Brexit i rischi economici se vince il sì. Intervista a Angus Armstrong

Un’uscita che non conviene economicamente, un Paese che rischia comunque di essere spaccato in due. Se la Gran Bretagna dirà sì all’Europa il 23 giugno, lo dovrà fare con convinzione, altrimenti tutti gli sforzi per rimanere nel club di Bruxelles potrebbero risultare vani.

REUTERS/Kacper Pempel


Angus Armstrong, Direttore di Macroeconomia al National Institute of Economic and Social Research inglese, ha spiegato a Eastonline come, dati alla mano, dal punto di vista economico, una eventuale uscita del Regno Unito possa essere molto meno positiva rispetto a come la ritraggono i favorevoli alla ‘Brexit’.

Dottor Armstrong, qual è la vostra previsione economica in caso di Brexit?

La nostra previsione economica è un Pil fra il 2 e il 3% più basso entro il 2020 e fra il 2 e l’8% più basso entro il 2030. Un punto percentuale di flessione del PIL significa una perdita di 19 miliardi di pound (circa 24,5 miliardi di euro al cambio attuale, ndr), equivalente a 720 pound (circa 933 euro al cambio attuale, ndr) per ogni famiglia.

Alcuni economisti però supportano la ‘Brexit’ con forza. Si tratta di un errore, secondo lei? E perché lo fanno?

L’assunto di base è cosa potrebbe accadere al commercio inglese con l’Unione Europea in caso di ‘Brexit’. Noi presumiamo che ci sarà una perdita di fetta di mercato. Quanto grande dipenderà dalle nuove regole che si verranno a stabilire fra la Gran Bretagna e l’Unione Europea, il che richiederà perlomeno due anni di negoziazioni. Il gruppo di economisti che non è d’accordo, chiamato Economists for Brexit, sostiene che qualsiasi perdita nel mercato europeo potrebbe semplicemente essere sostituita esportando altrove, ammortizzando così i costi . Io penso che questa sia una tesi irrealistica.

I sondaggi al momento danno il ‘Remain’ in testa, ma che cosa succederà se la ‘Brexit’ dovesse passare?

Se la ‘Brexit’ verrà approvata, mi aspetto un periodo di tensione politica e un nuovo Primo Ministro.

Perché secondo lei gli inglesi sono così stanchi di stare in Europa?

Ci sono due problemi principali, che secondo la campagna per il ‘Leave’ sono il cuore della questione: l’immigrazione e la perdita di sovranità.

Come dovrebbe cambiare l’Europa per diventare più appetibile?

L’Europa deve trovare il modo di non avere un Paese, come la Germania, che realizza un surplus enorme a spese di Paesi più piccoli e deboli. E’ questo il problema dell’Eurozona. E’ il problema più importante. La seconda questione è la liberalizzazione del commercio dei servizi.

Ammettiamo che il ‘Remain’ vinca. L’immagine è comunque quella di un Paese spaccato in due...

Certamente sarà importante con quanto il ‘Remain’ vincerà. Se passerà con meno del 53%, allora penso che molti problemi rimarranno irrisolti.

@martaottaviani

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