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Come la Nato ha rischiato la guerra con la Russia per l’Ucraina

Nelle email hackerate da DC Leaks, le pressioni su Obama da parte generale Philip Breedlove, comandante Nato in Europa durante la guerra in Ucraina, per una risposta militare alla Russia. Che per fortuna non c’è stata.

Teddy Wade/US Army

Falchi e colombe. È una distinzione che taglia il mondo con un’accetta, ma per una volta rende l’idea. Perché si viene a sapere che il comandante delle forze Nato in Europa durante l’acme della guerra in Ucraina, generale Philip Breedlove, finché è stato in carica ha fatto di tutto per causare un’escalation militare con la Russia.

Il sito Dc Leaks – lo stesso che ha diffuso i documenti della fondazione di Geroge Soros e della campagna elettorale di Hillary Clinton, e dietro cui ci sarebbero gli hacker russi – ha pubblicato un breve scambio di email di Breedlove con Colin Powell, ex segretario di Stato americano, e Harlan Ullman, un ex militare e accademico molto introdotto alla Casa bianca. L’obiettivo, fare pressioni su Obama per fornire armi all’Ucraina e contrastare militarmente Putin.

Influenzare, persuadere, convincere o costringere Obama

«Posso sbagliarmi, ma non vedo la Casa bianca così intenzionata a lavorare con l’Europa e la Nato», scrive in un’email a Powell. «Sinceramente penso che ci vedano più come un problema. Ho bisogno del tuo consiglio su due fronti, come inquadrare questa opportunità mentre tutti gli occhi sono sull’Isis e, due, come affrontare la questione direttamente con il presidente». Mentre in un’altra email a Ullman, riferendo del tentativo di far arrivare la sua influenza a Obama, scrive: «Penso che il presidente ci veda come quelli che lo vogliono portare in una guerra».

Nella sua risposta, Ullman è ancora più chiaro. «Tu e il segretario generale [della Nato] dovreste essere in grado di mettere su una strategia per influenzare, persuadere, convincere o costringere gli Stati uniti a reagire. Dato però l’ordine di Obama di non iniziare una guerra, potrebbe essere un compito difficile». E ancora, scrive Ullman alla vigilia dei negoziati di Minsk-2, «Bisogna convincere Obama e Kerry a fronteggiare Putin».

Phillip Karaber, un accademico che compare nello scambio di email con Breedlove a proposito di alcune informazioni dell’intelligence ucraina, ha confermato l’autenticità delle email che lo riguardano e ha anche riferito al giornale americano The Intercept che Breedlove gli aveva raccontato di aver subito un’intrusione nel suo account Gmail.

Numeri inventati

Per indurre la Nato e l’America a uno scontro diretto con Putin, Breedlove non ha solo cercato di influenzare direttamente Obama, ma ha anche provato a ingigantire la minaccia militare russa.

Il settimanale tedesco Der Spiegel nel 2015 riferì di un imbarazzante annuncio del comandante Nato al governo tedesco. Breedlove aveva riferito di oltre un migliaio di blindati, forze di combattimento e sofisticati sistemi antiaerei russi in Donbass, annuncio estremamente ridimensionato dai militari tedeschi. Si trattò evidentemente di un tentativo di condizionare Angela Merkel, allineata con Obama per una soluzione diplomatica.

Anche perché non era la prima volta che Breedlove gonfiava i numeri. Come quando aveva parlato di 20mila uomini al confine pronti a invadere l’Ucraina mentre poi sempre i tedeschi hanno detto che si trattava di truppe stanziate nell’area da ben prima della Maidan. O come quell’altra volta che davanti al Comitato delle Forze armate Usa aveva parlato di 80mila soldati russi preparati a varcare il confine in Donbass, mentre lo stesso dipartimento della Difesa sapeva che avrebbero potuto essere al massimo 40mila.

Breedlove ha lasciato l’incarico a maggio ed è andato in pensione a luglio. E verrebbe da dire meno male.

@daniloeliatweet

 

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