Al Qaeda si sposta a sud

Se la vita in Afghanistan si fa dura e in Iraq impossibile, allora meglio trasferirsi in Yemen. Al Qaeda fugge dagli attacchi dei droni americani tra Kabul e Islamabad e dallo strapotere dello Stato Islamico nel cuore del Medio Oriente. L’organizzazione terroristica non cede di fronte al successo dell’Isis, ma cerca una nuova base nell’estremità meridionale della penisola arabica, là dove lo scontro tra i protetti dell’Iran e quelli dell’Arabia Saudita ha prodotto il giusto grado di caos per insediare un potere alternativo a quello statuale.

A notebook belonging to an al Qaeda fighter, which was found in a former militant training camp in southern Yemen in May 2014, is seen in this picture taken July 8, 2014. The left page shows diagrams depicting various types of ambushes. To match Insight YEMEN-CAMP/ REUTERS/Martin Dokoupil

Da dieci giorni, infatti, i sauditi hanno lanciato un attacco militare in Yemen per contrastare l’avanzata degli Houti, guerriglieri sciiti sostenuti dall’Iran. Ufficialmente, Riad vuole rimettere al suo posto il presidente legittimo Abdu Rabbu Mansour Hadi, ma la realtà è che non vuole che l’influenza di Teheran si estenda nella penisola arabica. E nello scontro tra le due potenze sono già morte 500 persone, mentre centinaia di migliaia di yemeniti stanno scappando dalle loro case.

È nel vuoto di potere creato da questo conflitto che si inserisce la branca locale di al Qaeda (Aqap), approfittando del panico scatenato da militari e guerriglieri. Aqap ha già da tempo uno dei suoi quartier generali in Yemen, ma è adesso che può estendere la sua influenza a larghe porzioni del Paese, tanto da lanciarsi all’assalto di città importanti come al Mukallah, conquistata una settimana fa senza grandi sforzi.

Sembra infatti che i sauditi abbiano concentrato tutte le loro energie per la difesa del porto di Aden, ormai circondata dagli Houti, lanciando armi e munizioni ai cittadini sotto assedio. Mentre al Mukallah sarebbe rimasta completamente sguarnita e alla mercè dei terroristi, che si sono impossessati di numerosi veicoli militari Humvee, donati dagli americani all’esercito yemenita.

Un’avanzata, quella di al Qaeda nella penisola arabica, che potrebbe continuare approfittando dello stallo diplomatico tra Iran e Arabia Saudita. Sebbene, infatti, Teheran si sia detta disponibile a stilare un piano di pace, tirando in ballo il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, i sauditi non sembrano disponibili al dialogo, visti gli attacchi aerei sferrati dopo la proposta. D’altronde la Turchia stessa, tradizionale alleata di Riad ma spesso incline a giocare un ruolo di mediazione, è troppo fragile al suo interno per prendere in mano la situazione.

I seguaci di al Qaeda già sognano un grandi califfato alternativo, che come quello dell’Isis attraversi le frontiere nazionali e attragga jihadisti di ogni razza. È a un passo dallo Yemen, infatti, il ricco Oman, dove la salute del sultano Qaboos bin Said sembra fragile e non è ancora chiaro chi potrebbe succedergli. Ma soprattutto è a poche miglia marine la Somalia, far west dell’Africa, dove i guerriglieri Shebaab professano fede qaedista del 2011. È dallo Yemen che i fondamentalisti somali hanno sempre ricevuto rifornimenti e combattenti ed è da lì che oggi potrebbe salpare in aiuto dei compagni somali anche qualcuno dei 300 prigionieri che Aqap ha appena liberato dalle carceri. Al Qaeda auspica la collaborazione tra popoli in nome del jihad e in questi giorni ha fatto pubblicamente le sue lodi sia ai fratelli yemeniti che agli Shebaab responsabili dell’attentato all’università di Garissa, in Kenia. È in arrivo una nuova primavera per l’organizzazione di Bin Laden e sorgerà sul Golfo di Aden.

  @ceciliatosi

Scrivi il tuo commento
@

Oppure usa i tuo profili social per commentare

GRAZIE

banner fest sidebarbanner fest unicredit

La voce
dei Lettori

eastwest risponderà ogni settimana ai commenti sui social e alle domande inviate dai lettori. Potete far pervenire la vostra domanda usando il tasto qui sotto. Per essere pubblicati, i contributi devono essere firmati con nome, cognome e città Invia la tua domanda ad eastwest

GUALA
GUALA