Populisti a Tokyo, chi è la governatrice che può battere Abe

Il premier giapponese ha convocato elezioni anticipate per il 22 ottobre, per sfruttare sondaggi favorevoli. Ma il nuovo Partito della Speranza guidato dalla popolare Yuriko Koike vuole rovinare i suoi piani. E il partito Democratico si esclude dalla corsa per aiutarla.

Il governatore di Tokyo, Yuriko Koike, capo del “Partito della speranza”, durante una conferenza stampa. Giappone, 28 settembre 2017. REUTERS / Kim Kyung-Hoon
Il governatore di Tokyo, Yuriko Koike, capo del “Partito della speranza”, durante una conferenza stampa. Giappone, 28 settembre 2017. REUTERS / Kim Kyung-Hoon

La governatrice di Tokyo non si ferma più. Dopo aver conquistato il governo metropolitano, ora Yuriko Koike punta a salire sul palcoscenico nazionale entrando in parlamento con una nuova formazione. E forse qualcosa in più. Il clamoroso scioglimento annunciato ieri dal Partito democratico (Minshintō, Dp) cambia il panorama politico nipponico. La leadership della principale forza dell'opposizione nipponica, da tempo in crisi profonda, ha chiesto a tutti i suoi parlamentari di unirsi al movimento di Koike. Una svolta che può trasformare le elezioni anticipate alla Camera bassa del 22 ottobre in una incerta corsa a due.  

“Non vedo l’ora”, ha detto Koike parlando davanti ai giornalisti della nuova sfida che l’aspetta. Leader di un nuovo partito — il Partito della Speranza, Kibō no tō — a poco meno di un mese di distanza dalle elezioni anticipate volute dal primo ministro Shinzo Abe per rafforzare il proprio mandato in un periodo di “crisi nazionale” — così l’ha definita lo stesso capo del governo — innescato dalle provocazioni missilistiche e atomiche nordcoreane, è lei l’unica possibile alternativa per il dopo Abe.

L’annuncio della formazione del nuovo partito, il cui nome ricalca quello della scuola di politica e amministrazione aperta dalla stessa Koike appena un anno fa, è arrivato a sorpresa, ma è lecito credere che la leader della formazione avesse subodorato l’avvicinarsi delle elezioni.

A metà settembre media nazionali e internazionali avevano svelato le intenzioni del premier Abe di convocare nuove elezioni per sfruttare il «rimbalzo» nei sondaggi dopo mesi di calo.

Secondo la stampa giapponese il partito sarebbe già in grado di presentare almeno 100 candidati per la camera bassa.

Il Partito della Speranza sarà un partito conservatore e riformista allo stesso tempo, ha spiegato la sua leader.

Visto il nome, quello del suo partito sarà manco a dirlo, un programma incentrato sulla «speranza»: zero energia nucleare, una nuova politica economica che sostituisca la abenomics — una koikenomics, magari — e una riforma «soft» della costituzione. La governatrice si è tuttavia ben guardata dallo scendere nel dettaglio. Sarà lei — che gode di una vasta popolarità anche fuori dalla capitale — il vero fulcro della nuova formazione, anche se al momento non è chiaro se in caso di vittoria la governatrice lascerà il suo posto per assumere la guida del paese.

Il target dei votanti sarà quello dei delusi, da una parte, dal Partito liberaldemocratico, al governo quasi ininterrottamente dal dopoguerra, dall’altro dal Partito democratico.

Sul primo pesano i recenti scandali che hanno coinvolto il premier Abe accusato di aver favorito aziende scolastiche private di chiare posizioni nazionaliste per l’acquisto di terreni dismessi dallo stato e, soprattutto per gli elettori più moderati, l’approvazione di una legge anti-cospirazione potenzialmente lesiva della privacy di milioni di cittadini e l’eccessiva enfasi sulla riforma dell’articolo 9 della costituzione postbellica che impone il mantenimento di forze militari al solo scopo difensivo.

Dall’altra il partito di Koike cerca di intercettare voti di «centro-sinistra» in fuga da anni dal Partito democratico, prima forza d’opposizione gravemente indebolita dopo una serie di sconfitte elettorali e problemi di leadership. Ieri, lo stesso partito riunito ha approvato nel corso di un’assemblea straordinaria la mozione del neoeletto presidente Seiji Maehara di appoggio al Partito della Speranza. Prima ancora della svolta di ieri molti esponenti del partito stavano convergendo nella formazione di Koike con l’intenzione di candidarsi con la governatrice.

Lo smembramento dell’unico partito in grado di insidiare, appena otto anni fa, l’egemonia liberaldemocratica, imprime un’accelerazione a questa dinamica. A oggi i Liberaldemocratici rimangono favoriti, e le elezioni  porteranno probabilmente a un Abe-4 «di scopo», con l’obiettivo di rilanciare gli stimoli fiscali all’economia e gettare le basi della riforma costituzionale da realizzare entro il 2020.

Ma in caso di exploit del neonato Partito della Speranza, a Yuriko Koike la strada che separa il tochō — il grattacielo dove ha sede il governo della città — di Shinjuku a Nagata-chō — la zona di Tokyo dove si trova l’ufficio del primo ministro giapponese — sembrerà sempre più corta. E nemmeno troppo in salita.

@Ondariva

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