L'Europa non è più la stessa, perchè rimanere? Intervista a David Abulafia

Un Paese che ha dato troppo e nella sua ottica ricevuto troppo poco. Un’Unione che non funziona e che dovrebbe ripensarsi dalle fondamenta. E il rischio di un’immigrazione senza possibilità di filtro che preoccupa. David Abulafia, storico del Mediterraneo e una delle principali anime nel mondo intellettuale a favore della ‘Brexit’ ha spiegato a Eastonline perché per la Gran Bretagna rimanere in Ue abbia poco senso.

REUTERS/Phil Noble/Illustration/File Photo

Professor Abulafia, il 23 giugno il popolo inglese deciderà se rimanere in Unione Europea o no. I sondaggi sono ancora molto incerti. Che cosa voterà e qual è la sua previsione?

Sono intenzionato a votare per lasciare l’Unione Europea. Questo non è l’organismo a cui la Gran Bretagna ha aderito oltre 40 anni fa. Gli inglesi non hanno mai creduto in una ‘Unione ancora più stretta’. Si tratta di un progetto imposto da eurocrati che sono molto felici di scavalcare il Parlamento e i popoli per realizzare il loro arrogante scopo. E’ possibile che il risultato sia in linea con il mio voto, ma non scommetterei su nessuna delle due fazioni. La differenza è minima.
Che conseguenze avrebbe una possibile Brexit sulla Gran Bretagna? E sull’Unione Europea?

Nel brevissimo termine i mercati saranno ballerini, il pound perderà terreno così come il mercato azionario e ci sarà incertezza. Una politica dinamica per trovare partner commerciali (inclusa l’Unione Europea), ridimensionerà in breve tempo questa incertezza. I dazi delle merci mandate e ricevute dall’Unione Europea, saranno compensati dal fatto che non partecipiamo più al bilancio di Bruxelles. Comunque, questo sarà un grande shock per l’Unione Europea. Con altri Paesi come la Danimarca che premono per il referendum e le crisi finanziarie in Italia, Portogallo e Grecia, tutta l’Unione Europea rischia di disfarsi. Questo darà la possibilità per chi crede in una partnership commerciale ma non politica di formare una nuova Europa, un’alleanza di Stati più che un super-stato.
A suo parere, quando l’Unione Europea ha iniziato a diventare meno attraente e interessante per gli inglesi?

C’è una crescente consapevolezza che molte leggi ormai nascono in Europa più che nei nostri parlamenti. C’è una grossa paura per quanto riguarda la libera circolazione delle persone. La Gran Bretagna si sta dirigendo verso un eccesso di popolazione, ed è importante sottolineare che il dibattito non è incentrato su questioni di razza, ma sulla convinzione che dovremmo essere in grado di scegliere chi viene qui e chi rimane. L’idea di un’identità europea poi non ha molto significato qui. Ha mai notato quante volte si vede una bandiera europea esposta in Gran Bretagna? Solo fuori dalle ambasciate dei Paesi Ue.

Che cosa avrebbe dovuto fare l’Unione Europea per convincere la Gran Bretagna e magari evitare il referendum?

Riforme radicali e un ritorno all’idea di un mercato comune. Una maggiore responsabilità nazionale togliendo potere a una Commissione non eletta, che è anche l’unica fonte in grado di legiferare. E la fine del concetto, discutibile, che la libera circolazione dei beni (e dei servizi finanziari) significa libera circolazione dei lavoratori. Perché dovrebbe?

Ammettiamo che vinca il sì e la Gran Bretagna lasci l’Unione Europea. Il Paese rimane comunque spaccato in due. Ci saranno tensioni a livello politico?

Penso che qualsiasi cosa succeda il Primo Ministro, che io stimo molto quando si occupa di altro, dovrà lavorare duramente per recuperare la sua popolarità, che era molto alta. Dubito che George Osborne gli succederà, com’era previsto, anche se è pieno di capacità, ma ha scontentato troppi potenziali alleati. Il Partito Conservatore cercherà altri o con una posizione intermedia o un fautore della Brexit, come Boris Johnson, che però è più intelligente di quanto pensino in tanti. I Laburisti avranno altri problemi. Il tremendo Corbyn, leader dei laburisti, sarà attaccato se lasciano l’Europa, per non aver cercato di tenerci dentro. Ma sul lungo termine non ci saranno problemi perché credo che fra 10 anni l’Europa non sarà più come la conosciamo.

Il brutale assassinio di Jo Cox può influenzare il voto?

Spero che l’assassinio di Jo Cox farà riflettere la gente sul fatto che un dibattito sovraeccitato da entrambe le parti può alimentare passioni pericolose.

@martaottaviani

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