eastwest challenge banner leaderboard

È stata un Schweppes ad abbattere l’A321 Metrojet?

Il valzer delle ipotesi, le supposizioni a caldo, il rifiuto russo dell’attentato, poi la lettura delle scatole nere e la rivendicazione dell’Isis. Ora tutti sembrano aver accettato l’idea che sia stata una bomba a bordo ad abbattere il volo 7K9268. Ma è davvero quella pubblicata dall’Isis?

La rivista pdf dell’Isis, Dabiq, ha pubblicato mercoledì una foto della bomba artigianale che avrebbe abbattuto l’A321 Metrojet sui cieli del Sinai. Una lattina di Schweppes all’ananas riempita di esplosivo, con un detonatore che lascia aperte alcune domande. Ma quella principale è se un ordigno così piccolo è capace di far saltare in aria un aereo di 45 metri e 50 tonnellate. La risposta sembra essere sì.

Prima di analizzare quello che sappiamo del presunto ordigno, è interessante leggere l’editoriale, che rivela anche qualche dettaglio sull’attentato.

“Il 30 settembre 2015, dopo anni di aiuti al tiranno alawita [Bashar al-Assad] nella guerra contro i musulmani del califfato di Siria, la Russia ha deciso di partecipare direttamente alla guerra con le proprie forze.”, si legge a pagina 2 del pezzo di propaganda. “È stata una decisione sconsiderata e arrogante della Russia, come se non fosse già bastata la guerra ai musulmani del califfato del Caucaso. Così, dopo aver trovato un modo per aggirare la sicurezza dell’aeroporto di Sharm el-Sheikh e aver deciso di abbattere un aereo di un Paese della coalizione a guida americana contro lo Stato islamico, abbiamo cambiato l’obiettivo con un aereo russo. È stata caricata una bomba sull’aereo, causando la morte di 219 crociati russi e cinque di altre nazioni, appena un mese dopo l’insensata decisione della Russia”.

Secondo Dabiq, quindi, l’Isis avrebbe premeditato un attentato nei cieli del Sinai prima dell’intervento russo in Siria, avendo come obiettivo un aereo di un altro Paese, salvo poi cambiare programma. Sembrerebbe questa l’unica novità, perché gli altri particolari rivelati – un ordigno a bordo, fatto filtrare attraverso i controlli all’aeroporto di Sharm el-Sheikh – facevano già parte della ricostruzione degli esperti ed erano di pubblico dominio.

La bomba

Lo sguardo profano fa storcere il naso davanti a una lattina di bibita e due fili attorcigliati. Così i complottisti si sono scatenati a dire che è solo disinformazione e che non è possibile tirare giù un jetliner con una Schweppes. Ma già gli indizi disponibili subito dopo la tragedia lasciavano propendere per l’ipotesi bomba.

Partendo dal presupposto che la foto è tutt’altro che verificata e verificabile, e che l’Isis ha tutto l’interesse a sfruttare il richiamo mediatico, secondo alcuni esperti interpellati dai più grandi giornali internazionali è possibile eccome.

L’Independent ha sentito Sidney Alford, famoso esperto di ordigni rudimentali. “Considerando la dimensione della lattina e la densità dell’esplosivo al plastico, sarebbe una bomba di 450 grammi”, ha detto Alford. “Posizionata adeguatamente, magari vicino alla parete dell’aeroplano e non protetta da grandi bagagli, potrebbe abbattere un aereo”. Analizzando i componenti, Alford ha detto che il detonatore non è roba artigianale, mentre l’interruttore alla destra sembra uscito da un film di Hollywood, con quei suoi due led. “Mentre una spia indica che la bomba è innescata, non c’è alcuna ragione per mettere anche una lucetta rossa. Quel pezzo sembra un fake”.

Secondo un esperto anonimo citato dal New York Times, invece, “il pezzo potrebbe servire come un innesco di sicurezza o un meccanismo per attivare il detonatore. I fili elettrici servono probabilmente a collegarlo al detonatore. Il resto del circuito, nascosto sotto il nastro isolante, potrebbe contenere batterie e elementi elettronici necessari a mandare la carica elettrica al detonatore”. Ha poi aggiunto che “una lattina di soda può contenere abbastanza esplosivo da danneggiare gravemente un aereo di linea. Benché non sia capace probabilmente di distruggere direttamente l’aereo, può causare una catastrofica serie di eventi che può mandare in pezzi un jet alla velocità di crociera”.

Il Telegraph ha sentito Dave Welch, un ex artificiere della marina inglese. “Il danno causato sarebbe significativo, data la pressione causata dall’esplosione negli spazi limitati di un aereo”, ha detto Welch. “Sarebbe decisamente capace di causare uno squarcio in un aereo di linea”.

Secondo alcuni commenti su PPRuNe, un forum di piloti ed esperti di volo, la lattina avrebbe potuto essere caricata sull’aereo non da un passeggero ma con il servizio catering di bordo, che avrebbe probabilmente potuto bypassare più facilmente i controlli di sicurezza in un aeroporto che non rispetta gli standard internazionali. Questo spiegherebbe l’ipotesi del distacco della coda – dove si trova il galley in cui sono stivati i pasti e le bevande di bordo – caduta a grande distanza dal resto dei rottami dell’aereo. E sarebbe anche compatibile con i rilievi degli investigatori, che hanno trovato tracce di esplosivo nella parte posteriore della cabina passeggeri.

La bomba, sempre secondo alcuni commenti su PPRuNe avrebbe potuto essere azionata con un baro-timer, un dispositivo che si attiva sia con la pressione che a tempo, in modo da farla esplodere solo quando l’aereo fosse stato in quota di crociera per massimizzare i danni.

Non sappiamo naturalmente se la foto ritrae proprio l’ordigno poi usato sull’A321 –né, a dire il vero se sia qualcosa di simile – ma un dato depone a favore. La lattina di Schweppes usata è esattamente del tipo in vendita in Egitto, e solo in Egitto, come mostrato da Canmuseum.com. Se l’ordigno in foto fosse un falso creato in un secondo tempo altrove dall’Isis, si tratterebbe di un’attenzione notevole al particolare.

@daniloeliatweet

Scrivi il tuo commento
@

La voce
dei Lettori

Eastwest risponderà ogni settimana ai commenti sui social e alle domande inviate dai lettori. Potete far pervenire la vostra domanda usando il tasto qui sotto. Per essere pubblicati, i contributi devono essere firmati con nome, cognome e città. Invia la tua domanda a eastwest

GUALA