’organizzazione delle Olimpiadi — tagliando di un terzo, ad esempio i costi di costruzione di nuove strutture, approvati dalle precedenti amministrazioni — e sul posponimento dello spostamento del mercato del pesce di Tsukiji verso una nuova struttura costruita su terreni contaminati nell’area della baia di Tokyo. Sugli asili e le strutture per l’assistenza agli anziani, o la riduzione delle emissioni di CO2 e la transizione all’energia sostenibile promessi in campagna elettorale il cammino sembra ancora lungo.

Intanto, però, Koike dal suo piccolo appartamento al secondo piano di una casa condivisa con il cugino nel distretto periferico di Nerima, a Tokyo, si gode le parole della sua collega Hidalgo. «IN politica e nel business, il potere è spesso esercitato dagli uomini, mentre le donne devono combattere per essere ascoltate. Da prima governatrice di Tokyo (…) Koike è una pioniera e un esempio per le donne giapponesi e per le donne di tutto il mondo».

@Ondariva

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