Perché la voglia di libertà della Turchia ha travolto Erdogan

Quella che esce dalle urne è una Turchia più democratica e blanciata, che potrebbe pagare questa sua voglia di libertà in termini di minore stablità e turbolenze sui mercati finanziari che alla fine potrebbero anche fare il gioco di Erdogan.

Istanbul, Turkey - Supporters celebrate early election results outside the pro-Kurdish Peoples' Democratic Party (HDP) headquarters in Istanbul, Turkey, June 7, 2015. Partial results from Turkey's parliamentary election on Sunday put the ruling AK Party on 43.6 percent of the vote, with just under two-thirds of ballots counted, a level which could leave it struggling to form a single-party government. The results, broadcast by CNN Turk, put the pro-Kurdish Peoples' Democratic Party (HDP) at 10.6 percent, just above the 10 percent threshold needed for it to enter parliament. REUTERS/Murad Sezer

Il popolo della Mezzaluna si è espresso in modo inequivocabile. L'Akp il Partito per la Giustizia e lo Sviluppo di Erdogan ha perso il 9% dei voti e oltre 70 seggi. A determinare questo risultato sono stati diversi fattori. Il primo sicuramente è dato dalla gestione scellerata della crisi siriana, che ha impoverito e reso meno sicure diverse aree del Paese e che ha affibbiato alla Turchia il poco gradevole sospetto di essere il corridoio privilegiato dei terroristi. C'è poi da considerare motivazioni di ordine squisitamente interno. Ai turchi sono piaciute poco le esternazioni di Erdogan contro la stampa, soprattutto contro giornalisti dalla comprovata professionalità come Can Dundar. Se a questo poi si conta il cambio della lira sul dollaro e sull'euro alle stelle da mesi e il fatto che l'economia inizia ad arrancare, il Presidente è risultato un leader politico molto meno carismatico rispetto a una volta.
Ma a chi sono andati i voti dell'Akp? Una parte di certo sono andati ai nazionalisti del Mhp, che hanno aumentato i consensi di quasi il 3%, guadagando 30 deputati nuovi in parlamento. A loro si è rivolto l'elettorato conservatore, poco filo europeo, di marca meno religiosa, che mal tollerava il carattere sempre più confessionale dell'Akp.
E poi c'è il grande expolit curdo. L'Hdp, il Partito del popolo democratico ha fatto la campagna elettorale più strategica e difficile di tutte, visto che in due mesi è stato oggetto di circa 200 aggressioni, culminate con le bombe di Diyarbakir a due giorni dal voto che hanno lasciato sul campo 4 morti e centinaia di feriti. Il suo leader Selahattin Demirtas ha parlato a tutte quelle persone, e sono tante, che avevano qualcosa da recriminare a Erdogan sul piano dei diritti: minoranze religiose, omosessuali, società civile. Il risultato non è venuto ma mancare: l'Hdp ha sfondato lo sbarramento del 10% portando a casa ben 80 deputati su 550. Viene paradossalmente citato per ultimo, anche se è la maggiore forza di opposizione, il Chp, il Partito repubblicano del popolo, di ispirazione laica che con il 25% dei consensi e 130 deputati ancora non riesce a scrollarsi di dosso l'aurea vetero kemalista che lo circonda e porsi come reale alternativa a Erdogan.
La Turchia che esce da queste elezioni è una Turchia dove può veramente succedere di tutto. Gli scenari più probabili al momento sono tre. Il primo è rappresentato da una ipotetica coalizione con i nazionalisti che però potrebbero fare pagare il loro appoggio carissimo e sarebbe comunque in chiave anti curda, con tutto quello che ne può conseguire a livello di sicurezza interna del Paese. La seconda è un governo di minoranza, che però sarebbe automaticamente menomato e non potrebbe prendere decisioni sostanziali. La terza sono le elezioni anticipate e pare proprio che sia la strada che una parte dell'Akp vorebbe intraprendere.
La parola d'ordine al momento è incertezza dopo 13 anni di governo monolite di Erdogan alla quale potrebbe corrispondere anche l'instabilità, anche quella finanziaria e dei mercati. Una condizione insidiosa, nella quale, se i partiti di opposizione non si organizzano in modo efficace, Erdogan potrebbe anche tornare in auge.

ARTICOLI CORRELATI

Scrivi il tuo commento
@

Oppure usa i tuo profili social per commentare

GRAZIE

GUALA
GUALA