eastwest challenge banner leaderboard

La strategia di Al Shabaab nel Corno d’Africa: obiettivo Puntland

I fondamentalisti somali di al Shabaab sembrano pronti a chiudere il cerchio. Dopo gli attacchi in Kenia e la liberazione di alcuni dei loro militanti in Yemen, l’obiettivo diventa il Puntland, la regione della Somalia che si è dichiarata indipendente nel 1998. Uno Stato de facto che si trova proprio sulla punta del Corno d’Africa, ponte ideale tra jihadisti somali e yemeniti.

Garowe, SomaliaA U.N. van is seen damaged by an improvised explosive device (IED) outside the U.N. compound in Garowe, the administrative capital of Somalia's semi-autonomous Puntland April 20, 2015. Somali militant group al Shabaab bombed a minivan carrying staff to a United Nations office in the semi-autonomous Puntland region on Monday, killing nine people including four from the global body's children's fund UNICEF, officials said. REUTERS/Feisal Omar
Garowe, SomaliaA U.N. van is seen damaged by an improvised explosive device (IED) outside the U.N. compound in Garowe, the administrative capital of Somalia's semi-autonomous Puntland April 20, 2015. Somali militant group al Shabaab bombed a minivan carrying staff to a United Nations office in the semi-autonomous Puntland region on Monday, killing nine people including four from the global body's children's fund UNICEF, officials said. REUTERS/Feisal Omar
Finora il Puntland ha goduto di una sorta di immunità dal fondamentalismo, grazie alla sua posizione privilegiata e al suo pragmatismo, che l’hanno reso una tappa fondamentale per il commercio, una sorta di porto franco. Ma il 20 aprile Garowe, la sua capitale, è stata colpita da un’esplosione, rivendicata proprio da al Shabaab. Un autobus che trasportava personale dell’Unicef è stato distrutto da una bomba piazzata sotto un sedile, telecomandata. Dieci persone, di cui quattro appartenenti allo staff internazionale Onu, sono morte e il portavoce dei guerriglieri somali Abulaziz AbuMus'ab ha gioito: «Siamo stati noi a colpire i nemici dell’Onu. Ne abbiamo uccisi e feriti parecchi».
L’attacco appare in linea con la strategia che stanno adottando gli affiliati di al Qaeda nel Corno d’Africa: colpire le zone indebolite da problemi economici per conquistare porzioni di territorio. Da una parte il Kenia orientale, abbandonato dallo Stato centrale, dall’altra una regione dallo status ambiguo come il Puntland, che con la guerra in Yemen sta perdendo uno dei suoi punti di riferimento fondamentali.

Il (relativo) benessere della regione dipende infatti largamente dai flussi di import-export, messi in crisi dall’instabilità che sta stravolgendo la penisola arabica. Le esportazioni di pesce, ad esempio, perdono il loro mercato di riferimento, quello yemenita, oggi ostaggio degli scontri tra ribelli Houti e carri armati sauditi.  Tant’è che il presidente della camera di commercio locale, Abdirahman Jama Warsame, ha di recente compiuto un viaggio in Etiopia per cercare di convincere Addis Abeba a comprare il suo pesce. E poi ci sono le importazioni, merci di ogni genere provenienti dal Medio Oriente che transitano attraverso il porto di Bosaso per raggiungere il mercato africano. Solitamente il Puntland ricava la maggior parte del suo Pil “ufficiale” proprio dalle tasse doganali che applica ai mercantili – circa dieci milioni di dollari all’anno – ma con la crisi yemenita i carichi in arrivo sono diminuiti drasticamente.  E a queste perdite si aggiungono i costi di accogliere i profughi di guerra: sarebbero più di 700 quelli già arrivati a Garowe secondo le dichiarazioni del governo.
Al Shabaab vuole approfittare di questa crisi, che mette in dubbio l’esistenza stessa del Puntland. Ad aiutare i fondamentalisti nell’indebolimento di Garowe ci hanno pensato gli americani, che con la lotta alla pirateria hanno dato un colpo decisivo agli introiti dello staterello. Sembra infatti che il 50 per cento dei riscatti ottenuti dagli assalti in mare raggiungessero finanziatori e sponsor riconducibili al Puntland, dove hanno deciso di investire i loro guadagni. Secondo uno studio della ricercatrice Anja Shortland, infatti, lo sviluppo urbano di Garowe e altri centri dimostrano che dal 2000 al 2009 c’è stato un boom edilizio che può essere riconducibile solo al business della pirateria, stimato intorno ai 70 milioni di dollari annui.
Con i pirati azzoppati e lo Yemen in ginocchio, al Puntland restano poche opzioni. E al Qaeda è pronta ad approfittarne.
@ceciliatosi

 

Scrivi il tuo commento
@

La voce
dei Lettori

eastwest risponderà ogni settimana ai commenti sui social e alle domande inviate dai lettori. Potete far pervenire la vostra domanda usando il tasto qui sotto. Per essere pubblicati, i contributi devono essere firmati con nome, cognome e città Invia la tua domanda ad eastwest

GUALA