eastwest challenge banner leaderboard

La legge antiterrorismo di Abe spaventa i giapponesi

I giapponesi sono ritornati in piazza a manifestare contro un nuovo provvedimento — la legge contro la cospirazione — che minaccia, da vicino, le libertà individuali in nome delle preparazioni alle Olimpiadi 2020 e del contrasto al terrorismo internazionale.

Era già successo nel 2015 con il nuovo pacchetto di leggi sulla sicurezza nazionale, e oggi, a distanza di quasi due anni, succede di nuovo. Il viale antistante la Dieta nazionale di Tokyo e altri luoghi chiave della capitale sono tornati a popolarsi di manifestanti.

Venerdì scorso almeno 3700 persone — dati degli organizzatori — erano al parco di Hibiya, poco distante dal palazzo imperiale, a dire no alla proposta di legge sul reato di cospirazione approdata questa settimana in parlamento per la discussione e la (assai probabile) approvazione. Un testo che suscita perplessità nella popolazione e parte della stampa liberale per la sua vaghezza e per il suo alto potenziale repressivo.

Nella proposta di legge è inclusa una lista di circa 280 crimini «associativi», inclusi «atti terroristici o simili». Sulla base di questi, due o più persone — di cui almeno una trovata in flagranza di preparativi «specifici» — potranno essere incriminate e arrestate.

Come nel 1925

Chi in queste ultime settimane è sceso in piazza teme l’approvazione di una versione aggiornata della legge di mantenimento dell’ordine pubblico del 1925 che aveva imposto alla popolazione l’allineamento al pensiero unico della difesa del kokutai — lo stato e il suo governo — unica garanzia di ordine pubblico e armonia sociale. Questa legge aveva portato alla messa al bando di tutti i movimenti di ispirazione socialista e comunista e creato un reparto speciale di sicurezza, la Tokko, una vera e propria «polizia del pensiero» attivata per monitorare le attività intellettuali e politiche della cittadinanza.

«Vogliono soffocare le proteste contro il governo», ha dichiarato qualche manifestante. «Una semplice discussione rischia di diventare un crimine».

Il governo, nella persona dello stesso primo ministro Shinzo Abe, annuncia spiegazioni esaustive — ancora non pervenute — e difende la bontà del provvedimento. Non sarà applicato ai comuni cittadini, spiega il governo, ma solo a organizzazioni criminali e porterà Tokyo a recepire la convenzione Onu sulla lotta al crimine organizzato transnazionale firmata nel 2000.

Per tre volte bocciata in aula parlamentare

Nella retorica governativa, quindi, la legge servirà a prevenire attacchi terroristici prima e durante le Olimpiadi del 2020 in coordinamento con altri servizi di intelligence del mondo sulla base della convenzione Onu. A preoccupare Abe sono i precedenti: per tre volte un provvedimento simile a quello entrato da poco in parlamento è stato bocciato. L’ampia maggioranza di cui gode il partito del premier però, nonostante le gaffe del ministro della giustizia Katsutoshi Kaneda sul provvedimento in sede di commissione parlamentare, dovrebbe consentire un’approvazione agevole.

Ci sono pochi dubbi però sul fatto che una volta applicata, la misura amplierà le capacità di sorveglianza (già parecchio diffuse) della polizia e potrebbe normalizzare pratiche contestate come arresti senza fondamento o l'estorsione violenta di confessioni. Il sei aprile scorso durante una conferenza stampa, un esponente del partito democratico (opposizione) ha definito la proposta «estremamente pericolosa» che potrebbe creare una vera e propria «società di sorveglianza». Distinguere un normale cittadino da un potenziale terrorista non è infatti una questione di segni di riconoscimento fisici, ma di monitoraggio costante. 

@Ondariva

Scrivi il tuo commento
@

Oppure usa i tuo profili social per commentare

GRAZIE

La voce
dei Lettori

eastwest risponderà ogni settimana ai commenti sui social e alle domande inviate dai lettori. Potete far pervenire la vostra domanda usando il tasto qui sotto. Per essere pubblicati, i contributi devono essere firmati con nome, cognome e città Invia la tua domanda ad eastwest

GUALA