Legge anti-cospirazione e scandali, Abe rischia di cadere

Il tasso di approvazione nei confronti del governo Abe è sceso sotto il 50 per cento. Non era stato mai così basso negli ultimi due anni.

Per Shinzo Abe le cose non si mettono bene. Il tasso di approvazione nei confronti del governo di Tokyo è in calo, scrive il quotidiano economico Nikkei, a causa delle rivelazioni della stampa sulla concessione di un terreno designato a diventare zona economica speciale a un operatore scolastico, la Kake Educational Institution, di proprietà di un amico del primo ministro, per la costruzione di un istituto veterinario privato.

Per Abe è il secondo caso di favoritismi ad emergere in pochi mesi. A febbraio, il primo ministro e la first lady Akie erano stati associati all’apertura di una scuola gestita da un’azienda scolastica privata di posizioni ultranazionaliste, la Moritomo Gakuen, su un terreno precedentemente di proprietà pubblica acquistato dall’azienda stessa per appena un settimo del suo prezzo di mercato.

Sull’amministrazione pesa poi la recente approvazione, in pratica senza dibattito parlamentare, della legge contro la cospirazione, una legge contestata perché assai vaga nella descrizione dei reati da punire e per le potenziali ingerenze nella privacy dei cittadini. 

Non solo diminuisce il sostegno popolare governo, ma aumenta anche il tasso di sfiducia nei suoi confronti al 42 per cento. Numeri così negativi, spiega ancora il Nikkei, si erano registrati solo due anni fa al momento del pasaggio alle camere delle nuovi leggi di sicurezza che garantiranno la possibilità, tra le altre, di partecipare a missioni militari internazionali per l’esercizio del diritto dell’autodifesa collettiva.

In ogni caso, la notizia non è delle migliori per uno degli ormai più longevi primi ministri del suo paese, a parimerito con Jun’ichiro Koizumi, premier tra il 2002 e il 2006. Il governo giapponese non rischia nell’immediato. L’opposizione è ferma a un tasso di gradimento dell’8 per cento e difficilmente può scalzare i conservatori dai loro scranni parlamentari.

La soluzione al calo dell'apprezzamento del governo potrebbe essere nuovamente un rimpasto di governo, il quarto in quattro anni e mezzo.

Ora, c’è chi è pronto a scommettere che Abe potrebbe perfino abbandonare la sua carica al vertice del governo giapponese. Il successore più accreditato in tale scenario sarebbe, secondo l’attuale ministro degli Esteri Fumio Kishida, che finora ha escluso che si presenterà alle elezioni per il prossimo. C’è poi Shigeru Ishiba, ex segretario generale del Partito liberaldemocratico, capo di una frazione interna al partito avversa a Abe, definito «troppo moderato».

Ci sono poi i nomi di Tomomi Inada — attuale ministra della difesa — e di Shinjiro Koizumi — figlio di Junichiro, tutti nomi importanti ma che difficilmente potranno ricevere l’incarico. Chi invece sarebbe in linea per la successione ad Abe è Taro Aso, attualmente ministro delle Finanze e vice-premier, già premier tra il 2008 e il 2009. Secondo quanto scritto dal Sankei Shimbun, a distanza dal suo primo incarico come primo ministro, Aso potrebbe assumere l’incarico di capo del governo o semplicemente di king maker, ago della bilancia degli equilibri del partito e del paese. Anche qui il condizionale è d’obbligo.

@Ondariva

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