Pagamento digitale tramite smartphone. REUTERS/Damir Sagolj
Pagamento digitale tramite smartphone. REUTERS/Damir Sagolj

La vita della nostra generazione, la generazione che sta per entrare nel mondo del lavoro e quella che da poco ne fa parte, si fa sempre più dinamica. Ecco perché, tendenzialmente, i giovani vogliono tutti la stessa cosa: operare in autonomia e in modo rapido, con la formula: “tutto ciò che serve per gestire i propri soldi si deve avere in tasca”.


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Da qualche giorno è entrata in vigore una nuova direttiva europea, conosciuta come Psd2, o “Payment service directive 2”: si tratta di un provvedimento che stabilisce le regole in materia di pagamenti online, puntando a un aumento del grado di trasparenza e sicurezza. Perché una direttiva del genere? Sembrerebbe che ormai basti uno smartphone per effettuare pagamenti, di tipologie sempre più svariate. Sicuramente, il fenomeno è una conseguenza dell’avanzare del Fintech, termine che si riferisce a una serie di prodotti e servizi finanziari distribuiti attraverso sofisticate tecnologie e di cui abbiamo parlato precedentemente. Noi Millennials dobbiamo fare fronte a una vera rivoluzione, che sta cambiando il modo di rapportarsi agli acquisti. I vantaggi? Uno su tutti, un risparmio di 550 milioni l’anno per i consumatori della Ue.

La strada si apre a nuovi player non bancari: i big della tecnologia come Apple, Samsung, Google, o quelli dell’e-commerce come Amazon stanno prendendo il sopravvento anche in questo campo, per non parlare delle app che consentono pagamenti tramite il telefono. Molti parlano di “disruptive innovation”, ed effettivamente non è un cambiamento da trascurare. Non solo si va verso un sistema di pagamenti più facile ed economico, ma sono previsti anche dei tetti per le istituzioni finanziarie. Se analizziamo in modo più approfondito le novità introdotte dalla direttiva, esse riguardano la possibilità di pagare alcuni beni e servizi utilizzando il proprio credito telefonico. Non solo le commissioni interbancarie non superano lo 0,3%, ma la possibilità di accettare pagamenti senza intermediazione finanziaria rende il processo più rapido ed efficace sia per l’offerta che per la domanda.

La direttiva Psd2 incentiva innovazione e trasparenza. Rappresenta una vittoria sia per i cittadini che per la concorrenza, offrendo una maggiore sicurezza delle transazioni. Sicurezza che si declina da un lato con il rafforzamento del sistema dei pagamenti digitali, dall’altro con la riduzione al minimo rischio di frode per chi acquista online.

Cosa cambia invece concretamente per l’utente? Coloro che utilizzano un conto corrente online/homebanking possono fare pagamenti o accedere al proprio conto attraverso software di “terze parti autorizzate”. Si potrà pagare un libro su Amazon, ad esempio, collegandosi direttamente con la propria banca: ed è qui che entrano in gioco le app che consentono il pagamento o il trasferimento di contanti.

In Italia, dal 2014, Jiffy (4,2 milioni di utenti e 120 banche aderenti) viene usata per inviare e ricevere denaro in tempo reale, senza usare contanti o carte di credito, dal cellulare e non solo. Negli ultimi mesi, più punti vendita hanno aderito all’iniziativa, oggi 150. Dal 2015, anche la start-up Satispay sta avendo successo. Il funzionamento è lo stesso, con il vantaggio che Satispay non addebita costi aggiuntivi per le transazioni sotto i 10 euro (e per quelle sopra i 10 euro, la spesa è di soli 20 centesimi). Da maggio scorso, invece, chi possiede un prodotto Apple può usare Apple Pay. Si stima che nel 2018 il segmento dei “new digital payments” supererà i 50 miliardi di euro.

D’altronde, secondo il Visa Digital Payments Study 2017 presentato a Barcellona, condotto su oltre 42mila consumatori in 22 Paesi europei, è emerso che il 74% degli italiani utilizza lo smartphone per pagare e per tenere sotto controllo entrate e uscite: gli italiani (55%) sono i primi tra gli europei (48%) ad usare un dispositivo mobile per i propri acquisti.

Decisivo il ruolo dei Millennials: l’82% degli italiani dai 18 ai 34 anni utilizza cellulare o tablet per gestire il proprio denaro o effettuare pagamenti di persona; il 62% dei giovani italiani non entra più in banca ma mantiene il controllo delle proprie finanze dal proprio smartphone, percentuale che aumenterà al 96% entro il 2020.

Inoltre, l’85% dei consumatori in Italia esprimerebbe fiducia in queste forme di autenticazione sicura, percentuale in crescita dal 59% dell’edizione 2016. Anche un sondaggio di PwC “Total Retail 2017”, che ha analizzato i comportamenti di consumo online di 25.000 consumatori in 32 Paesi, ci dice che per quanto riguarda i livelli di fiducia, l’Italia si mostra meno intimorita all’utilizzo dello smartphone in tutte le attività che riguardano l’acquisto. Un altro dato rilevante che emerge dalla ricerca è che lo sviluppo della mobile money passa anche e soprattutto dai social media, maggiore fonte di ispirazione per gli acquisti dei giovani (42%).

La direttiva infine non prevede un annullamento totale delle banche, bensì la loro azione in un nuovo contesto all’interno del quale si dovranno confrontare con i nuovi attori sopracitati e non potranno fare a meno di sfruttare le opportunità di competizione e di innovazione dei servizi di pagamento per tenergli testa.

Ad oggi, infatti, gli utenti continuano a preferire le banche per quanto riguarda la gestione dei risparmi (67%), i finanziamenti (57%) e i pagamenti in mobilità (47%). Dove le banche perdono terreno, nel mobile payment, noi Millennials ci dobbiamo fare promotori di un settore bancario sempre più aperto, dove la sfida si giocherà sul filo dell’innovazione.

Marco Folcia, partner PwC, sottolinea come fare fronte a questo nuovo scenario. E le prove che le banche dovranno affrontare saranno molteplici: "La mobile money sta acquistando sempre di più spazio all’interno del mercato dei pagamenti. Da un lato, ciò ha consentito l’entrata di nuovi attori nel mercato e dall'altro l’evoluzione ha lanciato una nuova sfida alle banche che dovranno comprendere quali strategie adottare per stare al passo con il cambiamento. Investire per implementare internamente prodotti, acquistare servizi già esistenti ovvero collaborare con i nuovi competitor potrebbero rappresentare alcune tra le strade percorribili per far fronte alla rivoluzione in atto. Un'offerta di prodotti basata su una proposizione commerciale di servizi originali e digitali, prevedendo l'integrazione dei social media nei mezzi di pagamento, è la risposta alle esigenze dei Millennials, veri protagonisti del fenomeno della mobile money”. 

@manu_scogna10

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