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Tsipras e quella strana ispirazione a Erdogan

Tsipras? Si è ispirato a Erdogan. In Turchia, a pochi giorni dalle elezioni che hanno visto trionfare Syriza, ne sono tutti convinti, per la giovane promessa della politica greca l’Akp, il Partito islamico-moderato per la Giustizia e lo Sviluppo che guida la Mezzaluna dal 2002, è un modello da seguire.

Havana, Cuba. Turkey's President Recep Tayyip Erdogan adjusts his sunglasses. February 11, 2015. REUTERS/Enrique De La Osa

 A confermare questa sensazione sono arrivate le parole del Primo Ministro, Ahmet Davutoglu. Il capo del governo di Ankara ha rivelato di aver incontrato Tsipras in dicembre e che in quell’occasione il leader di Syriza avrebbe confessato che, pur guidando una formazione politica di orientamento molto diverso, ha sempre guardato con grande interesse all’affermazione dell’Akp e al suo modo di gestire il consenso e il potere.

La tendenza al “turco-centrismo” e al sovrastimare attestazioni di stima come le proprie capacità è una caratteristica tipica della Mezzaluna. Eppure, a voler analizzare i fatti  e tenendo presenti gli opportuni distinguo, ci sono alcuni elementi che fanno risultare questa ipotesi non così peregrina.

Per prima cosa si deve osservare il modo che Tsipras ha di dirigere il suo partito e la sua azione politica. Il suo è un elettorato trasversale e stanco della vecchia politica, esattamente come quello dell’Akp quando si affermò per la prima volta nel 2002. L’immagine del leader di Syriza, come quella di Erdogan, sovrasta tutti gli altri e, nonostante la squadra di economisti che ha chiamato nel suo esecutivo, all’interno del governo e di Syriza rimane l’unico leader indiscusso.

Ma è nella politica nei confronti dell’Unione Europea che le somiglianze fra i due emergono maggiormente. Anzi, Tsipras sembra aver assimilato tutto il dinamismo e quella determinazione sul filo dell’arroganza che ha caratterizzato Erdogan all’inizio della sua attività diplomatica. Come Erdogan il primo ministro greco ha guardato subito ad altri potenziali partner per l’Ellade, volgendo lo sguardo alla Russia e alla Cina. C’è però una grossa differenza fra i due e probabilmente Tsipras non ha tenuto in sufficiente conto.

I primi anni del governo Erdogan, infatti, erano chiaramente ispirati a un atteggiamento liberale per quanto riguardava le riforme e liberista in economia. Il presidente turco andava all’estero, ma portando in dote banche, infrastrutture, gare d’appalto che avevano attirato investimenti stranieri a suon di miliardi di dollari. Offerte concrete, davanti alle quali Erdogan non ha esitato a privatizzare i “gioielli di famiglia” come Halkbank e numerose reti energetiche.

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