eastwest challenge banner leaderboard

Internet of things, la sfida virtuale in Europa e in Italia

“Internet of things” ? Un grande passo verso la digitalizzazione della società e dell’economia. Sicuramente avrete già sentito parlare di questo concetto, si tratta di un vero e proprio nuovo mondo nel quale persone e oggetti sono interconnessi tramite reti di comunicazione. Questo permette loro di interagire con l’obiettivo di portare all’azione e quindi alla creazione di valore aggiunto in un tempo brevissimo, che ne garantisce l’efficacia.

Internet of Things. www.pixabay.com

Secondo uno studio del CISCO, il numero di dispositivi connessi ha superato la popolazione mondiale nel 2008 e ci sono più di 25 miliardi di oggetti capaci di comunicare gli uni con gli altri via internet (una media di 3,47 dispositivi a persona) nel 2015. Ma a che punto siamo in Europa e in Italia?

Attualmente, il progetto è tra i principali punti dell’agenda dell’Unione Europea. Essa ne riconosce un potenziale per la crescita economica. Infatti, la Commissione ha dichiarato che il numero di connessioni nell’Europa dei 28 aumenterà da 1,8 miliardi nel 2013 a 6 miliardi nel 2020. Il ricavato di quella che si chiama rivoluzione IoT, nel 2020, ammonterà a circa 1180 miliardi di euro. I principali settori che ne traggono beneficio sono quelli manifatturiero, finanziario e delle utilities ma anche per molti altri si considera un vantaggio, da quello energetico a quello industriale, passando per la sicurezza, la sanità, i trasporti, l’ambiente.

Per quanto riguarda l’Italia, fa parte del gruppo di paesi europei, insieme ad Austria, Belgio, Danimarca, Lussemburgo e Polonia, che ha le capacità necessarie per lo sviluppo di IoT ma dove le iniziative nazionali sono insufficienti. “Ci ostiniamo a voler recuperare un ritardo che l’Italia ha sull’accesso internet delle persone, quando invece potremmo eccellere nel business multi-miliardario dell’Internet of things”, queste le parole di Carlo Alberto Carnevale Maffè, docente all’Università Bocconi di Milano, esperto in materia. Egli cita diversi settori nei quali lo sviluppo di IoT sarebbe vantaggioso in Italia in quanto fonte di risparmio per lo Stato e di sviluppo per il paese. Tra questi, ad esempio, “smart home” prevede una riduzione delle tasse in cambio di un aumento della sostenibilità energetica delle case.

La digitalizzazione e inter connettività dei prodotti e servizi contribuiscono alla competitività e a un aumento delle entrate dal 2 al 3% per anno in media. Se si considera il settore industriale europeo, i ricavi sono pari a 110 miliardi di euro all’anno.

Per questo motivo, il settore IoT costituisce un vero e proprio potenziale di crescita economica e quindi indirettamente di stabilità politica.

Scrivi il tuo commento
@

Oppure usa i tuo profili social per commentare

GRAZIE

La voce
dei Lettori

eastwest risponderà ogni settimana ai commenti sui social e alle domande inviate dai lettori. Potete far pervenire la vostra domanda usando il tasto qui sotto. Per essere pubblicati, i contributi devono essere firmati con nome, cognome e città Invia la tua domanda ad eastwest

GUALA