Agenti di polizia di guardia fuori al City Stay Hotel utilizzato da Alexander Petrov e Ruslan Boshirov; che sono stati accusati di aver tentato di uccidere l'ex spia russa Sergei Skripal e sua figlia Yulia; a Londra, Gran Bretagna, 5 settembre 2018. REUTERS / Toby Melville
Agenti di polizia di guardia fuori al City Stay Hotel utilizzato da Alexander Petrov e Ruslan Boshirov; che sono stati accusati di aver tentato di uccidere l'ex spia russa Sergei Skripal e sua figlia Yulia; a Londra, Gran Bretagna, 5 settembre 2018. REUTERS / Toby Melville

È sempre più dura mentire per le autorità russe sul caso Skripal. Una nuova prova portata all’evidenza pubblica da Bellingcat il 2 ottobre inchioda il già noto Anatoly Chepiga, uno dei due agenti dei servizi segreti militari della Russia che con ogni probabilità sono responsabili dell’avvelenamento della spia doppiogiochista in Gran Bretagna.


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Si tratta di una fotografia che lo ritrae sulla parete della Dvoku, l’accademia militare dove si è diplomato. Il suo ritratto è appeso su un pannello che raffigura gli ex allievi dell’accademia insigniti della massima onorificenza di “Eroe della Russia”.

Le foto sono pubbliche. Sono state ritrovate su un profilo Odnoklassiki, un social network russo molto popolare, e sono state scattate durante una visita all’accademia, il 18 marzo 2017. E, per la prima volta, sono ad una definizione tale da poter leggere il nome di Chepiga sotto il ritratto. In un’altra foto sul social network, datata luglio 2014, il ritratto dell’agente del Gru non era ancora stato affisso sul muro delle onorificenze.

Bugie

Quest’ultimo ritrovamento prova almeno tre cose. Conferma ulteriormente, data la netta somiglianza, quello che già era noto, cioè che il presunto Ruslan Boshirov intervistato dal canale televisivo goverantivo RT è in realtà Chepiga. Questo è un agente del Gru, diplomatosi all’accademia Dvoku nella città orientale di Blagoveshensk e, soprattutto, è stato insignito di una delle più alte onorificenze della federazione, quella di “Eroe della Russia”, in una data che si colloca almeno tra il luglio 2014 e il marzo 2017. Secondo consuetudine, è lo stesso Putin ad appuntare questa medaglia sul petto di chi se l’è meritata.

La scoperta contrasta ancora una volta con le versioni di Mosca. Non solo con quella, ripetuta ancora il giorno prima dalla portavoce del ministro degli Esteri Lavrov, Maria Zacharova, secondo cui Chepiga e Bashirov sarebbero due persone diverse. Ma anche – e soprattutto – con quella del portavoce di Putin, Dmitry Peskov, il quale ha chiaramente affermato che «il nome di Anatoli Chepiga non risulta nell’elenco delle persone insignite del titolo di Eroe della Russia». Bugia.

Operazioni speciali

Chepiga non è un militare qualunque, quindi, ma un agente che si è distinto in modo particolare durante qualche operazione speciale.

Quale operazione? Sergey Kanev, giornalista dell’Insider che ha seguito il caso Skripal, ha provato nelle scorse ore a dare una spiegazione. Una sua fonte riservata avrebbe rivelato che lo stesso Chepiga fece parte del commando che nel 2014, all’apice di Euromaidan, fece evacuare l’allora presidente ucraino Yanukovich di notte dalla sua residenza alle porte di Kyiv per portarlo al sicuro in Russia, dove si trova tuttora. Potrebbe Chepiga essere stato insignito dell’onorificenza proprio per questa operazione? Kanev non rivela la sua fonte e non è possibile verificare questa affermazione. Ma il fatto che la versione sia stata diffusa prima che Bellingcat scoprisse la nuova foto è un punto a favore.

@daniloeliatweet

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